08 Agosto 2026 - 06:15

Global Starnet, nuova svolta: Corallo ottiene il dissequestro della società

Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Francesco Corallo e la società concessionaria di gioco Global Starnet. Dopo anni di indagini e processi, il tribunale di Roma oggi

01 Ottobre 2025

Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Francesco Corallo e la società concessionaria di gioco Global Starnet. Dopo anni di indagini e processi, il tribunale di Roma oggi ha disposto il dissequestro della società, segnando una tappa cruciale in una vicenda che aveva visto contrapporsi accusa e difesa su più fronti.

La vicenda giudiziaria affonda le radici nel 2017, quando la Guardia di Finanza dispose sequestri per decine di milioni di euro a carico di Corallo e del gruppo, contestando violazioni tributarie e ipotesi di riciclaggio. Negli anni successivi il procedimento ha conosciuto diversi sviluppi, fino alla sentenza del Tribunale di Roma del 1° marzo 2024 che ha assolto Corallo da ogni accusa. Già poche settimane prima, il tribunale aveva dichiarato prescritti i reati, ma l’imprenditore decise di rinunciare alla prescrizione per arrivare a una pronuncia di assoluzione piena, che è poi puntualmente arrivata.

All’indomani della decisione, Corallo aveva diffuso una nota in cui respingeva con fermezza le illazioni circolate attorno alla sua posizione e a quella della società. «Non esiste più nei miei confronti alcuna imputazione penale per alcun capo di reato – dichiarava – eppure continuano a circolare voci secondo cui la mia società avrebbe operato una maxi evasione fiscale da 335 milioni di euro».

L’imprenditore sottolineava come la vicenda fosse stata spesso raccontata in modo distorto. La contestazione della Corte dei Conti, ricordava, non riguardava infatti una sottrazione di imposte, bensì un danno erariale per disservizio che coinvolse tutti e dieci i concessionari di gioco dell’epoca. Quasi tutti hanno poi chiuso la partita con accordi transattivi, mentre Global Starnet era rimasta l’unica esclusa da tali intese.

Nella sua difesa, Corallo ha ribadito che la società non ha trattenuto un solo euro indebitamente e che la parte relativa al prelievo erariale unico (PREU) è sempre stata correttamente gestita e riversata allo Stato. Ha inoltre stigmatizzato le insinuazioni secondo cui sarebbero in corso “trattative” privilegiate, ricordando che la gestione della società, fino ad oggi, è affidata agli amministratori giudiziari.

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