27 Settembre 2020 - 09:58

I Monopoli e il Libro Blu. Asteriti: “Una mistificazione della realtà”

I monopoli hanno pubblicato sul proprio sito il libro blu, con i dati relativi ai giochi d’azzardo nel 2015, forniti con il solito metodo ingannevole e mistificatorio, commenta l’avvocato Osvaldo

19 Maggio 2016

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I monopoli hanno pubblicato sul proprio sito il libro blu, con i dati relativi ai giochi d’azzardo nel 2015, forniti con il solito metodo ingannevole e mistificatorio, commenta l’avvocato Osvaldo Asteriti.

“I monopoli – afferma – comunicano che nel 2015 la “raccolta complessiva” dei giochi d’azzardo è stata di 88,2 miliardi di euro, affrettandosi tuttavia a precisare che, dato che le “vincite” sono state pari a 71,1 miliardi, la “spesa” degli italiani ammonterebbe a 17,1 miliardi. Premesso che 17 miliardi di euro non sono proprio bruscolini, a me sembra che presentare il dato in questi termini equivalga a manipolare la realtà.

Se un giocatore introduce in una slot monete per 10 euro e ne vince 15, grazie a piccoli premi da 2 o 3 euro, che ovviamente rigioca immediatamente, reintroducendoli nella macchinetta, secondo i monopoli, la raccolta è stata di 25 euro, ma visto che il giocatore ne ha vinti 15, la spesa è stata di 10 euro. L’affermazione, dietro alla sua correttezza formale, nasconde una mistificazione. In realtà, il giocatore ha giocato e perso 25 euro. Ai dieci iniziali, infatti, vanno aggiunti anche quelli vinti man mano e rigiocati, a meno che non si neghi che le piccole vincite fossero del giocatore.

Va ancora osservato che la percentuale degli incassi restituita, le vincite, non finisce nelle stesse tasche di chi l’ha messa in gioco, e comunque non ci rimane, visto il meccanismo con cui viene restituita.

Se cento giocatori giocano ciascuno 100 euro, determinando una raccolta di 1.000 euro e le vincite rappresentano il 70% della raccolta, non è che nelle tasche di ogni giocatore troveremo alla fine del ciclo 70 euro. Il 70% rappresenta un  dato medio, che non significa nulla rispetto all’esperienza del singolo giocatore.

Per tornare all’esempio di prima, sui mille euro immessi nel circuito, i monopoli ne prelevano 300, raggiungendo questa percentuale anche attraverso il rigioco opportunamente stimolato, indotto grazie a premi mini, che hanno solo la funzione di essere rigiocati. Quello che non  viene detto e non emerge dai dati come forniti è che per raggiungere la percentuale di guadagno attesa, i monopoli arrivano a “finanziare” il gioco, grazie al meccanismo, tante volte denunciato come insidioso e pericoloso per la salute, delle piccole vincite.

Quello che i monopoli non svelano con la loro comunicazione  è che una percentuale consistente degli oltre 88 miliardi di euro spesi per l’azzardo dagli italiani è messa a loro disposizione dagli stessi monopoli, perché su ogni euro giocato ne trattengono una percentuale.

Insomma, il giocatore gioca un euro, i monopoli ne trattengono una parte e con l’altra parte degli incassi restituiscono l’euro al giocatore, che lo rigioca, consentendo di nuovo ai monopoli di trattenere la loro percentuale, e così per miliardi di volte, creando un loop pericolosissimo per la salute, fino a raggiungere il dato medio esposto nel libro blu.

 

Ma come si sa, – conclude Asteriti –  fornire i dati in termini medi è il modo migliore per manipolare, distorcere la realtà: in media ogni essere umano ha un testicolo e una mammella.

 

PressGiochi

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