24 Settembre 2020 - 22:09

I fantasy –skill games : un modello europeo. Di Stefano Sbordoni

E’ di qualche giorno fa la notizia che Walt Disney ha investito circa 250 milioni  di dollari nella Società DraftKings di Boston, specializzata da anni nella commercializzazione dei FANTASY GAMES.

17 Aprile 2015

Print Friendly, PDF & Email

E’ di qualche giorno fa la notizia che Walt Disney ha investito circa 250 milioni  di dollari nella Società DraftKings di Boston, specializzata da anni nella commercializzazione dei FANTASY GAMES. Sembrerebbe che DraftKings possa vantare circa 41 milioni di utenti registrati tra Stati Uniti e Canada. Se il colosso americano si muove nel settore dei FANTASY GAMES è un segnale significante, che anche a livello internazionale non può lasciare indifferenti.  Ma che cosa sono i FANTASY GAMES, e perché suscitano tanto interesse? I FANTASY GAMES sono  quei giochi che rispecchiano il modello del nostrano fantacalcio, l’unico passatempo di questo tipo che qui in Italia è riuscito a prendere piede. Da noi infatti il calcio è lo sport che sovrasta tutti gli altri, ma negli STATI UNITI e nel CANADA (sembrerebbe esserci liquiditàmio divisa tra i due paesi) il quadro è decisamente diverso.

Football, baseball, basket, hockey e vari altri sport riescono a focalizzare  l’attenzione di milioni di sportivi. E poi il business è notevole. La Fantasy Sports Trade Association stima che 32 milioni di americani spendano circa 467 dollari ciascuno all’anno: circa 15 miliardi complessivi. Lo sport più seguito e “scommesso” è il Football americano, con circa 11 miliardi di spesa. E le cifre fanno paura perché la lega professionistica NFL ha un turnover annuale pari a 10 miliardi di dollari. In poche parole, il prodotto “derivato” è cresciuto più del mercato principale. Forbes nel 2013 ha pubblicato stime impressionanti sul mercato: calcolando anche il tempo impiegato in media da ogni singolo utente per gestire un team (circa 3 ore a settimana), il mercato può arrivare anche ad un giro d’affari di 70 miliardi di dollari. Ecco perché il colosso WALT DISNEY ha deciso di muoversi in questo settore; è verosimile poi che il mercato dei FANTASY GAMES sia destinato a crescere perché è difficile che  gli sport passeranno di moda e verranno meno seguiti in futuro, e di certo gli appassionati di sport non diminuiranno.

I FANTASY GAMES poi non rientrano  nei divieti dell’UIGEA, non essendo qualificati come giochi  d’azzardo. Altro aspetto importante, si sono sviluppati nell’era di internet, ed e grazie alla rete che i numeri sono davvero rilevanti. I colossi che controllano il settore sono Yahoo Sports ed ESPN, ma c’è spazio per tutti. Non a caso ad agosto dello scorso anno un fondo d’investimento ha deciso di finanziare la piattaforma per 40 milioni di dollari. Wall Street oramai investe e scommette negli Sport Fantasy che hanno riscosso un successo per un semplice motivo: il calcolo sull’esito degli incontri avviene in modo più obiettivo, sfruttando le statistiche degli sport americani. Sono  dei veri e propri giochi di abilità e non solo legati all’alea e/o fortuna.  Ed infatti vigono regole oggettive e rigide, che fanno dei Fantasy Sport dei veri e propri skill games. Per alcuni si tratta di una scienza esatta. E visto e considerato che questo è il tempo di costruire ed investire, e di pensare ad un mercato unico (Grecia permettendo..), sarebbe interessante un modello FANTASY GAMES di respiro comunitario.  Le basi ci sono. Grazie infatti al lancio del poker on line quasi tutti i Paesi membri oramai prevedono licenze di gioco on line.

Ma anche partendo dal presupposto che i FANTASY GAMES non sono giochi d’azzardo (connessi alla mera alea) ma d’abilità, dove i giocatori in maniera sana  (e senza entrare nel loop del gioco compulsivo) studiano le varie statistiche e si confrontano con altri giocatori. La rete poi, sulla scorta dell’esperienza di chi come l’Italia ha gestito il gioco online da anni, è pronta anche ad affrontare il tema degli strumenti di pagamento ed a fronteggiare episodi di riciclaggio di denaro “sporco” o di dubbia origine. In questo modo il mercato unico europeo potrebbe replicare il successo di quello dell’America del nord (Stati Uniti e Canada) creando liquidità e nuove occasioni di lavoro.

PressGiochi