22 Settembre 2020 - 15:09

Gli Imprenditori Ippici scrivono a Renzi: “Il settore ippico italiano muore per incapacità del gestore”

Illustre Presidente del Consiglio, Pregiatissimi Ministri, Sottosegretari e Presidenti delle Commissioni Parlamentari, il comparto ippico italiano occupa direttamente 9.000 persone e movimenta poco più di un miliardo di Euro, di

07 Giugno 2016

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Illustre Presidente del Consiglio, Pregiatissimi Ministri, Sottosegretari e Presidenti delle Commissioni Parlamentari,

il comparto ippico italiano occupa direttamente 9.000 persone e movimenta poco più di un miliardo di Euro, di questi 500 milioni nell’ambito della filiera agricola e circa 600 milioni nella raccolta del gioco sulle Corse dei Cavalli.

Le nostre Aziende – scrivono direttamente a Renzi gli Imprenditori Ippici Italiani – sono state dimezzate dalle sciagurate gestioni degli ultimi anni di Unire, di Assi e del Mipaaf che, ereditando la struttura di Unire, purtroppo non è riuscito a far meglio.
Le Aziende rimaste in vita sono fortemente a rischio per l’incapacità del gestore di coordinare tutte le questioni della filiera produttiva (agricola e del gioco) ed in particolare i pagamenti dei Premi al traguardo, unica voce economica realmente ancora presente poiché l’indotto è stato praticamente cancellato da una gestione totalmente assistenzialista.

Il maltrattamento che hanno subito i Proprietari di Cavalli da Corsa, che in tutto il mondo rappresentano il vero motore del comparto, ha decimato il loro numero e azzerato gli investimenti di quelli rimasti esclusivamente per una passione sfrenata che supera i disservizi, l’illegalità e il degrado morale che siamo costretti a subire.

Ancora oggi dobbiamo assistere impotenti ad uffici che fanno della burocrazia il loro unico riferimento e che non hanno come scopo principale il benessere del settore.

Di fatto non riceviamo i Premi dal Dicembre 2015 e circa 10 milioni provenienti da risorse private per le iscrizioni ai Gran Premi che, da regolamento, andavano subito ri-distribuite ai Proprietari, sono impropriamente trattenute dal gestore.

La raccolta di Gioco continua a crollare e nei primi 5 mesi del 2016 assistiamo impotenti ad un ulteriore calo del 8% senza che il gestore, seppur dotato di un Piano dettagliato di intervento da noi fornito, intervenga. Le Corse italiane non sono valorizzate e controllate a dovere e non vengono vendute all’estero con conseguente perdita di risorse per il settore stesso e per l’erario.

Il ruolo che la legge attribuisce al Mipaaf è quello della gestione del Settore e del “governo delle risorse”, pertanto il Ministero dovrebbe comportarsi come un “Buon Padre di Famiglia” ma avviene tutt’altro.
Assistiamo quotidianamente alla distruzione, giorno dopo giorno, di tutte le componenti produttive più qualitative mentre prosperano coloro che non investono nel settore ma percepiscono consistenti contributi per attività di servizio marginali.
Il caso più eclatante è quello del gestore del Canale televisivo che percepisce una somma di circa 9 milioni all’anno (+ Iva) solo per trasmettere le corse senza neppure produrre le immagini ed i suoi bilanci mettono in evidenza un utile del 30% in un settore dove tutte le aziende sono in perdita.

E’ impossibile fare impresa in questo settore, è inaccettabile una gestione così dilettantistica.

Le Aziende del comparto ippico, estremamente preoccupate della contingenza, unite nel progetto di Lega Ippica Italiana e già pronte con un Piano di sostenibilità economica, chiedono, con estrema urgenza:

il completamento del percorso riformatore contenuto nel Collegato Agricolo e l’attuazione di un processo di privatizzazione che consenta, in piena autonomia gestionale, con uno sganciamento progressivo e con forti interventi di defiscalizzazione, il rilancio del settore. Non è solo una questione economica, – concludono gli imprenditori – qui ci hanno rubato la dignità.

PressGiochi