Al convegno promosso dal Milton Friedman Institute il presidente di EGP-FIPE, Emmanuele Cangianelli, richiama la responsabilità della politica: investimenti, innovazione e rafforzamento dell’offerta legale per contrastare un illegale che vale 30 miliardi. Nei pubblici esercizi il 42% della rete nazionale del gioco regolamentato
«Il mercato dei giochi è un mercato regolamentato, non è un mercato libero, ma deve restare un mercato dinamico. Rendere meno dinamico il settore significa danneggiare non solo gli esercizi pubblici, ma prima ancora l’interesse generale, la tutela della legalità e, in ultima istanza, i conti pubblici. La protezione delle persone si rafforza con più tecnologia e più controllo qualificato, non con limiti di distanza o di orario nati quindici anni fa in un contesto completamente diverso e oggi divenuti anacronistici. È il momento della responsabilità della politica: occorre consentire alle imprese di investire in innovazione e garantire maggiore visibilità all’offerta legale, anche per contrastare un’illegalità che, secondo studi recenti, ha ormai raggiunto i 30 miliardi di euro, con una crescita del 50% concentrata sui canali digitali illegali. Non servono approcci moralistici, ma un’etica della regolazione che renda il sistema più sicuro e al tempo stesso più dinamico». Lo ha detto il presidente di EGP-FIPE, Emmanuele Cangianelli, durante il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute, che si è tenuto oggi, mercoledì 4 marzo 2026, presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma.
I numeri del comparto pubblici esercizi
Nei pubblici esercizi italiani il sistema dei giochi regolamentati in concessione rappresenta oggi il 42% dell’intera rete distributiva nazionale, pari a circa 35.300 punti attivi su 85.000 complessivi.
Il dato emerge dal Report 2025 sui pubblici esercizi, di prossima pubblicazione nel Rapporto Attività 2025 della FIPE-Confcommercio, che restituisce l’immagine di un comparto articolato e in trasformazione, caratterizzato da una crescente specializzazione dell’offerta e da una razionalizzazione della rete generalista.
La rete si articola in:
Le sale dedicate risultano in crescita nell’ultimo biennio, segnalando una tendenza alla qualificazione dell’offerta, mentre la rete generalista registra una contrazione di oltre il 2% rispetto al 2024, riflettendo processi di razionalizzazione e chiusura nella componente secondaria.
Sul piano territoriale emergono modelli distributivi differenziati: alcune regioni del Mezzogiorno mostrano una maggiore incidenza del canale delle ricariche per il gioco a distanza; Campania e Lombardia presentano concentrazioni rilevanti su più canali; Abruzzo e Piemonte registrano una presenza relativamente elevata di sale specializzate, mentre Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia evidenziano valori più contenuti.
Nel complesso, il comparto riflette un’evoluzione verso modelli più strutturati e integrati con il canale digitale, in cui regolamentazione efficace e contrasto all’illegalità restano elementi centrali per la tutela del mercato, delle imprese e dei consumatori.
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