29 Settembre 2020 - 06:07

Gioco online. In Olanda un giocatore su sei a rischio dipendenza, ma i ricercatori suggeriscono cautela

Il segretario di Stato olandese per la sicurezza e la giustizia, Klaas Dijkhoff, ha ribadito che il gioco online deve essere regolato il prima possibile. Lo ha fatto dopo la

23 Giugno 2015

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Il segretario di Stato olandese per la sicurezza e la giustizia, Klaas Dijkhoff, ha ribadito che il gioco online deve essere regolato il prima possibile. Lo ha fatto dopo la pubblicazione del nuovo rapporto realizzato dallo studio CVO- Ricerca e consulenza, commissionato dal Ministero della Giustizia, che mostra come un giocatore online su sei in Olanda sia a rischio gioco problematico.

Nell’analizzare le attitudini dei giocatori online, la CVO ha evidenziato come il gioco online sia caratterizzato dal fatto di essere immediato, il giocatore fa la scommessa e in breve tempo sa se ha vinto o meno. Questa caratteristica in genere è associata ad un alto rischio di sviluppare dipendenza.

 

Nello studio, i comportamenti dei giocatori online vengono associati e paragonati a quelli dei gambler terrestri. I soggetti coinvolti, sono stati 509 intervistati tramite un questionario. Secondo lo studio i giocatori che hanno dichiarato di aver giocato nell’ultimo anno, possono essere classificati come giocatori ricreativi o problematici: nel primo caso non ci sono rischi di dipendenza, nel secondo invece i soggetti mostrano diversi comportamenti connessi con la dipendenza o che possono svilupparla.

 

Secondo la ricerca, oscilla tra il 5,2 e l’8,1% il numero dei giocatori che possono esser definiti problematici. Tuttavia questo problema non può essere sempre imputabile al gioco online in quanto molti di loro spendono il proprio denaro prevalentemente con i giochi terrestri.

Applicando queste stime al numero di giocatori online dei Paesi Bassi che ammontano a 242mila si può affermare che il numero di giocatori problematici si aggira tra i 13mila e i 20 mila. La percentuale dei giocatori a rischio è 11,3% mentre i giocatori ricreativi che giocano per svago è ben l’83,4%.

I giochi preferiti sono le scommesse sportive, nel 49% dei casi, il poker, le slot machine, casinò e bingo. Meno comuni tra i prodotti online i gratta e vinci e le scommesse ippiche.

 

I giocatori online spesso non partecipano solo ai giochi della rete ma anche a quelli offerti nel mercato terrestre. L’analisi si è occupata anche di capire se il problema del gambling possa essere effettivamente attribuito al gioco online, o se è invece imputabile anche alle attività terrestri. Sembra esser relativamente bassa la percentuale di giocatori la cui dipendenza possa essere attribuibile esclusivamente al gioco online.

 

Come analizzato dal CVO in un precedente studio del 2014, è possibile che la disponibilità di giochi sul web possa influenzare la prevalenza del problema del gioco d’azzardo, ma è probabile che questa influenza sia attribuita anche alle opportunità di gioco a terra. Nello studio i ricercatori olandesi analizzano le regolamentazione e l’attitudine dei giocatori nei quattro paesi più vicini all’Olanda, quali l’Italia, il Regno Unito, la Norvegia e Germania. In questi Paesi la partecipazione a giochi d’azzardo online è aumentata come anche i proventi lordi del gambling regolamentato sono cresciuti. Solo l’Italia sembra essere un’eccezione alla tendenza di un aumento del numero di giocatori che partecipano al gioco a distanza. In tutti e quattro i paesi inclusi nella revisione dettagliata, il mercato regolamentato dei giochi online è una parte relativamente piccola della partecipazione totale e della spesa per il gioco d’azzardo. Per questo, lo studio conclude che il rischio gioco patologico non nasca esclusivamente dall’offerta online, ma nella maggioranza dei casi è associata anche al gambling terrestre.

Tuttavia, concludono i ricercatori del CVO, la ricerca ha dei limiti importanti. E’ stata condotta su un breve lasso di tempo e il campione dei partecipanti a giochi online è relativamente piccolo.

PressGiochi