10 Luglio 2026 - 16:53

GTA VI, la versione fisica senza disco finisce nel mirino del Parlamento europeo

La scelta di distribuire una presunta edizione fisica di GTA VI priva del tradizionale disco e contenente esclusivamente un codice per il download digitale finisce all’attenzione del Parlamento europeo. L’eurodeputato

06 Luglio 2026

La scelta di distribuire una presunta edizione fisica di GTA VI priva del tradizionale disco e contenente esclusivamente un codice per il download digitale finisce all’attenzione del Parlamento europeo. L’eurodeputato Kosma Złotowski (ECR) ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea chiedendo di chiarire se questa pratica sia compatibile con la normativa europea in materia di tutela dei consumatori.

Nell’interrogazione, depositata il 25 giugno 2026, il parlamentare ricorda che Grand Theft Auto, sviluppato da Rockstar Games, rappresenta una delle serie videoludiche di maggior successo al mondo, con GTA V che ha raggiunto circa 230 milioni di copie vendute. Secondo le informazioni diffuse dallo sviluppatore, GTA VI, previsto per novembre 2026 al prezzo di 79,99 euro, sarà disponibile anche in un’edizione fisica che, tuttavia, non conterrà il disco di gioco ma soltanto un codice per scaricare il titolo in formato digitale.

L’interrogazione evidenzia come, una volta riscattato, il codice venga associato in modo permanente a un singolo account utente, rendendone impossibile il riutilizzo o il trasferimento ad altri acquirenti.

Secondo Złotowski, a differenza delle tradizionali copie fisiche su disco – che consentono sia l’installazione sia la successiva rivendita del videogioco – questo modello impedirebbe di fatto il mercato dell’usato. Pur essendo commercializzata come “edizione fisica”, la confezione funzionerebbe nella pratica come una normale versione digitale, obbligando il consumatore alla registrazione del codice e al download online del contenuto.

L’eurodeputato ritiene che tale impostazione possa sollevare interrogativi sul piano dei diritti dei consumatori e del concetto stesso di proprietà dei prodotti digitali.

Per questo motivo, Złotowski chiede alla Commissione europea se sia a conoscenza di pratiche di questo tipo e quale sia la propria valutazione in merito, domandando in particolare se ritenga che possano emergere criticità rispetto alla normativa europea sulla protezione dei consumatori.

Con una seconda domanda, l’europarlamentare chiede inoltre se l’esecutivo europeo disponga di strumenti giuridici o regolatori per intervenire nei casi in cui un prodotto venga commercializzato come “edizione fisica” pur configurandosi, nella sostanza, come un prodotto esclusivamente digitale. La risposta della Commissione europea è ora attesa per chiarire se il crescente ricorso a questo modello distributivo richieda eventuali interventi sul piano normativo o interpretativo.

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