03 Dicembre 2022 - 06:25

Gli eletti e gli esclusi nei giochi della politica

Sono 235 i seggi conquistati dal centrodestra alla Camera in seguito ai risultati delle elezioni politiche. Secondo i dati diffusi dal Viminale, la coalizione di centrosinistra avrà 80 seggi, il

27 Settembre 2022

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Sono 235 i seggi conquistati dal centrodestra alla Camera in seguito ai risultati delle elezioni politiche. Secondo i dati diffusi dal Viminale, la coalizione di centrosinistra avrà 80 seggi, il Movimento 5 Stelle 51, Azione-Italia Viva 21. Tre seggi vanno alla Sudtiroler Volkspartei e uno a De Luca sindaco d’Italia.

In Senato 112 seggi vanno al centrodestra, 39 al centrosinistra. Al M5S vanno 28 seggi, 9 ad Azione-Italia Viva e 1 a De Luca sindaco d’Italia.

Nel complesso, sono quattrocento i deputati e duecento i senatori che siederanno in Parlamento nella prossima legislatura, che inizierà ufficialmente con la prima seduta delle Camere fissata per il 13 ottobre.

Ma quali sono gli esponenti che troveremo in Parlamento e che già hanno lavorato sul settore dei giochi?

Tra i nomi più noti, troveremo alla Camera dei deputati il già sottosegretario all’economia Federico Freni per la Lega, avvocato che conosce l’industria dei giochi e ha redatto la legge delega che sarebbe dovuta essere approvata da Palazzo Chigi. Vedremo se quella proposta verrà ripresa o meno. Questo dipenderà da chi assumerà l’incarico della delega ai giochi.

Al Senato, invece, confermato Claudio Durigon, che prima ed insieme a Freni si era occupato della questione.

Per Forza Italia Mauro D’Attis tornerà al suo posto a Montecitorio, e probabilmente tornerà ad occuparsi del settore, dopo aver presentato negli anni tante proposte ed iniziative a sostegno del settore.

Stessa cosa potrebbe dirsi per Andrea de Bertoldi che da senatore diventa onorevole, per il quale i punti fermi in materia di giochi sono: la lotta alle ludopatie; la tutela delle PMI italiane e la lotta all’illegalità. “Per quanto riguarda la questione delle regolamentazioni di carattere locale, riteniamo che vada fatta chiarezza, non si può continuare ad avere differenze tra comuni, province e regioni. Quello dei giochi è sicuramente uno dei temi che andranno affrontati. Il proibizionismo non ci appartiene. Vogliamo tutelare le imprese e tutelare la salute dei cittadini” ha detto recentemente.

Va alla Camera Massimo Bitonci della Lega, che nel 2018 a Montecitorio aveva presentato un progetto di legge recante «Disposizioni per il contrasto della ludopatia e la razionalizzazione dei punti di vendita di gioco pubblico». Bitonci nel 2016, quando era sindaco del comune di Padova aveva approvato una ordinanza comunale, poi trasformata in regolamento, introducendo le distanze degli apparecchi da gioco slot machine a 1 km dai luoghi sensibili.

Tra gli eletti della Sicilia anche Tommaso Calderone FI, che nell’ultimo anno aveva lavorato per modificare la Legge Regionale n. 24 del 21 ottobre 2020 recante ‘Norme per la prevenzione e il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo‘ e per migliorarla dopo aver ascoltato tante proteste dei gestori di apparecchi da gioco.

Eletto anche Stefano Candiani che da sottosegretario all’Interno tanto si è speso in questi anni per la riapertura del casinò di Campione.

Tra i nuovi ingressi in Parlamento, tra i pochi eletti di Alleanza Verdi Sinistra, ce l’ha fatta Marco Grimaldi che dal Piemonte, dopo aver tanto lottato contro la Lega per bocciare la nuova legge sul gioco, forse tornerà a difendere la validità del distanziometro alle slot machine dagli scranni di Montecitorio. “Alleanza Verdi Sinistra raggiunge uno dei migliori risultati d’Italia. A Torino, collegio in cui dovrei essere eletto, la lista è arrivata a sfiorare il 6,5%, quasi doppiando la media nazionale.

Nonostante la riduzione dei parlamentari e questo disastro annunciato, sarò un parlamentare della Repubblica italiana, uno dei 400 deputati di Montecitorio” scrive Grimaldi sui social.

Per il M5S viene eletta Chiara Appendino che da sindaca di Torino ha applicato in maniera vigile la legge regionale sulle distanza tra gioco e luoghi sensibili. Con i gialli fa il suo ingresso in Parlamento anche uno dei nomi più illustri vantati da Giuseppe Conte: l’ex Procuratore nazionale Antimafia ed ex procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho che tanto si è occupato di inchieste legate al gioco ma che ha avuto modo anche di giudicare l’efficacia delle distanze imposte al gioco pubblico.

Resta alla Camera Walter Rizzetto che in passato ha presentato un progetto di legge recante «Divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro».

Dalle Marche, fa il suo ingresso in Parlamento anche Elena Leonardi firmataria in Regione della Proposta di Legge sulla “Lotta contro le ludopatie e la dipendenza da nuove tecnologie”.

Grandi esclusi

Lasciando un capitolo a parte per il Ministro degli esteri Luigi di Maio, – su cui la rete si sta scatenando – il quale più volte ha rivendicato la paternità non solo del reddito di cittadinanza, ma anche del decreto Dignità nella parte che vieta ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione al settore del gioco, tra i grandi esclusi di questa tornata elettorale troviamo l’on. UDC Paola Binetti che nella sua storia politica ha avuto modo di occuparsi di dipendenza da gioco: “Lascio il Parlamento ma il mio impegno per i cittadini più fragili, per il sociale, per la sanità, continuerà anche fuori dalle Aule parlamentari” afferma oggi.

Non compare per ora nelle liste degli eletti – ma fonti vicine ci assucurano che l’elezione verrà ufficializzata nelle prossime oreFranco Mirabelli, dem, che aveva auspicato una politica sensata che aiutasse a ridurre domanda e offerta di gioco e che aveva fatto riferimento all’accordo Stato-Regioni della scorsa legislatura per realizzare una legge di riordino.

Nemmeno Marco Perosino FI supera lo scoglio del 25 settembre. Si era messo a disposizione per una “regolamentazione del gioco pubblico. Siamo dalla parte degli operatori di gioco perché rappresentano un settore importante, legale che porta importanti introiti all’erario, che altrimenti andrebbero a finire nell’economia illegale” ci aveva detto.

Non ce la fa nemmeno Marcello Pittella, fratello del più conosciuto Gianni, che in queste settimane aveva lasciato il Pd per sostenere il Terzo Polo.

Anche Andrea Cangini, ex forzista passato tra le fila di Azione dopo la mancata fiducia a Draghi, non passa lo spoglio del 25. Si è occupato più volte di giochi, anche come relatore al PNRR intervenendo per far approvare la proroga per la concessione delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi.

Chi ha deciso di non correre

Guardando a coloro che sono maggiormente intervenuti in questi 5 anni sul tema dei giochi pubblici, il senatore Mauro Maria Marino di IV dopo diciotto anni di storia parlamentare alle spalle, decide di abbandonare il campo e lasciare il posto ai più giovani. Ha guidato in questi mesi la Commissione di inchiesta sui giochi in Senato.

Anche Elio Lannutti, ex M5S e firmatario di una pdl per il contrasto, la riduzione e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico, rinuncia.

Stessa decisione, come detto, presa da Gianni Pittella (Pd) che ha deciso di non ricandidarsi e concentrarsi sull’attività di sindaco di Lauria, passando tuttavia in Azione, il partito di Calenda.

Non troveremo nel prossimo Parlamento uno dei più ferrei oppositori del gioco (sotto ogni punto di vista), Giovanni Endrizzi che, vuoi per il vincolo del doppio mandato, vuoi per altre ragioni, ha deciso di non ricandidarsi.

Cade sotto i vincoli del doppio mandato anche Virginia Raggi, ex sindaca di Roma.

Nemmeno Matteo Mantero, ex M5S espulso per aver negato la fiducia a Draghi, si è ricandidato, e in queste ore mostra sui social gli scatoloni che sta preparando per lasciare il suo ufficio al Senato: “Oggi, ho svuotato l’ufficio- scrive -. 10 ani di legislatura in 4 scatoloni, proposte di legge, emendamenti,interrogazioni, testi di studio, tante tante battaglie e qualche risultato importante”.

La grande sconfitta

“Non ci sono se, ma o scuse da accampare” per Luigi Di Maio su cui i social si stanno ironicamente scatenando. Ma ci sta! Gli italiani non hanno giudicato sufficiente il suo Impegno Civico.

“Abbiamo perso. Gli Italiani non hanno considerato abbastanza maturo e valido il nostro progetto politico” scrive l’ex ministro che manda “un grande abbraccio agli italiani, per il bene che mi hanno dimostrato in questi anni e per quello che li aspetta nei prossimi mesi: siamo una grande democrazia, una grande Nazione, e anche se abbiamo nubi all’orizzonte, insieme ce la faremo”.

Insieme caro Luigi? Anche no!

 

Cristina Doganini – PressGiochi


Il vero vincitore delle elezioni è il Partito del Telecomando!