15 Aprile 2026 - 14:26

Il nuovo fronte del gioco illegale: quando i Chatbot AI attirano giocatori verso siti non autorizzati

Contrastare le offerte di gioco illegale nei risultati di ricerca di Google o nelle inserzioni su piattaforme come Facebook è da tempo una priorità per molte autorità di regolazione. Ora,

11 Marzo 2026

Contrastare le offerte di gioco illegale nei risultati di ricerca di Google o nelle inserzioni su piattaforme come Facebook è da tempo una priorità per molte autorità di regolazione. Ora, però, i regolatori si trovano di fronte a una nuova sfida: un’indagine ha rivelato che i chatbot basati su intelligenza artificiale più diffusi indirizzano spesso gli utenti verso casinò offshore che operano senza licenza nazionale.

L’inchiesta, condotta da Investigate Europe, ha testato per due settimane i principali chatbot di IA – tra cui ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google e Meta AI di Meta Platforms – in 10 Paesi europei. Quando venivano richieste informazioni sui “migliori bonus” o su come aggirare i sistemi di autoesclusione, i chatbot indirizzavano spesso gli utenti verso operatori di gioco non regolamentati.

I chatbot hanno spiegato come usare software per accedere a piattaforme non autorizzate, promuovendo siti registrati in territori offshore come Curaçao o Anjouan, fuori dalla portata dei regolatori europei. Uno dei chatbot di Meta AI ha definito i casinò online senza controlli di identificazione il “Santo Graal!”. Gemini di Google ha invece parlato di anonimato e di “assenza di limiti rigidi” offerti dai siti crypto.

Su 30 richieste testate per ciascuna piattaforma in ogni Paese, MetaAI ha raccomandato casinò senza licenza 27 volte, Gemini 26 volte e ChatGPT 22 volte. Nei test per singolo Paese, Francia e Polonia hanno registrato ciascuna 18 raccomandazioni verso operatori non autorizzati, mentre il Regno Unito ne ha registrate 14.

Alcuni dei siti suggeriti compaiono nelle blacklist delle autorità di regolazione e, in alcuni casi, le risposte dei chatbot hanno addirittura elogiato caratteristiche come prelievi rapidi, anonimato e bonus particolarmente generosi.

Quando è stato chiesto come evitare i sistemi nazionali di autoesclusione – come Gamstop nel Regno Unito – i chatbot hanno spesso suggerito casinò non inclusi in questi programmi. Sono stati inoltre suggeriti casinò basati su criptovalute, indicati per il loro “anonimato” e per la “mancanza di limiti rigidi”.

Gran parte dei contenuti sembrerebbe derivare da materiale promozionale di operatori con sede in giurisdizioni come Curaçao.

L’indagine mette in luce i crescenti rischi legati all’uso dell’IA generativa in settori regolamentati come quello del gioco. I ricercatori parlano di un possibile “routing problem”, ovvero un meccanismo attraverso il quale gli utenti che cercano indicazioni tramite assistenti basati su IA potrebbero essere indirizzati al di fuori dei sistemi di tutela dei consumatori.

Regolatori e organizzazioni che si occupano di dipendenze hanno espresso preoccupazione per il fatto che questi strumenti possano facilitare involontariamente l’accesso al gioco illegale. Secondo Tiemo Wölken, eurodeputato tedesco che ha contribuito alla definizione del Digital Services Act, “questi risultati preoccupanti dimostrano alcuni dei rischi emergenti legati ai chatbot di IA. Possono diventare motori di ricerca potenziati, ma senza le consolidate garanzie di sicurezza che caratterizzano la ricerca online tradizionale”.

PressGiochi

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