I deputati del Movimento 5 Stelle Emma Alifano, Michele Gubitosa e Raffaele Raffa hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze per chiedere chiarimenti sulle previsioni contenute nel
I deputati del Movimento 5 Stelle Emma Alifano, Michele Gubitosa e Raffaele Raffa hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanze per chiedere chiarimenti sulle previsioni contenute nel disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato 2026, ritenute in contrasto con gli impegni assunti dal Governo in materia di riduzione della dipendenza delle finanze pubbliche dalle entrate derivanti dal gioco pubblico.
Nell’atto ispettivo, i parlamentari ricordano che, durante la discussione delle mozioni sulle politiche del settore del gioco pubblico del 18 giugno 2026, il Governo aveva accolto una riformulazione delle mozioni di opposizione – tra cui quella presentata dal M5S – impegnandosi, nell’ambito dell’attuazione della legge delega fiscale n. 111 del 2023, a perseguire la riduzione della dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate del gioco, insieme agli obiettivi di tutela della salute pubblica, delle famiglie e dei soggetti più vulnerabili.
Gli interroganti richiamano inoltre i dati della Relazione sul settore dei giochi pubblici, secondo cui nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto il valore record di 164,6 miliardi di euro, in crescita del 4,55% rispetto all’anno precedente, mentre le entrate erariali si sono mantenute sostanzialmente stabili intorno agli 11,4 miliardi di euro.
Secondo i deputati del M5S, il disegno di legge di assestamento del bilancio 2026 sarebbe però in contrasto con gli impegni assunti. Nell’interrogazione si evidenzia infatti che il provvedimento iscrive a bilancio un incremento di 807 milioni di euro delle entrate extratributarie provenienti dal comparto dei giochi e delle scommesse per l’esercizio in corso. Contestualmente, vengono aumentati di 395 milioni di euro gli stanziamenti destinati al pagamento delle vincite e di 162 milioni di euro quelli relativi agli aggi dei concessionari, mentre restano invariate le previsioni sulle entrate tributarie e sulla gestione dei monopoli.
Per i firmatari, tali scelte rappresenterebbero “una logica puramente espansiva e di massimizzazione del gettito erariale”, incompatibile con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dello Stato dalle entrate del gioco. Nell’atto si sostiene inoltre che il modello regolatorio finisca per “subordinare la salute dei cittadini alle esigenze di cassa dello Stato”, incentivando l’espansione della raccolta e dei consumi di gioco.
Con l’interrogazione, Alifano, Gubitosa e Raffa chiedono quindi al Ministro dell’Economia se non ritenga necessario assumere iniziative volte a ridurre la dipendenza strutturale del bilancio pubblico nazionale dalle entrate derivanti dal gioco, anche attraverso una razionalizzazione dell’offerta, superando quelle che definiscono “logiche meramente fiscali” e orientando le politiche economiche verso modelli non fondati sull’espansione dei consumi di azzardo.
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