23 ottobre 2019
ore 07:52
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Gonzalez (Codere): “Il settore rischia di affondare; impossibile fare un business plan per i prossimi tre mesi”

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Gonzalez (Codere): “Il settore rischia di affondare; impossibile fare un business plan per i prossimi tre mesi”

“Il gioco d’azzardo in Italia è a rischio. Comparto da decine di miliardi l’anno, 84 nel 2014 con un gettito di quasi 8 mld all’erario, il settore soffre l’assenza di un quadro normativo valido per tutto il territorio, l’aumento dell’imposizione fiscale e degli oneri accessori quasi da accanimento sistematico che mettono un dubbio la permenenza, in Italia, anche di un colosso come Codere, la multinazionale quotata a Madrid che gestisce più di 53.000 terminali gioco. Nel nostro paese è approdata con il Bingo nel 2000, ha fatto investimenti importanti ma ora rischia di affondare”.

 

“Negli ultimi anni – dice l’ad di Codere Italia Alejandro Pascual Gonzalez nel corso di un dibattito a Milano sulla tutela del gioco lecito e responsabile – l’inasprimento dell’esercizio della nostra attività collegate da una parte all’incremento delle tasse che stanno annullando la marginalità del nostro settore e il crescere di regole regionali e comunali che stanno creando l’espulsione del gioco legale dalle città, creano una situazione di incertezza e di criticità per il futuro che si può concretizzare nell’espulsione del gioco legale con il rientro dell’attività illegale”.

 

Tutta questa incertezza si traduce, per una multinazionale come Codere “nell’impossibilità di fare un business plan per i prossimi tre mesi. In Spagna -aggiunge il manager- faccio addirittura fatica a spiegare agli azionisti cosa accadrà a fine anno. Con la legge di stabilità, poi, c’è il rischio che il nostro settore affondi”.

 

Accusato di favorire patologie, illegalità e criminalità, in realtà in Italia il gioco è ben monitorato da oltre dieci anni come sottolinea Armando Iaccarino, intervenuto all’evento, direttore dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, l’organo del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano addetto alla gestione del gioco che controlla in media il 44% degli esercizi pubblici e il 60% degli apparecchi. Il territorio, insomma, è presidiato e con buoni frutti.

PressGiochi

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