15 Luglio 2026 - 00:32

Gioco responsabile, oggi l’audizione in AGCOM delle associazioni dei consumatori: “No a campagne che promuovano indirettamente l’azzardo”

Si svolgerà oggi presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni l’audizione delle associazioni dei consumatori che hanno partecipato alla consultazione pubblica sull’atto integrativo delle linee guida per le campagne di

08 Giugno 2026

Si svolgerà oggi presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni l’audizione delle associazioni dei consumatori che hanno partecipato alla consultazione pubblica sull’atto integrativo delle linee guida per le campagne di comunicazione dedicate alla prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo (DGA). All’incontro prenderanno parte Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici e Unione Nazionale Consumatori, che nei mesi scorsi hanno presentato osservazioni e proposte per rafforzare le tutele previste dal nuovo impianto regolatorio.

Al centro del confronto vi è la definizione dei limiti entro cui possono essere realizzate le campagne sul cosiddetto “gioco responsabile”. Secondo le associazioni, infatti, tali comunicazioni non devono in alcun modo trasformarsi, neppure indirettamente, in strumenti di promozione del gioco d’azzardo o in occasioni di visibilità per i concessionari.

Tra le posizioni più nette emerge quella di Adusbef, che ribadisce la necessità di adottare messaggi analoghi a quelli utilizzati dalle aziende sanitarie nelle campagne di prevenzione. Gli eventuali spot sul gioco responsabile, sostiene l’associazione, dovrebbero contenere avvertimenti espliciti sui rischi economici e sociali dell’azzardo, con formule del tipo: “Gioca responsabilmente, ma ricordati che più giochi, più perdi”. Per Adusbef il fenomeno del gioco patologico è troppo diffuso e grave per essere affrontato con messaggi generici che invitino semplicemente alla responsabilità individuale.

Le richieste delle associazioni sono contenute in un documento congiunto sottoscritto anche da Alea e dal Forum nazionale delle Associazioni Familiari. Il testo, già illustrato nei giorni scorsi durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, sollecita AGCOM a definire regole più rigorose per evitare che campagne formalmente preventive producano effetti di normalizzazione o attrazione verso il gioco.

Secondo i firmatari, la prevenzione deve essere “chiara, sobria e verificabile”, evitando linguaggi, immagini e ambientazioni che possano rendere il gioco più familiare, accettabile o desiderabile. Non sarebbe quindi sufficiente valutare le intenzioni dichiarate di una campagna, ma occorrerebbe misurarne gli effetti concreti sul pubblico. Le associazioni evidenziano infatti che alcune comunicazioni presentate come informative rischiano di rafforzare l’attrattiva delle scommesse, attenuare la percezione del rischio o richiamare implicitamente l’idea della vincita.

Uno dei punti più significativi riguarda il superamento del termine “ludopatia”, ritenuto improprio e non coerente con la terminologia sanitaria. Le associazioni chiedono che venga adottata stabilmente la definizione di “Disturbo da gioco d’azzardo (DGA)”, già utilizzata dalla normativa e dalla comunità scientifica, per riportare il fenomeno nell’ambito della salute pubblica.

Particolare attenzione viene inoltre riservata ai contesti di diffusione dei messaggi. Secondo le osservazioni presentate ad AGCOM, una comunicazione apparentemente neutra potrebbe assumere una funzione di rinforzo del comportamento di gioco se diffusa su piattaforme digitali, tramite notifiche rivolte a utenti registrati, durante eventi sportivi o in ambienti strettamente collegati all’esperienza di scommessa.

Nel mirino finiscono anche gli elementi comunicativi che richiamano le dinamiche tipiche del gioco: bonus di benvenuto, cashback, programmi fedeltà, countdown, offerte a tempo, colori accesi, animazioni, suoni e simboli della vincita. Strumenti che, secondo le associazioni, non dovrebbero trovare spazio neppure all’interno di campagne presentate come informative o preventive.

Le proposte avanzate affrontano anche il tema della responsabilità degli operatori. Per i firmatari, il concetto di “gioco responsabile” non può ricadere esclusivamente sul giocatore, ma deve coinvolgere direttamente i concessionari, chiamati a monitorare segnali di possibile perdita di controllo attraverso indicatori quali frequenza delle sessioni, somme spese, durata del gioco e orari di connessione.

Tra le misure suggerite figurano procedure di uscita dal gioco semplici quanto quelle di accesso, il divieto di profilazione per finalità commerciali, l’eliminazione dei bonus di benvenuto, pause obbligatorie dopo lunghi periodi di gioco, report periodici sulle perdite e sulle vincite e l’estensione dei sistemi di autoesclusione a tutte le forme di gioco, online e fisiche.

Un ulteriore elemento evidenziato dalle associazioni riguarda l’impatto del gioco problematico sui familiari. Nel documento si richiama infatti il concetto di “harm to others”, ossia il danno arrecato a partner, figli e conviventi attraverso conseguenze economiche, conflitti relazionali, isolamento e disagio psicologico. Per questo motivo viene chiesto che le future campagne riconoscano esplicitamente anche questa dimensione del fenomeno. Nel dettaglio, le proposte di modifica alle linee guida AGCOM prevedono, tra l’altro, la sostituzione definitiva del termine ludopatia con DGA, l’inclusione dei familiari tra i soggetti tutelati, l’estensione delle regole a influencer, testimonial e organizzazioni sportive, una disciplina più severa sull’utilizzo dei marchi dei concessionari e l’introduzione di sistemi di monitoraggio indipendente prima e dopo la diffusione delle campagne.

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