21 Ottobre 2020 - 09:22

Gioco online. Per gli operatori, l’innovazione dei prodotti sarà la chiave di crescita del mercato

Numerosi gli interventi delle aziende che hanno partecipato alla Tavola rotonda del convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2014-2015 dell’Osservatorio Gioco Online quest’oggi a Milano. “Sulle scommesse c’è una buona crescita grazie all’innovazione di prodotti e all’ingresso nel mercato anche di nuovi

09 Aprile 2015

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Numerosi gli interventi delle aziende che hanno partecipato alla Tavola rotonda del convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2014-2015 dell’Osservatorio Gioco Online quest’oggi a Milano.

“Sulle scommesse c’è una buona crescita grazie all’innovazione di prodotti e all’ingresso nel mercato anche di nuovi operatori internazionali. Ritengo che gli utenti online – ha dichiarato Laura d’Angeli Digital and Gaming Manager di MAG Consulenti Associati – siano divisi in nativi digitali, immigrati digitali e tardivi. I nativi digitali attualmente non sono ancora interessati al settore. I giovani comunicano con i social e i giochi d’azzardo sono ancora fuori da questo mercato, preferiscono altre forme di gioco. I giocatori ci sono ma non trovano il giusto intrattenimento proposto. Il mercato italiano – ha continuato D’Angeli – è uno tra i più regolati, ma un sistema che funzioni deve tener conto di tutti gli stakeholders. Forse è opportuno rivedere l’impianto del settore e guardare anche a ciò che succede all’estero. In Italia ci sono per esempio molte barriere che un piccolo operatore ha difficoltà a superare come la privacy e le norme antiriciclaggio. Il quadro elaborato nella bozza della legge delega sembra favorire gli operatori piuttosto che rivedere l’esistente”.

Giulio Astarita, poker manager di Lottomatica ha dichiarato cheSono in calo i giochi a maggior componente competitiva ma crescono quelli con componente di intrattenimento. L’intrattenimento dovrebbe essere il driver da seguire nel futuro. C’è voglia di gioco in Italia ma occorre allinearsi alla richiesta di gioco semplice, quella fatta più per intrattenere che per vincere. Il mobile rappresenta un mistero all’interno del gaming. In Italia il numero di smartphone per persona è il più elevato di tutta Europa, e nonostante ciò il mercato del gaming non esplode. Nel mondo Apple è più facile perché ci sono regole riguardo a cosa è pubblicabile e cosa non lo è, su cosa i giocatori possono o non possono fare. Tuttavia gli smartphone Apple costano molto. Gli operatori dovrebbero investire sul mondo Android, ma le policy di Android sono molto restrittive”.

Francesco Gaziano, Country Manager di bwin Italia, ha commentato: “La decrescita del gioco online avviene soprattutto nel poker e nel bingo. Questi sono giochi multiplayer e non sono mobile-friendly. Mentre crescono gli altri giochi che sono singoli, mobile-friendly e inoltre molto simili ai giochi presenti su facebook. Aumentando quindi questi aspetti, aumenterà anche la crescita del mercato. Come Bwin Italia, in futuro cercheremo di concentrarci oltre che sull’intrattenimento anche sul cambiamento della comunicazione e dei contenuti. Serve dare valore all’utente. Altra cosa su cui puntare è il cambiamento dell’offerta, indirizzandoci anche verso il mobile, per coinvolgere l’utente  e invitarlo a condividere il gioco con gli altri”.

Per Alexis Grigoriadis, Direttore Marketing di Eurobet “c’è una riduzione degli operatori perché il settore del gaming è arrivato alla maturità rispetto agli altri settori e-commerce. Ciò è avvenuto per motivi esogeni ma anche per una soggettiva maturazione dell’offerta. Questa – spiega Grigoriadis – porterà un consolidamento rapido ad un numero limitato di operatori con quota di mercato sempre maggiore. I consumatori premiano prodotti innovativi. Oggi gli utenti accedono a gioco attraverso vari dispositivi, quindi si deve migliorare la user experience”.

“Il betting exchange italiano – ha dichiarato Guido Marsiletti Commercial & Product Manager per l’Italia di Betfair – ha un buono stato di salute. Gli italiani lo vedono come una nuova modalità su cui scommettere. Questo è un nuovo gioco che necessità di istruzione da parte del cliente”.

Mentre per Maria Raffaella Micuccio, Marketing Manager per l’Italia di Betsson Group, “Il concetto chiave che è emerso oggi è innovazione. Le dinamiche di crescita o la decrescita della spesa dei singoli prodotti dipende dalla componente dell’innovazione. Innovazione che nel caso del poker non ha aiutato una crescita tale da far risollevare le sorti di questo prodotto. L’innovazione sarà la chiave di lettura importante anche per ciò che succederà nel corso di quest’anno: sia dal punto di vista della crescita della spesa, che della crescita degli utenti giocanti. Innovazione porterà nuovi giocatori.

“Siamo in una fase di passaggio del mercato. Oggi – ha spiegato Marco Tiso, Online Gaming Business Manager di Sisal – il focus si sta spostando dal lancio dei prodotti alla gestione dei clienti. La nuova sfida sarà quella di ingaggiare i consumatori. Ci sono tre segnali positivi: primo, contrasto al gioco non regolamentato senza concessione; secondo, aumento del numero di donne giocatrici; terzo, progressiva digitalizzazione dei consumatori tradizionali favorita dalla diffusione di smartphone. Altro aspetto è quello di mantenere viva l’esperienza di gioco. Se non si rinnova, il prodotto soffre, come sta accadendo per il bingo. L’ultimo aspetto da valutare è relativo alla spesa sostenibile nel tempo. Il poker si sta impoverendo perché molte persone giocano ma pochissime vincono.

Come Sisal – ha continuato Tiso –  vogliamo investire nella gestione del cliente. Lo abbiamo fatto offrendo promozioni su misura, tuttavia i nostri giocatori hanno un livello di spesa un terzo più passo degli altri, anche se sono molto più fidelizzati”.

Per Marco Trucco, Country Manager di PokerStars, “Il dato più importante è che il gioco online non cresce nonostante tutte le innovazioni di prodotti e canali che hanno caratterizzato il mercato negli ultimi anni. Il poker prima era in una posizione privilegiata, ora ci sono molti più prodotti, per questo è calato. L’innovazione richiede investimenti, ricerca e costi, ma i benefici finali vanno a scapito dell’esistente”.

Simona Brambilla – PressGiochi