Presentato il Report dell’Osservatorio Data Room Nexus: pubblicità digitale, siti “gemelli” e contenuti clone al centro di un sistema illegale sempre più strutturato e difficile da contrastare
Il gioco online illegale in Italia vale circa 20 miliardi di euro: è questa la stima di Data Room Nexus elaborata sulla base dell’osservazione di 500 siti e dell’analisi del fenomeno del business illegale in rete. Un dato che restituisce la dimensione economica di un sistema parallelo sempre più strutturato e radicato nel digitale. Il fenomeno si conferma ampio, dinamico e in costante evoluzione, con una forte capacità di adattamento alle regole e ai sistemi di controllo.
È quanto emerge dal primo report sul gioco online illegale di Data Room Nexus, presentato oggi a Palazzo Wedekind a Roma. Il documento analizza la struttura, le modalità operative e le dimensioni del fenomeno, con un focus specifico sul ruolo della pubblicità digitale e dei social network. Secondo i dati raccolti nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026, sono stati registrati oltre 4,5 milioni di utenti italiani attivi nel circuito illegale, per un totale di oltre 13 milioni di accessi. Si tratta di numeri rilevanti, soprattutto considerando che l’analisi è stata condotta su un campione limitato a una sola piattaforma social, Instagram, e su un campione di 500 siti non autorizzati.
Quello presentato oggi è il primo passo di un percorso destinato a rafforzarsi nel tempo. Data Room Nexus punta a un monitoraggio continuo e strutturato del fenomeno, con analisi periodiche e un’estensione progressiva del raggio d’azione a tutto l’ecosistema digitale. L’obiettivo è chiaro: potenziare gli strumenti di analisi per intercettare e tracciare con sempre maggiore precisione le reti del gioco online illegale.
“Il fenomeno che emerge da questo report non è solo una questione di legalità, ma riguarda anche la qualità dell’ecosistema digitale e il livello di tutela dei cittadini – ha dichiarato Isabella Rusciano, direttore generale Data Room Nexus – Quando contenuti illegali riescono a diffondersi all’interno di piattaforme percepite come sicure, si crea un cortocircuito che mina la fiducia degli utenti e rende sempre più difficile distinguere ciò che è legittimo da ciò che non lo è”.
“Proprio per questo motivo abbiamo sviluppato una piattaforma di analisi dedicata, progettata per intercettare e analizzare in modo strutturato queste dinamiche – ha commentato Filippo Pucci, direttore scientifico Data Room Nexus. In questo contesto, diventa centrale anche il tema del gioco responsabile: l’assenza di regole e controlli nel circuito illegale espone gli utenti a rischi ancora maggiori, rendendo fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione, informazione e consapevolezza. L’obiettivo è contribuire a costruire un ambiente digitale più trasparente, responsabile e realmente sicuro.”
IL PARADOSSO ITALIANO: DIVIETO TOTALE MA PUBBLICITÀ ILLEGALE DIFFUSA
Il report si inserisce in un contesto normativo tra i più restrittivi in Europa. In Italia, infatti, vige dal 2018 un divieto generalizzato di pubblicità del gioco con vincita in denaro, (Decreto Dignità) esteso a tutti i media e a tutte le forme di comunicazione, incluse le sponsorizzazioni. Nonostante ciò, l’analisi dimostra che la pubblicità non è scomparsa, ma si è spostata in modo massiccio sul digitale, dove continua a proliferare in forme difficilmente tracciabili e controllabili.
SMARTPHONE E GIOVANI TRAINANO IL GIOCO ILLEGALE ONLINE: ACCESSI MOBILE OLTRE IL 90% E PLATEA PREVALENTEMENTE MASCHILE
Un ulteriore elemento che emerge con forza dall’analisi riguarda le modalità di accesso e il profilo degli utenti. Il fenomeno del gioco illegale online si conferma fortemente orientato al mobile, con percentuali di accesso da smartphone che, nella maggior parte dei casi, superano il 90%. In alcuni casi si arriva a livelli prossimi alla totalità, segno di un’esperienza progettata sempre più per dispositivi mobili e per la fruizione immediata. Accanto al dato tecnologico, il report offre anche una lettura della composizione della platea, prendendo spunto dai dati sul gioco online pubblicati dal Mef, che possono costituire un utile riferimento anche per il settore non regolamentato. I numeri ufficiali mostrano una netta prevalenza maschile, con circa il 78% degli utenti uomini e il 22% di donne. Si tratta inoltre di un pubblico tendenzialmente giovane: circa la metà degli utenti ha meno di 35 anni e la maggior parte si concentra tra i 25 e i 34 anni. Anche le abitudini di utilizzo mostrano un pattern preciso: l’attività di gioco si concentra soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, con picchi tra le 12:00 e le 18:00 e tra le 18:00 e la mezzanotte, mentre risulta più contenuta nelle ore notturne.
GIOCO ILLEGALE, UTENTI SEMPRE PIÙ ATTIVI: STESSE DINAMICHE DEL MERCATO LEGALE MA SENZA TUTELE E CONTROLLI
Il comportamento di chi gioca illegalmente è sovrapponibile a quello di chi gioca su siti legali e, proprio per questo motivo, riflette le stesse dinamiche che caratterizzano il mercato nel suo complesso, contribuendo a determinarne le dimensioni e lo sviluppo. A differenza del circuito regolato, il gioco illegale:
• non è soggetto a regole trasparenti
• non garantisce standard di tutela per gli utenti
• sfugge completamente a qualsiasi forma di tassazione.
Questo comporta non solo rischi per i consumatori, ma anche un impatto diretto sul sistema economico, con risorse che sfuggono al circuito legale e al gettito erariale.
IL CONTRASTO: CRESCE L’ATTIVITÀ DI INIBIZIONE MA IL SISTEMA SI RIGENERA
Sul fronte del contrasto, il report evidenzia che le autorità – in particolare l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – sono impegnate in un’attività di blocco dei siti illegali sempre più intensa. Nel solo 2025 sono stati inibiti oltre 1.000 siti, a conferma di un trend in crescita negli ultimi anni. Tuttavia, la capacità del sistema illegale di rigenerarsi rapidamente, attraverso nuovi domini e infrastrutture interconnesse, rende l’azione di contrasto complessa e spesso temporanea. Ogni blocco viene infatti seguito dalla comparsa di nuove piattaforme, in grado di intercettare nuovamente gli utenti e di proseguire l’attività.
SOCIAL NETWORK: IL VERO MOTORE DEL SISTEMA ILLEGALE
Uno degli elementi più rilevanti del report riguarda il ruolo dei social network, che oggi rappresentano il principale punto di contatto tra utenti e offerta illegale. La pubblicità sui social non è solo un canale di diffusione, ma un vero e proprio meccanismo di legittimazione implicita. Come evidenziato dal report, gli utenti tendono a ritenere ciò che appare sulle piattaforme – soprattutto se sponsorizzato – come verificato o autorizzato.
Questo genera un effetto cruciale:
• abbassa la percezione del rischio
• aumenta la fiducia verso contenuti illegali
• facilita l’ingresso nel circuito del gioco non autorizzato
In altre parole, i social diventano il punto in cui il sistema illegale “si mostra” e intercetta nuovi utenti, sfruttando la credibilità dell’ambiente digitale.
PUBBLICITÀ DIGITALE: STRUMENTO DI ACCESSO E ANALISI
Nel report, la pubblicità digitale è utilizzata come una vera e propria chiave di lettura del fenomeno. Le inserzioni online – che si presentano sotto forma di contenuti sponsorizzati, video o banner – rappresentano infatti il primo livello di accesso al sistema illegale e, allo stesso tempo, uno strumento fondamentale per ricostruirne le reti di diffusione. La loro efficacia risiede nelle caratteristiche tipiche dell’ambiente digitale: possono essere pubblicate e rimosse con estrema rapidità, replicate su larga scala e adattate facilmente a contesti e target diversi. Inoltre, sfruttano contenuti multimodali – combinando testi, immagini e video – e includono link che rimandano a sistemi esterni, spesso progettati per reindirizzare l’utente verso piattaforme illegali in modo dinamico e difficilmente tracciabile. Questo consente agli operatori illegali di aggirare i controlli e mantenere attivo il flusso di utenti, anche in presenza di blocchi.
COME FUNZIONA IL SISTEMA: DAI SOCIAL AI SITI ILLEGALI
Il percorso dell’utente – definito nel report come “user journey” – segue una dinamica ormai ricorrente e ben strutturata. Tutto inizia con l’esposizione a un annuncio pubblicitario, spesso all’interno dei social network, che rappresenta il primo punto di contatto tra utente e offerta illegale. Da qui, il clic sul contenuto sponsorizzato non conduce quasi mai direttamente al sito di gioco, ma attiva un passaggio intermedio tramite i cosiddetti “link motore”, veri e propri snodi tecnici del sistema. Questi link funzionano come meccanismi di smistamento, reindirizzando l’utente verso una o più destinazioni finali, che possono essere siti illegali, pagine di transizione o ambienti che imitano piattaforme affidabili. Il sistema è altamente dinamico: lo stesso link può infatti condurre a destinazioni diverse in base al dispositivo utilizzato, al momento dell’accesso o ad altre variabili, rendendo il tracciamento complesso e consentendo agli operatori di modificare rapidamente le rotte di accesso.
I SITI GEMELLI GARANTISCONO LA CONTINUITÀ DEL SISTEMA “BLACK”
Uno degli elementi più sofisticati emersi riguarda il fenomeno dei cosiddetti “siti gemelli”, che rappresentano una delle leve principali attraverso cui il sistema illegale sopravvive e si adatta ai tentativi di contrasto. Si tratta di piattaforme tra loro praticamente identiche, sia dal punto di vista grafico sia da quello funzionale, che differiscono esclusivamente per il dominio utilizzato. Dietro questa apparente semplicità si nasconde una struttura complessa e interconnessa, progettata per garantire la continuità operativa. Quando un sito viene oscurato o inibito dalle autorità, ne viene immediatamente attivato un altro, con un dominio diverso ma con la stessa interfaccia e lo stesso sistema di accesso. Gli utenti, spesso inconsapevoli del cambiamento, continuano a navigare e giocare senza interruzioni. Questo è possibile perché i siti sono collegati a un’infrastruttura condivisa che conserva dati sensibili, account personali e wallet degli utenti. Il risultato è un sistema estremamente resiliente, capace di aggirare i blocchi e rigenerarsi rapidamente, garantendo una continuità del servizio pressoché totale e rendendo molto più complesso il lavoro di contrasto da parte delle autorità.
CONTENUTI CLONE: LA STRATEGIA DELLA FINTA LEGITTIMITÀ
Un altro elemento chiave evidenziato dall’Osservatorio, è la diffusione sistematica dei cosiddetti contenuti “clone”, una strategia comunicativa sofisticata che punta a costruire una percezione di affidabilità attraverso l’imitazione. In questo contesto, le inserzioni pubblicitarie e i contenuti digitali vengono progettati per richiamare, in modo più o meno esplicito, brand noti, aziende riconosciute o addirittura enti istituzionali. Loghi, nomi, grafiche e riferimenti visivi vengono riprodotti o reinterpretati per creare un’associazione immediata nella mente dell’utente, sfruttando la credibilità e la notorietà di soggetti legittimi. In alcuni casi, i contenuti richiamano format popolari o elementi dell’intrattenimento televisivo e digitale, contribuendo a rendere l’offerta ancora più familiare e rassicurante. Questa strategia consente agli operatori illegali di abbattere le barriere di diffidenza, apparire affidabili e, di fatto, ingannare gli utenti. Il fenomeno non si limita alle inserzioni, ma si estende all’intero ecosistema digitale: esistono siti clone che imitano piattaforme autorizzate, giochi che replicano titoli ufficiali e applicazioni false distribuite attraverso store simulati, progettate per sembrare ambienti sicuri ma in realtà funzionali al circuito illegale.
GIOCO ILLEGALE, UNA RETE DIGITALE SENZA CONFINI: DAI SOCIAL AGLI INFLUENCER FINO ALLE CHAT PRIVATE
Non è solo sui social: il gioco online illegale si muove dentro una rete digitale diffusa, integrata e difficile da intercettare. Dai motori di ricerca ai banner pubblicitari, fino ai referral link nascosti in contenuti apparentemente informativi. I diversi canali si intrecciano e si rafforzano, moltiplicando i punti di contatto con gli utenti. Accanto agli spazi aperti del web, operano anche ambienti chiusi come le chat private su Telegram e WhatsApp, dove la diffusione avviene in modo diretto e meno tracciabile. In questo contesto, anche gli accessi diretti ai siti indicano un livello di familiarità crescente e una progressiva fidelizzazione degli utenti. A rendere il fenomeno ancora più insidioso, contribuisce il ruolo degli influencer, soprattutto su YouTube, che condividono link all’interno dei contenuti e nella sezione descrittiva, contribuendo a indirizzare gli utenti verso le piattaforme. Il risultato è un modello di comunicazione ibrido e pervasivo, in cui pubblicità e contenuto si confondono, rendendo sempre meno riconoscibile la natura commerciale dei messaggi e più complesso il contrasto al fenomeno.
UN MERCATO SENZA CONFINI: IL GIOCO ILLEGALE SI RIGENERA DI CONTINUO TRA BONUS E NUOVI SITI
Il mercato del gioco illegale online non è dominato da pochi grandi operatori, bensì si presenta come un sistema frammentato, composto da una molteplicità di siti di piccole e medie dimensioni. Questa struttura apparentemente dispersiva è in realtà uno dei punti di forza del sistema, perché ne aumenta la resilienza e la capacità di adattamento. L’offerta è in continua evoluzione: nuovi siti emergono costantemente, mentre altri scompaiono o vengono sostituiti. Allo stesso tempo, il comportamento degli utenti contribuisce a rendere il sistema altamente dinamico. Gli utenti tendono infatti a spostarsi rapidamente da una piattaforma all’altra, guidati principalmente da fattori come bonus, promozioni e convenienza percepita. Questo continuo movimento genera un ecosistema fluido, in cui il traffico non si riduce ma si redistribuisce, rendendo difficile definire confini stabili e quantificare con precisione l’ampiezza del fenomeno.
GIOCO ILLEGALE, UTENTI SEMPRE PIU’ FIDELIZZATI: ACCESSI DIRETTI E RITORNI CONTINUI SUI SITI
Un elemento particolarmente significativo emerso dall’analisi riguarda la crescita del traffico cosiddetto “direct”, ovvero quello generato da utenti che accedono direttamente ai siti illegali senza passare per intermediari evidenti. Questo può avvenire digitando il dominio nel browser, accedendo tramite link ricevuti in chat private o utilizzando collegamenti salvati tra i preferiti. Si tratta di un indicatore importante perché segnala un cambiamento nel comportamento degli utenti: da una fase iniziale di scoperta, spesso guidata dalla pubblicità, si passa progressivamente a una forma di utilizzo consapevole e ricorrente. In altre parole, l’utente non è più semplicemente intercettato, ma sceglie attivamente di tornare su quelle piattaforme. Questo processo evidenzia l’esistenza di una base di utenti fidelizzati, che contribuisce alla stabilità e alla continuità del sistema illegale, rendendolo ancora più difficile da contrastare nel lungo periodo.
DOVE PASSA IL TRAFFICO DEL GIOCO ILLEGALE: I 5 SITI CHIAVE E COME INTERCETTANO GLI UTENTI
La tabella seguente evidenzia le principali modalità con cui gli utenti accedono ai siti del circuito illegale, mettendo in luce il ruolo predominante del traffico “direct”, che in molti casi rappresenta la quota principale degli accessi. Questo dato suggerisce la presenza di dinamiche di fidelizzazione già consolidate, in cui gli utenti tornano direttamente sulle piattaforme senza passare per canali intermedi. Tra gli altri canali, i “referral” indicano accessi provenienti da link presenti su altri siti, blog o contenuti online – come pagine di bonus o contenuti di influencer – mentre il traffico “display” è generato da pubblicità visive, come banner o annunci grafici che intercettano l’utente durante la navigazione. La variabilità di questi canali conferma l’impiego di strategie di acquisizione diversificate, che contribuiscono ad alimentare un ecosistema digitale altamente dinamico e in continua evoluzione.
PressGiochi






