10 Luglio 2026 - 17:01

Il gioco minorile a Napoli: fattori d’influenza e leve per il contrasto

Di Laura D’Angeli

15 Giugno 2026

Il gioco con vincita in denaro tra i minori rappresenta a Napoli un fenomeno diffuso e strutturato. Le evidenze emerse dalla ricerca sul territorio risultano coerenti con quanto rilevato dall’ESPAD Italia, che segnala come una quota significativa di studenti abbia sperimentato il gioco d’azzardo nell’ultimo anno, con incidenze nel Mezzogiorno – e in Campania – superiori alla media nazionale. Il dato va letto come indicatore di una normalizzazione del comportamento più che come episodio sporadico.

A Napoli,- scrive Laura D’Angeli sulle pagine di PressGiochi MAG –  il gioco minorile si inserisce in un quadro regolatorio regionale e comunale che, almeno sul piano formale, si configura come un sistema integrato e multilivello orientato alla prevenzione. La Legge Regionale Campania 2 marzo 2020, n. 2 disciplina il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo introducendo, tra le principali misure, il divieto di apertura di nuove attività entro 250 metri dai luoghi sensibili, limitazioni orarie, l’istituzione di un Osservatorio regionale e il coinvolgimento di scuole, ASL ed enti locali. Il Comune di Napoli è intervenuto già nel 2015 con il Regolamento Sale da Gioco e Giochi Leciti (Deliberazione n. 74 del 21 dicembre 2015), prevedendo criteri più restrittivi: distanziometro di 500 metri, fasce orarie limitate, obblighi di verifica dell’età, divieti di richiamo visivo e pubblicitario e un sistema sanzionatorio.

Sebbene la regolazione, a diversi livelli, sia orientata alla tutela dei minori, il contesto napoletano presenta elementi specifici che contribuiscono a spiegare la diffusione del fenomeno. Il gioco è inserito in un immaginario culturale che ne attenua la percezione di rischio e ne rafforza l’accettazione sociale. Non si tratta di una causa deterministica, ma di un fattore abilitante: il gioco viene percepito come pratica ordinaria, spesso connessa alla socialità e all’intrattenimento. A questo si somma una componente tipicamente adolescenziale, legata alla propensione a “tentare la fortuna” e a una percezione di controllo e invulnerabilità che porta superare, pur nella consapevolezza, il divieto di gioco per i minori.

Il ruolo dei pari è centrale e l’accesso al gioco avviene frequentemente attraverso la mediazione del gruppo, che funge da contesto di apprendimento e legittimazione. Il comportamento si consolida all’interno di dinamiche relazionali, più che come scelta individuale isolata e il fenomeno non è circoscrivibile a singoli quartieri: interessa l’intero tessuto urbano, pur con intensità differenziate. Anche il contesto socio-economico incide in modo rilevante sul fenomeno. Napoli è la città metropolitana con la più alta densità abitativa in Italia e presenta una forte polarizzazione sociale. Il reddito medio è basso e la partecipazione al mercato del lavoro resta inferiore alla media nazionale. La struttura urbana è fortemente eterogenea e questa frammentazione si riflette nelle opportunità educative e nei comportamenti giovanili. Il contesto educativo evidenzia criticità rilevanti: una quota significativa di studenti presenta carenze nelle competenze numeriche e difficoltà nelle abilità alfabetiche, con livelli particolarmente accentuati. Questo elemento incide direttamente anche sulla comprensione dei meccanismi probabilistici legati al gioco: una limitata alfabetizzazione numerica riduce la capacità di valutare correttamente le probabilità di vincita e perdita. Il tasso di dispersione scolastica, pur in miglioramento, resta elevato. In questo contesto, una parte dei minori sfugge ai canali educativi tradizionali, rendendo meno efficaci gli interventi basati esclusivamente sulla scuola.

Le politiche di prevenzione devono quindi adattarsi a questa realtà. Accanto al ruolo centrale delle istituzioni scolastiche, è necessario individuare ulteriori punti di contatto: contesti informali, spazi aggregativi, reti territoriali e comunità locali. La famiglia mantiene una funzione primaria nella trasmissione di modelli comportamentali, ma va supportata attraverso strumenti informativi e percorsi di sensibilizzazione.

Il quadro che emerge evidenzia come il gioco minorile a Napoli non possa essere affrontato come un fenomeno residuale o circoscritto, ma necessita di un approccio multilivello effettivo, non solo dichiarato. Ciò implica il coordinamento tra scuola, famiglia, servizi sanitari e attori territoriali, ma anche una maggiore qualificazione dell’offerta di gioco. La presenza di un impianto regolatorio articolato rappresenta una base necessaria, ma non sufficiente se non accompagnata da interventi capaci di incidere sui determinanti sociali, culturali ed educativi che ne favoriscono la diffusione.

Le azioni di prevenzione e contrasto possono svilupparsi lungo due direttrici complementari. Da un lato, interventi indiretti, che coinvolgono la famiglia, la scuola e più in generale la comunità educativa, con l’obiettivo di rafforzare le competenze, la consapevolezza e la capacità di intercettare precocemente i comportamenti a rischio. Dall’altro, interventi diretti rivolti ai minori, costruiti attraverso messaggi chiari, accessibili e coerenti con i loro linguaggi e con i contesti nei quali si sviluppano le loro relazioni sociali.

In questo quadro, assume particolare rilevanza anche la qualificazione dell’offerta di gioco. Rendere più chiara e visibile la distinzione tra offerta legale e illegale rappresenta una condizione essenziale, soprattutto alla luce delle difficoltà, ampiamente riscontrate, che i minori incontrano nel riconoscerne il confine. La trasparenza, l’immediata riconoscibilità e il presidio effettivo dei punti di accesso costituiscono elementi operativi che possono contribuire in modo concreto alla riduzione dell’esposizione dei minori.

La sfida, quindi, non è solo quella di rafforzare le misure esistenti, ma di renderle effettivamente pervasive, integrandole in una strategia che operi simultaneamente su più contesti. Solo attraverso un approccio coordinato e multilivello è possibile intervenire in modo efficace su un fenomeno che, per sua natura, interessa l’intero tessuto sociale.

PressGiochi MAG

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