01 Ottobre 2020 - 20:09

Gioco-raket. Il M5S interpella Renzi su bomba alla sala scommesse di Altamura

“L’ultimo episodio frutto del binomio consolidato gioco-racket si è avuto nella città di Altamura, in provincia di Bari, in largo Nitti, dove in una sala giochi, con slot machine e altri

12 Marzo 2015

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“L’ultimo episodio frutto del binomio consolidato gioco-racket si è avuto nella città di Altamura, in provincia di Bari, in largo Nitti, dove in una sala giochi, con slot machine e altri giochi elettronici e non, è esplosa una bomba. Il fatto – spiega Matteo Mantero del Movimento 5 stelle in una interpellanza presentata al presidente del consiglio Renzi e al Ministro dell’Interno Alfano – è avvenuto il 5 marzo 2015, nell’esplosione sono stati gravemente feriti alcuni ragazzi che si trovavano all’interno del locale, di età compresa tra i 22 e i 26 anni, vittime innocenti di un sistema indifferente ai propri cittadini, interessato solo alle lobby e ai loro fatturati; ovviamente al momento sono in corso le indagini seguite dalla Direzione investigativa antimafia e varie sono le piste da seguire, ma  ciò non toglie, come riportato da alcuni articoli di stampa locali, che si tratti dell’ennesima esplosione ad Altamura quale atto intimidatorio provocato dalle organizzazioni che gestiscono il racket delle estorsioni.

Ormai pare essere assolutamente consolidato che il settore delle slot machine sia ad alto pericolo di infiltrazione mafiosa; due fattori che insieme devastano famiglie intere, centri abitati, e possono rendono qualsiasi città un inferno dove diventa impossibile viverci e realizzarsi; eppure continuano ad aprirsi sale gioco, continua l’indifferenza di tanti, troppi comuni, di troppe amministrazione che adottano poco, se non per niente, provvedimenti sul gioco d’azzardo patologico contro l’apertura continua di sale gioco e l’inserimento di svariate slot-machine nei tabaccai;
poco fanno anche le prefetture e il Ministero competente che dovrebbero aumentare il numero forze dell’ordine allo scopo di una più efficace azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico;
è noto che il gioco d’azzardo patologico (GAP) sia una patologia psichica gravissima che ha devastanti conseguenze su persone e famiglie; sarebbe opportuno diffondere tra i cittadini cosa realmente rappresenta il gioco d’azzardo, quali sono i collegamenti con il gioco che si vengono inevitabilmente a creare: il fenomeno del gioco d’azzardo patologico riguarda le fasce  della popolazione più deboli quali i disoccupati, i giovani, i pensionati e gli indigenti, come dimostrano i dati forniti dall’Eurispes; con la liberalizzazione del mercato portata avanti dai Governi     che si sono succeduti negli ultimi anni, non si è avuto alcun reale beneficio per le casse pubbliche;
infatti, dalla documentazione consegnata dal direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli alla VI Commissione parlamentare (Finanze) della Camera dei deputati nel giugno del 2013, si rileva come negli ultimi anni, a fronte dell’aumento esponenziale del fatturato delle società attive nel settore, viene rilevato: la diminuzione delle entrate erariali, il mancato gettito d’iva conseguente alla diminuzione dei consumi, i costi indiretti necessari per la cura delle vittime da gioco d’azzardo patologico e non ultimi i costi sociali per il sostegno alle famiglie per lo più a carico dei comuni; le stime riguardanti il gioco d’azzardo in Italia indicano la sua progressiva diffusione sul territorio nazionale; per l’anno 2012, nel nostro Paese, nel business dell’azzardo sono stati spesi circa 88 miliardi di euro, oltre 6 volte rispetto ai 14 miliardi di euro spesi nel 2000, questo ne fa la terza industria nazionale con il 4 per cento del prodotto interno lordo prodotto.

Tali cifre -continua Mantero – rendono l’Italia il terzo Paese al mondo per quote di denaro speso nel gioco d’azzardo e il primo nell’Unione europea;  nel nostro Paese, sono circa un milione i giocatori patologici e altri tre milioni di persone si trovano in una situazione di rischio e necessitano cure; nonostante il notevole impatto sociale e sanitario, continuano ad essere autorizzati e pubblicizzati nuovi giochi che attentano allo stato di crisi in cui molte famiglie sono costrette a vivere; la Direzione Nazionale Antimafia nella sua ultima ricerca ha  segnalato cifre allarmanti per quanto riguarda il coinvolgimento delle mafie e il gioco illegale: infatti, secondo una ricerca, ammonterebbe a 15 miliardi di euro il fatturato, stimato, del gioco illegale nel 2012; l’infiltrazione della mafia è confermata, oltre che dalle indagini giudiziarie e dalle notizie di cronaca, anche da studi e ricerche compiuti da associazioni e da esperti nel settore, dalle relazioni pubblicate dalle medesime forze dell’ordine, tra le quali anche la Direzione Nazionale Antimafia, e dal lavoro svolto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, soprattutto nei settori più redditizi del sistema, quali gli apparecchi da intrattenimento (new slot e videolottery di cui circa 200 mila sarebbero illegali), le scommesse sportive e il gioco on-line.

La criminalità organizzata utilizza il gioco d’azzardo attraverso diversi canali: sia come business, gestendo direttamente sale gioco, sia utilizzando gli strumenti per loro tradizionali e, dunque, costringendo gli esercenti – con la forza dell’intimidazione – a noleggiare gli apparecchi dalle ditte vicine al clan; ma la criminalità ha anche fatto ricorso, per aumentare gli introiti, alla gestione di apparecchi irregolari; uno dei modi utilizzati per il riciclo di denaro riguarda l’utilizzo delle  videolottery, macchinette che accettando banconote, anche di grosso taglio, e, rilasciando ticket, non distinguono tra vincite e denaro immesso, consentendo al giocatore di ritirare il denaro anche senza aver giocato effettivamente, ottenendo, quindi, di fatto, denaro ripulito;
inoltre, poiché il comune di Altamura (Bari) è piuttosto ampio,  costituito da oltre 70.000 abitanti, seppur in tale area gli indici di criminalità sono stati sempre piuttosto bassi, da alcuni anni, non solo ad Altamura, ma in tutto il territorio della provincia di Bari, nonostante il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, dal 2014 si registra un costante aumento di fenomeni delinquenziali che minacciano la sicurezza dei cittadini, che potrebbero essere legati come nel caso in questione anche al fenomeno del gioco;
poiché, come disciplinato dalla normativa nazionale, il prefetto concorre, insieme alle diverse componenti del Servizio nazionale di protezione civile e in raccordo con il dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, ad assicurare la tutela della integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali; nel momento in cui si verifica un evento, più o meno grave, il  prefetto deve garantire il tempestivo avvio dei primi soccorsi, adottando i provvedimenti urgenti ed assicurando l’impiego delle forze operative per la gestione dell’emergenza, con particolare riguardo ai vigili del fuoco e alle forze dell’ordine; la prefettura UTG esercita anche funzioni in materia di difesa civile, che con la difesa militare, è parte integrante della difesa nazionale e consiste nell’insieme delle attività civili svolte dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti, istituzioni e organizzazioni anche private, ed è preposto all’attuazione delle direttive ministeriali ed al coordinamento delle forze di polizia, nonché responsabile provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica;
lo stesso prefetto si avvale, altresì del Comitato provinciale  per l’ordine e la sicurezza pubblica, organo consultivo del quale fanno parte il questore, il comandante provinciale dei carabinieri ed il comandante del Gruppo guardia di finanza e il sindaco; sarebbe necessario che fosse introdotta una normativa che preveda, prima di autorizzare l’apertura di sale giochi, che la prefettura abbia interloquito con la questura in ordine alle comunicazioni antimafia relative agli imprenditori titolari dell’iniziativa, che la questura chieda il parere vincolante del comune, che l’amministrazione comunale preveda una serie di limiti circa le distanze e di controlli più severi all’ingresso dei giocatori;
i residenti di Altamura e dintorni sono perfettamente consapevoli che la gran parte dei fatti illegali non è posta in essere dagli abitanti dell’area, ma derivi da fenomeni di pendolarismo criminale e racket mafioso”.

Il Movimento 5 stella ha quindi chiesto al Presidente Matteo Renzi se sia a conoscenza dei fatti enunciati in premessa e cosa risulti abbia fatto la prefettura di Bari in ordine alla vicenda descritta; se non ritengano di dover intervenire fornendo un ulteriore supporto alle forze dell’ordine, promuovendo un maggiore coordinamento tra esse e un rafforzamento delle attività di controllo e prevenzione per l’esame della situazione dell’ordine e della sicurezza nel comune di Altamura con particolare riferimento alla crescita di atti di estorsione e di micro e macro criminalità organizzata nei locali commerciali ed in particolare nelle sale da gioco, dei furti in abitazione e nelle più grosse imprese locali che ancora riescono ad offrire lavoro, dei danneggiamenti e degli episodi di aggressioni in generale che si verificano;
se non si ritenga opportuno intervenire incrementando la dotazione di uomini e mezzi sul territorio e prevedere un maggior controllo sulle strade sia all’interno della città sia di collegamento con le città limitrofe;
se non ritengano opportuno assumere un’iniziativa normativa che vieti l’apertura delle sale da gioco ovvero di locali commerciali con slot o l’inserimento di slot nei tabaccai, stabilendo un minimo di 500 metri di distanza, per combattere il proliferare delle slot; se intendano assumere iniziative per obbligare i gestori di sale a chiedere un documento d’identità, per impedire il gioco ai minori;
se intendano aprire un tavolo, in sede di Conferenza unificata, per valutare la possibilità di ridurre i locali del gioco d’azzardo in città, in base al numero degli abitanti;
se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro interrogato non intendano promuovere al più presto un’iniziativa normativa, più complessiva in merito e nel senso auspicato in premessa.

 

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