21 Maggio 2026 - 19:27

Greppi (Agcom): “La partita del contrato alla pubblicità illegale del gioco online si è spostata tutta sui social network”

Ad intervenire oggi a Roma all’evento di Presentazione dell’Osservatorio sul gioco online illegale, Giorgio Greppi, direttore servizi media e tutela dei diritti fondamentali di AGCOM. Greppi ha evidenziato come il

07 Maggio 2026

Ad intervenire oggi a Roma all’evento di Presentazione dell’Osservatorio sul gioco online illegale, Giorgio Greppi, direttore servizi media e tutela dei diritti fondamentali di AGCOM. Greppi ha evidenziato come il divieto di pubblicità abbia finito per mettere “sullo stesso piano” concessionari legali e operatori illegali. “Il concessionario autorizzato – ha spiegato – non farà mai pubblicità laddove è vietata. Diversamente, l’operatore illegale continua a promuoversi senza alcun rispetto delle regole, soprattutto attraverso i social network”.

Secondo Greppi, questo effetto collaterale è emerso chiaramente anche dai dati illustrati durante l’evento: da un lato si è registrato un aumento delle chiusure di siti e operatori illegali, dall’altro una crescita della spesa presso soggetti privi di concessione, fenomeno che avrebbe iniziato ad accentuarsi proprio dal 2020 con l’espansione delle attività promozionali illecite online.

Il direttore di AGCOM ha ricordato che già nel 2019 l’Autorità, attraverso apposite linee guida, aveva distinto la “mera informazione” dalla pubblicità vera e propria. “La semplice esposizione delle quote o delle informazioni essenziali del concessionario rientra nell’attività informativa – ha spiegato – mentre claim commerciali e comunicazioni persuasive costituiscono pubblicità”.

Greppi ha sottolineato come oggi la promozione del gioco illegale avvenga quasi esclusivamente sui social network: “Non vedremo questo tipo di pubblicità su radio, televisioni o giornali. Tutto si è spostato sulle piattaforme social”. Secondo i dati richiamati nel corso della ricerca presentata, una parte significativa dell’accesso ai siti illegali, soprattutto tra i più giovani, deriverebbe proprio da contenuti promozionali condivisi dagli utenti sui social network.

Dal 2020, ha proseguito, AGCOM ha avviato attività di vigilanza e procedimenti sanzionatori, scontrandosi però con il tema dell’esenzione di responsabilità delle piattaforme online, il cosiddetto “safe harbor”, introdotto negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90 e successivamente recepito anche dalla normativa europea. “Finché una piattaforma non è formalmente a conoscenza di un illecito – ha spiegato – non può essere considerata responsabile dei contenuti diffusi dagli utenti”.

Greppi ha ricordato che il sistema tradizionale di “notice and take down” si è dimostrato spesso insufficiente: se un sito illegale può riapparire cambiando dominio, sui social network è ancora più semplice creare nuovi profili e continuare la diffusione dei contenuti.

Per questo motivo, ha aggiunto, un passo importante è rappresentato dall’entrata in vigore del Digital Services Act, che introduce nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni come Meta, TikTok e Google. “Il Digital Services Act – ha spiegato – supera alcune rigidità legate all’esenzione di responsabilità e consente alle piattaforme di intervenire preventivamente sui contenuti illeciti senza per questo assumere automaticamente responsabilità editoriali”.

Grazie a questo nuovo quadro normativo, secondo Greppi, è oggi possibile applicare meccanismi di “notice and stay down”: una volta identificati determinati contenuti illegali – come la pubblicità di operatori di gioco non autorizzati o di siti che trasmettono eventi sportivi in violazione del diritto d’autore – le piattaforme possono impedire che tali contenuti vengano ripubblicati o diffusi nuovamente.

Greppi ha infine ricordato alcuni casi concreti affrontati da AGCOM, tra cui procedimenti relativi a contenuti promozionali pubblicati da creator e youtuber che sponsorizzavano siti di gioco illegale. In alcuni casi i giudici amministrativi hanno riconosciuto l’esenzione di responsabilità delle piattaforme, ritenendo sufficiente la rimozione dei contenuti dopo la segnalazione. Tuttavia, secondo il direttore di AGCOM, resta aperto il tema della reale consapevolezza delle piattaforme rispetto ai contenuti diffusi da creator molto popolari che intrattengono rapporti economici diretti con le stesse piattaforme.

“La vera sfida – ha concluso – sarà l’attuazione piena del Digital Services Act e degli obblighi di mitigazione dei rischi previsti per le piattaforme digitali. Solo così sarà possibile contrastare in modo efficace la diffusione sistematica dei contenuti illegali online”.

PressGiochi