12 Settembre 2026 - 15:22

Il Consiglio di Stato conferma la legittimità della stretta sugli orari nelle sale giochi di Rozzano

Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione presentato contro la sentenza relativa agli orari di funzionamento delle sale giochi e degli apparecchi con vincita in denaro

27 Agosto 2026

Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione presentato contro la sentenza relativa agli orari di funzionamento delle sale giochi e degli apparecchi con vincita in denaro nel Comune di Rozzano (in provincia di Milano).

Al centro della vicenda c’è l’ordinanza comunale del 2018, che aveva stabilito per le sale giochi e per gli apparecchi da gioco installati in altri esercizi autorizzati una sospensione dell’attività nelle fasce orarie indicate dal Comune, prevedendo l’apertura dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 24.

La società ricorrente aveva contestato la decisione sostenendo, tra l’altro, che il Consiglio di Stato, nella precedente sentenza del dicembre 2024, avesse erroneamente interpretato gli orari stabiliti dall’ordinanza, considerando la limitazione compatibile con il limite di sei ore giornaliere indicato dall’Intesa raggiunta in Conferenza Unificata. Secondo la ricorrente, la sospensione complessiva sarebbe invece stata di 15 ore al giorno.

Il Consiglio di Stato non ha accolto questa ricostruzione. I giudici hanno sottolineato che la questione degli orari era già stata esaminata nella precedente sentenza e che non sussistevano i presupposti per utilizzare il ricorso per revocazione. Secondo il Collegio, infatti, questo strumento può essere utilizzato solo in presenza di un vero e proprio errore nella percezione dei fatti risultanti dagli atti, e non per contestare il modo in cui il giudice ha interpretato o valutato la documentazione.

La sentenza ha inoltre ribadito che il limite delle sei ore di interruzione giornaliera previsto dall’Intesa della Conferenza Unificata è stato considerato di carattere “tendenziale” e che, nel caso di Rozzano, la disciplina degli orari era stata comunque valutata alla luce del principio di proporzionalità.

Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile. La società ricorrente è stata inoltre condannata a pagare al Comune di Rozzano le spese del giudizio, liquidate in 6.000 euro.

 

 

PressGiochi