Il Dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso alla Camera dei deputati, in data 11 febbraio 2026, una nuova decisione della Corte di giustizia
Il Dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso alla Camera dei deputati, in data 11 febbraio 2026, una nuova decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea relativa a una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da un giudice italiano. La comunicazione è stata effettuata ai sensi dell’articolo 127-bis del Regolamento ed è stata assegnata alla VI Commissione (Finanze), oltre che alla XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea).
Si tratta dell’ordinanza della Decima Sezione del 12 gennaio 2026, causa C-437/24, che vede coinvolta Cirsa Italia Spa nel contenzioso contro Agenzia delle dogane e dei monopoli e altri soggetti. La domanda di rinvio pregiudiziale era stata presentata dal TAR Lazio e riguarda l’interpretazione della direttiva 2014/23/UE in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione.
Al centro della controversia vi è la concessione per la realizzazione e la gestione della rete telematica del gioco lecito tramite apparecchi da divertimento e intrattenimento (AWP). In particolare, la Corte è stata chiamata a chiarire se, alla luce degli articoli 5 e 43 della direttiva, gli Stati membri siano obbligati a conferire all’autorità aggiudicatrice il potere di avviare, su istanza del concessionario, un procedimento amministrativo volto a modificare le condizioni di esercizio di una concessione in corso, qualora eventi imprevisti e imprevedibili incidano in modo significativo sul rischio operativo.
Con l’ordinanza del 12 gennaio, la Corte ha escluso tale obbligo, affermando che la direttiva non impone agli Stati membri di prevedere un simile potere in capo all’amministrazione concedente. La decisione assume rilievo per il settore del gioco pubblico, in quanto incide sul perimetro delle possibili revisioni delle concessioni in presenza di circostanze straordinarie, con potenziali riflessi sui rapporti tra concessionari e amministrazione concedente.
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