11 Giugno 2026 - 20:42

I balcani alzano la voce: è nata la Balkan Gaming Federation

Il settore del gioco d’azzardo nei Balcani ha creato una rappresentanza internazionale collettiva grazie a un nuovissimo organismo di categoria che riunirà le principali associazioni della regione. Su iniziativa congiunta

29 Maggio 2026

Il settore del gioco d’azzardo nei Balcani ha creato una rappresentanza internazionale collettiva grazie a un nuovissimo organismo di categoria che riunirà le principali associazioni della regione.

Su iniziativa congiunta delle associazioni nazionali serba e bulgara, a fine marzo a Belgrado è stato firmato un Memorandum di cooperazione tra sette organizzazioni del settore.

Tra i firmatari figurano le associazioni serba AGOS e bulgara AOGGAB, insieme alla croata HUPIS, alla rumena ROMSLOT, alla montenegrina GPIS, alla bosniaca UPIS RS e alla macedone MAK GEJMING.

Riunite sotto il nome di Balkan Gaming Federation (BGF), le associazioni – che rappresentano gli operatori del settore del gaming, inclusi operatori online e terrestri, fornitori e produttori – promuoveranno i mercati emergenti della regione, mantenendo al contempo una stretta collaborazione interna per allineare i propri obiettivi.

Nel documento fondativo sono state delineate diverse aree di cooperazione. Tra queste figurano la lotta al gioco d’azzardo illegale, il mantenimento di una sana concorrenza, lo scambio di buone pratiche, il dialogo legislativo, l’attrazione di investimenti e la creazione di eventi congiunti.

Nel contesto europeo del gioco d’azzardo, è importante notare che diverse delle associazioni fondatrici della BGF sono membri della Federazione europea EUROMAT. Pertanto, si prevede che il BGF funzionerà come un cluster regionale all’interno di essa, pur mantenendo un’identità che rappresenti specificamente la regione dei Balcani.

Si tratterà però di capire come saranno compensate le incombenze spettanti a chi appartiene alla UE (Slovenia, Croazia, Romania, Bulgaria) e chi invece ne è fuori, i quali potrebbero avvantaggiarsi di una maggiore libertà.

Infatti, questo agreement non nasce solo per questioni commerciali, dato che la federazione punta anche a promuovere partnership transfrontaliere, ad organizzare eventi regionali e a lanciare iniziative di marketing congiunte per aumentare la visibilità dei Balcani occidentali in ambito europeo. Anzi, la missione principale della BGF è quella di mettere in comune competenze e risorse per combattere il gioco illegale, affrontare la concorrenza sleale, facilitare lo scambio di best practice regolatorie e coordinare attività di lobbying congiunte su questioni legislative. Perciò, chi soggiace alle Direttive della Comunità Europea continuerà a mantenere standard diversi, teoricamente più elevati (e quindi più vincolanti); allora, l’auspicio è che gli altri paesi aderenti all’associazione decidano di adeguarvisi spontaneamente, e questo può davvero determinare un reale salto di qualità per l’industria globale del gioco nell’area. Conoscendo un po’ i soggetti, però, qualche dubbio ci rimane.

Pure l’Euromat deve aver accolto con qualche perplessità l’iniziativa, tanto che sul suo sito ufficiale euromat.org, non ne dà notizia. Nell’esecutivo, presieduto dall’inglese Frost, figura sono un esponente del gruppo balcano, ovvero il rappresentante croato, mentre c’è un esponente rumeno nel ruolo di tesoriere, ma questo ha un ruolo politico marginale.

Comunque, le azioni di difesa delle associazioni aderenti svolte da Euromat – si ricorda in ottobre l’intervento presso la UE presentando un reclamo ufficiale alla Commissione europea in merito alle recenti modifiche alla regolamentazione del gioco d’azzardo in Croazia, in quanto non sono state notificate – non potranno essere estese per motivi contingenti a Bosnia, Montenegro e Macedonia del Nord. Allora, se da un lato la BGF non potrà avvalersi dell’Euromat per tutelare tutte le associazioni ad essa aderenti, la sua linea politica potrebbe essere direzionata in maniera opposta: rimanere collegata alle linee guida europee pur mantenendo una propria identità regionale. Non sarà facile, ma ci proverà.

La creazione della Federazione avviene in un momento in cui diversi paesi dei Balcani stanno rivedendo le proprie leggi e politiche sul gioco d’azzardo, in una fase di pieno sviluppo del settore. L’industria del gaming nei Balcani, infatti, ha registrato una crescita rapida negli ultimi anni, trainata dai settori online di Serbia e Romania. Questa espansione è sostenuta da un forte afflusso di talenti, dall’aumento dell’occupazione e da una crescente presenza di investimenti internazionali. Questi i motivi che hanno portato alla nascita di un coordinamento tra le parti interessate.

La Serbia ha recentemente introdotto modifiche che consentono agli operatori con licenza nazionale di offrire jackpot, una mossa pensata per incoraggiare i giocatori a utilizzare piattaforme regolamentate. In Bulgaria, proseguono le discussioni sull’innalzamento dell’età legale per il gioco d’azzardo, a testimonianza delle continue pressioni politiche per un maggiore controllo.

La Romania ha avviato iniziative per rafforzare la tutela dei giocatori attraverso una più stretta cooperazione tra autorità di regolamentazione e responsabili politici. Il Montenegro ha assistito a controversie tra il settore e il governo in merito a proposte di modifica del sistema fiscale, mentre la Croazia ha iniziato ad attuare un pacchetto di riforme che include un nuovo sistema di autoesclusione.

La Macedonia del Nord sta valutando ulteriori restrizioni, con il sostegno della leadership politica, mentre la Bosnia-Erzegovina sta esaminando possibili modifiche al proprio quadro fiscale, tra cui discussioni sulla rimozione delle esenzioni IVA per il settore del gioco d’azzardo.

La Federazione dei giochi dei Balcani è entrata ora nella sua seconda fase, concentrandosi sulla formalizzazione della propria struttura e sull’ampliamento del proprio ruolo di piattaforma di cooperazione e rappresentanza sia a livello regionale che europeo.

 

PressGiochi