15 Ottobre 2026 - 21:43

Giovani e gioco con vincite in denaro: la ricerca FAIR presentata in Senato apre il confronto tra istituzioni e imprese

Nella Sala Caduti di Nassirya a Piazza Madama, si è tenuta la presentazione della ricerca sul rapporto tra giovani e gioco con vincite in denaro promossa da Fondazione FAIR –

11 Settembre 2025

Nella Sala Caduti di Nassirya a Piazza Madama, si è tenuta la presentazione della ricerca sul rapporto tra giovani e gioco con vincite in denaro promossa da Fondazione FAIR – e realizzata dall’Unità di Ricerca in Psicologia Economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il gioco con vincite in denaro coinvolge una quota significativa di giovani under 25, con pratiche che si sviluppano sia online che nel retail fisico e che assumono oggi nuovi significati sociali ed economici, spesso legati al bisogno di socialità, autonomia e riconoscimento. La ricerca promossa da Fondazione FAIR esplora in profondità motivazioni, contesti e rappresentazioni del gioco tra i giovani, con lʼobiettivo di delineare strategie di prevenzione e proposte di intervento più efficaci, in grado di rispondere alle trasformazioni in atto. Particolare attenzione è posta ai potenziali rischi legati al digitale, allʼetà di esordio e alla sovrapposizione sempre più evidente tra vulnerabilità economica, fragilità relazionali e disagio psicologico, che contribuisce a rendere il gioco una possibile via di fuga o compensazione per alcuni giovani.

Fondazione FAIR: solo la metà dei giovani ha familiarità con il concetto di “gioco responsabile”: serve una maggiore tutela dei giocatori Under 25

A presentare la ricerca è stato il prof. Edoardo Lozza, Professore ordinario presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La presentazione è stata seguita da una tavola rotonda moderata dalla giornalista Nathania Zevi, che ha visto confrontarsi istituzioni, esperti e rappresentanti del settore.

Il presidente della Fondazione, Prof. Matteo Caroli (ordinario alla Luiss Guido Carli), ha spiegato: “La fondazione ha avviato numerose attività e progetti di ricerca. Il nostro obiettivo è quello di sviluppare una cultura del gioco consapevole e responsabile. Il passaggio dalla teoria alla pratica è fondamentale ed è nell’interesse dei giocatori che devono essere messi nelle condizioni di essere tutelati. È fondamentale anche per le imprese: una qualità del gioco significa qualità dell’offerta e riconoscimento a livello sociale del suo ruolo positivo. Le imprese devono oggi contribuire a risolvere i problemi sociali. L’industria del gioco è fondamentale anche per il contributo che fornisce alle casse pubbliche. I dati che produciamo vogliono stimolare il dibattito sulle varie tematiche. Oggi parliamo del gioco tra i giovani, ancora poco analizzato a differenza della rilevanza che ha. Siamo partiti dall’analisi sul campo per capire come intervenire e fare in modo che questa fascia d’età sia protetta da eventi dannosi per essi stessi. I giovani non possono essere considerati come giocatori adulti, ma hanno esigenze e caratteristiche diverse. Per questo stiamo valutando misure differenziate per i diversi tipi di pubblico.”

Il segretario generale della Fondazione, Maurizio Benzi, ha aggiunto: “Abbiamo deciso di approfondire il gruppo dei giovani perché i ragazzi spesso sono legati al gaming con il rischio di passare poi al gioco d’azzardo. Partire dai giovani ci aiuta a comprendere le nuove generazioni cresciute nel digitale, per capire i rischi futuri e proteggere domani meglio gli adulti del futuro. Il tema della protezione dei giovani è importante, occorre capire come proteggerli e se si sta facendo abbastanza.”

La senatrice Elena Murelli ha sottolineato come “il gioco va praticato non come dipendenza ma come divertimento. Dall’altro lato dobbiamo tutelare le aziende italiane dalla concorrenza internazionale. La Fondazione FAIR vuole attenzionare il tema del gioco da un altro punto di vista coinvolgendo tutti gli stakeholders. Per questo hanno deciso di svolgere ricerche insieme all’Università Cattolica di Milano.”

Il direttore centrale Giochi di ADM, Dott. Mario Lollobrigida, ha ricordato che “il decreto di delega fiscale è stato una spartiacque fondamentale ma è stato il primo intervento: il n. 41 del 2024 ha dettato norme precise in tema di tutela dei giovani con limiti chiari all’offerta di gioco. I concessionari hanno un obbligo preciso di investimento sul gioco responsabile. Nel decreto ci sono vari strumenti, come l’uso dell’AI per intercettare i problemi del giocatore, un intervento diretto degli operatori, una quota dei ricavi del concessionario che verrà destinata a campagne informative decise dal Governo, oltre a diversi altri interventi. Con le nuove concessioni online abbiamo creato una struttura all’interno dell’Agenzia per mettere insieme tutte le best practices che i concessionari dovranno seguire. È un tema complesso, che riguarda anche vari paesi comunitari. Il rischio, in caso di interventi troppo restrittivi, è di spingere verso l’illegale, come è capitato in Danimarca.”

Il commissario Agcom, Dott. Massimiliano Capitanio, ha osservato che “siamo rimasti fermi al 2019, con l’entrata in vigore del decreto dignità in materia di pubblicità dei giochi, ma il decreto aveva criticità ancora non risolte: la sanzione non modulabile di 50mila euro, il divieto che non consentiva campagne di informazione sulla responsabilità del gioco e di fatto impediva di distinguere l’offerta legale da quella illegale. L’Autorità ha emanato linee guida e tanti soggetti sono stati sanzionati, fino ai content creator che veicolano i loro messaggi sui social. Serve un nuovo paradigma sul gioco responsabile. Il tema delle dipendenze ha caratteristiche comuni tra le varie forme di addiction. L’educazione civica digitale è fondamentale: grazie a un provvedimento voluto dal precedente governo è stato introdotto un filtro parentale per le SIM in uso ai minori, attivato da mezzo milione di famiglie, che permette di filtrare anche il gioco d’azzardo, seconda materia più bloccata. Serve una norma e nelle scuole, all’interno dell’educazione civica, si dovrebbe fare educazione al digitale per distinguere il gioco legale dall’illegale. Auspico che il regolatore possa mettere a terra una regolazione chiara che faccia luce sulle zone d’ombra ancora presenti nella comunicazione legata al gioco.”

Per il vicepresidente Anci, Dott. Stefano Locatelli, “le amministrazioni locali insieme alle aziende devono partire dai giovani e operare nelle scuole. Occorre usare tutti gli strumenti a disposizione per permettere ai ragazzi di autolimitarsi. Lo studio ci dice che pochissimi conoscono gli strumenti disponibili, ma più si fa conoscenza e comunicazione, più cresce la prevenzione: è questa la base di tutto.”

L’onorevole Mauro Del Barba, deputato della Repubblica Italiana, ha infine dichiarato: “Gli aspetti positivi del gioco online vanno replicati per il gioco terrestre. Occorre puntare sulla formazione e professionalità degli operatori e sulle macchine che, se connesse da remoto, possono essere meglio monitorate. Non credo nell’efficacia di marginalizzare i luoghi fisici: capisco che gli amministratori locali li vogliano lontani dai luoghi sensibili, ma creare ghetti non sarà una scelta felice. Dietro il concetto del gioco responsabile non può esserci un ghetto. Si parla ancora troppo poco di gioco illegale.”

PressGiochi