05 luglio 2020
ore 21:05
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I mancati appuntamenti del Governo sul gioco. Ughi (Obiettivo 2016): “Uno scempio a danno degli operatori legali”

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I mancati appuntamenti del Governo sul gioco. Ughi (Obiettivo 2016): “Uno scempio a danno degli operatori legali”

Nuove concessioni e appuntamenti mancati (come al solito) dal Governo. Maurizio Ughi di Obiettivo 2016 riassume in un personalissimo quanto puntuale ‘decalogo’ ciò che ancora rimane da fare e ciò che è stato fatto in materia di concesssioni del gioco.

Entro il 30 aprile

NON FATTO

Definire le caratteristiche dei punti di vendita e la loro concentrazione territoriale anche al fine di prevenire il rischio di accesso dei minori.

Il governo non avendo ottemperato nei termini a quanto prescritto dalla legge, ha implicitamente dichiarate valide le precedenti norme per le caratteristiche dei punti di vendita come prescritte negli atti convenzionali, ha deciso di non partecipare alla nuova definizione dei criteri per la distribuzione e concentrazione territoriale dei punti di vendita e constatato che non esiste il rischio di accesso dei minori. Difatti le relative infrazioni risultano essere irrisorie rispetto ai circa 5000 negozi esistenti attivi per tutti i giorni dell’anno.

Dal 1 maggio

NON FATTO

ADM avrebbe dovuto indire la gara dal 1 maggio per attribuire le concessioni per la raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici e non sportivi.

Al 30 giugno

FATTO

Proroga delle concessioni riservata agli attuali concessionari a condizione che presentino domanda di partecipazione alla gara, che peraltro ancora non esiste.

 

Le scadenze sopra evidenziate, non rispettate o volutamente mal interpretate, risultano utili solo a garantire il rilevante gettito di denaro che lo Stato percepisce dalle imposte sui Giochi Pubblici, circa 9 miliardi di euro.

La sopra elencata negligenza porterà inevitabilmente a un ulteriore contenzioso di natura amministrativa, ma anche legislativa perché riflette argomenti che dovranno essere giudicati dalla suprema Corte di Giustizia Europea.

Rimarrà così aperta la porta agli operatori transfrontalieri che senza alcun contratto e prescrizione con lo Stato Italiano continueranno ad accettare scommesse in forza di discriminazioni già rivendicate e per non aver potuto partecipare, ancora una volta e nei termini di legge, alle gare per l’accesso al mercato regolamentato.

Un’altra occasione persa.- conclude Ughi –  Ancora uno scempio a danno degli operatori contrattualizzati con lo Stato italiano.

PressGiochi

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