26 Settembre 2020 - 18:29

Gioco online. Sbordoni: “Avremmo dovuto essere i primi a promuovere la liquidità condivisa”

La Francia, con la modifica dell’art. 41 bis della legge n. 2010-476 del 12 maggio 2010, inviata lo scorso 3 giugno 2016 alla Commissione Europea, ai sensi di quanto previsto

15 Giugno 2016

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La Francia, con la modifica dell’art. 41 bis della legge n. 2010-476 del 12 maggio 2010, inviata lo scorso 3 giugno 2016 alla Commissione Europea, ai sensi di quanto previsto della procedura 2015/1535, relativa all’apertura alla concorrenza e alla regolamentazione del settore dei giochi online, sta attuando un progetto ambizioso: la liquidità condivisa a livello comunitario. Quasi in controtendenza rispetto ad una possibile BREXIT e ai muri che si propongono in giro per l’Europa- afferma l’avvocato Stefano Sbordoni -; ma se si ha fede ancora nel mercato unico europeo è importante promuovere progetti come quello francese.

Sotto altro profilo, si è sempre detto che il nostro Paese è stato il primo a lanciare il gioco on line, le prime concessioni che risalgono al 2006 con il decreto Bersani; in più occasioni siamo stati definiti i pionieri del gioco on line, avremmo meritato di promuovere per primi la liquidità condivisa per il gioco on line nell’ambito del mercato unico europeo. Ed a onor del vero ci si era pure provato.

Per tornare alla modifica introdotta nella norma francese, è bene individuare i passaggi che sono stati sottoposti al vaglio degli Stati Membri, che potranno procedere con le loro osservazioni entro il 5 settembre 2016, giorno in cui terminerà lo stand still. L’Autorità di regolamentazione dei giochi online -ARJEL- potrà autorizzare un titolare di una concessione rilasciata dalla stessa Autorità a proporre ai giocatori in possesso di un conto valido su un sito, oggetto dell’autorizzazione, di partecipare ai “jeux de cercle“, come definiti dalla stessa norma, con i giocatori in possesso di un conto aperto su un sito oggetto di un’autorizzazione da parte di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo. L’obiettivo della misura è offrire la possibilità ai clienti degli operatori di poker online autorizzati in Francia di giocare contro giocatori iscritti presso operatori che operano legalmente in un altro Stato membro dell’Unione europea o parte dello Spazio economico europeo.

La presente autorizzazione sarà comunque subordinata all’esistenza di una convenzione conclusa tra l’Arjel e le varie Autorità degli Stati membri, nella quale verranno individuati e determinati gli obblighi in capo all’operatore di gioco, al fine di consentire l’esercizio del controllo della sua attività da parte dell’Arjel.

Le convenzioni, stipulate tra le AUTHORITY di tutti gli Stati membri, prevederanno le modalità di attuazione e di controllo delle offerte dei “jeux de cercle“. Tali convenzioni andranno a stabilire le modalità con cui l’Autorità di regolamentazione dei giochi online francese e le varie Authority di regolamentazione dei giochi interessati si scambieranno informazioni o documenti necessari all’esercizio delle rispettive missioni, in particolare in materia di prevenzione di attività fraudolente o criminali nonché del riciclaggio di capitali e del finanziamento del terrorismo.

La richiesta di autorizzazione presentata dall’operatore titolare dell’autorizzazione rilasciata dall’Arjel è comunque subordinata alla conclusione di una convenzione con l’Autorità di regolamentazione del paese in cui l’operatore europeo è stabilito. Tale misura consentirà di aumentare le poste disponibili sui tavoli da poker online francesi. Limitare gli accessi ai soli giocatori di operatori autorizzati non ha garantito ad oggi sufficientente interesse per molti giocatori, portando alcuni a rivolgersi all’offerta illegale.

Il processo di liquidità condivisa – conclude Sbordoni – non dovrebbe avere tempi particolarmente lunghi: già a fine estate i giocatori francesi potrebbero confrontarsi con quelli degli altri stati membri dell’Unione Europea. Il progetto punta a incrementare l’appeal dei tornei di poker online grazie a montepremi complessivi più ricchi per le partite e contrastare le offerte di gioco illegali e non autorizzate.

E di certo ADM potrà sfruttare l’occasione del nuovo bando per le concessioni online per stare al passo dei cugini francesi.

PressGiochi

 

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