I senatori del Partito democratico Tajani, Camusso, Losacco, Malpezzi, Casini, Manca, Mirabelli, Alfieri, Rojc, Verducci, Bazoli, Verini, Giacobbe, Rossomando, Giorgis, Nicita, D’elia e Rando hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’economia
I senatori del Partito democratico Tajani, Camusso, Losacco, Malpezzi, Casini, Manca, Mirabelli, Alfieri, Rojc, Verducci, Bazoli, Verini, Giacobbe, Rossomando, Giorgis, Nicita, D’elia e Rando hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’economia e delle finanze che accende i riflettori sui rischi di riciclaggio ed evasione fiscale legati all’evoluzione del settore del gioco online e delle nuove piattaforme digitali di scommessa.
Nel testo vengono evidenziate le criticità connesse alla crescita del gioco a distanza, all’utilizzo di carte prepagate, wallet interni e criptovalute, nonché alla diffusione di strumenti come matched betting, surebet e multiaccount, considerati potenziali canali per aggirare i controlli antiriciclaggio e fiscali.
I senatori chiedono al Governo quali iniziative intende adottare per rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari nel gioco pubblico, verificare la conformità dei sistemi di ricarica utilizzati dai concessionari, contrastare le piattaforme di mercato predittivo non autorizzate dall’ADM e definire un quadro normativo e fiscale più chiaro per le attività di scommessa svolte in maniera continuativa e organizzata.
Di seguito si riporta il testo integrale dell’interrogazione
Premesso che:
il macrosettore delle tecnologie applicate alla speculazione sull’incertezza è in continua e rapida evoluzione e la normativa di contrasto al riciclaggio e all’evasione fiscale fatica a tenerne il passo: il moltiplicarsi di piattaforme di gioco e scommesse, di piattaforme di mercato predittivo, di piattaforme di matched betting, abbinato al diffondersi di nuovi strumenti di pagamento, di tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, moltiplica le modalità operative dei giocatori e rende sempre più difficile l’individuazione e il presidio dei fenomeni illeciti, imponendo un costante adeguamento del quadro regolatorio e degli strumenti di monitoraggio e controllo;
il gioco pubblico rappresenta in Italia, come evidenziato nella “prima relazione sul settore dei giochi pubblici” relativa all’anno 2025, uno dei comparti economici più rilevanti. Nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto 164,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,55 per cento rispetto al 2024, di cui oltre 90 miliardi riconducibili al gioco a distanza, che ha ormai stabilmente superato la rete fisica e rappresenta circa il 58 per cento della raccolta totale. Nel 2025, in Italia sono stati aperti 6,2 milioni di conti gioco e le entrate erariali hanno raggiunto gli 11,4 miliardi di euro;
alla forte crescita del canale online si accompagna una crescente esposizione del comparto al rischio di riciclaggio: secondo l’unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, il settore del gioco, soprattutto online, manifesta criticità connesse all’alimentazione dei conti di gioco con fondi provenienti da carte prepagate ricaricate in contanti e intestate a soggetti tra loro collegati. L’UIF ha altresì rilevato carenze nella verifica delle anomalie legate all’uso di strumenti di pagamento diversi dal contante, quali l’impiego di carte di pagamento non intestate al titolare del conto di gioco, nonché lo scarso coinvolgimento di agenti e punti vendita delle ricariche nella rilevazione di operazioni potenzialmente sospette, avviando verifiche ispettive su prestatori di servizi di gioco beneficiari di rilevanti trasferimenti da carte ricaricate in contanti e intestate a soggetti apparentemente collegati;
l’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, recante il riordino del settore dei giochi, ha introdotto limiti precisi all’utilizzo del contante nelle ricariche effettuate presso i punti vendita, prevedendo che la ricarica del conto di gioco avvenga mediante strumenti di pagamento tracciabili e già validati dal concessionario, e che oltre il limite complessivo settimanale di 100 euro non sia consentito il ricorso al contante o a strumenti diversi da quelli tracciabili. Tale disciplina, la cui applicazione è entrata in vigore il 13 maggio 2026 per la parte relativa ai punti vendita delle ricariche, persegue una chiara finalità di prevenzione del riciclaggio e di piena tracciabilità dei flussi, in coerenza con l’articolo 53, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;
risulta che diversi concessionari avrebbero attivato sistemi basati su carte nominative di ricarica, wallet interni o strumenti analoghi, da loro direttamente gestiti o tramite soggetti collegati, consentendo operazioni che aggirano di fatto la ratio della norma e le finalità di contrasto al riciclaggio. Il semplice tracciamento contabile interno da parte del concessionario non appare sufficiente a garantire la conformità alla normativa antiriciclaggio laddove l’alimentazione delle operazioni avvenga con fondi cash based, riproponendo proprio le anomalie segnalate dalla UIF;
sul fronte delle piattaforme del mercato predittivo, la mancanza di una regolamentazione dedicata e l’assenza di autorizzazioni dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli al regolare esercizio dell’attività in Italia crea una zona grigia con preoccupanti problemi legati al riciclaggio di denaro e nessun controllo delle identità. Molte piattaforme richiedono solo il collegamento di un wallet di criptovalute permettendo di movimentare capitale senza alcun controllo. Poiché le transazioni avvengono sulla blockchain attraverso smart contract, il fisco non riesce a ricondurre un determinato wallet crittografico all’identità reale del contribuente con conseguente evasione fiscale sui proventi realizzati;
lo sforzo dell’ADM nell’oscurare questi siti è notevole. Uno dei casi più eclatanti ha riguardato la piattaforma Polymarket, oscurata nell’ottobre 2025; oggi, a seguito di ricorso al TAR, il portale è raggiungibile dagli utenti italiani in modalità “sola consultazione”. Nonostante la situazione di sostanziale illegalità di tali attività, Polymarket è diventato il main sponsor della Lazio;
desta inoltre preoccupazione il diffondersi, anche per il tramite di piattaforme e servizi a pagamento dedicati, di pratiche quali il matched betting, fondato sullo sfruttamento sistematico di bonus e promozioni, e il surebet, o arbitraggio sportivo, basato sullo sfruttamento dei temporanei disallineamenti di quota tra più operatori, che consentono di conseguire profitti tendenzialmente garantiti a prescindere dall’esito degli eventi, che spesso sfuggono al fisco in quanto non dichiarati;
intorno a tali pratiche si è sviluppata una vera e propria offerta commerciale, costituita da siti, software di comparazione delle quote, corsi e servizi in abbonamento che ne promuovono lo svolgimento su scala ampia e ricorrente; la stessa operatività a fini di profitto richiede di norma la disponibilità e la gestione simultanea di numerosi conti di gioco presso operatori diversi, trasformando un’attività nata come occasionale in una vera e propria occupazione organizzata e spesso molto remunerativa;
se esercitate in forma occasionale su operatori titolari di concessione ADM tali attività risultano lecite e le relative vincite sono assoggettate a imposta unica alla fonte. Tuttavia, il loro svolgimento sistematico e continuativo può configurare un’attività di fatto professionale e abituale, idonea a generare redditi che, ove conseguiti su operatori privi di concessione italiana ovvero nell’ambito di un’organizzazione stabile, sfuggono agli obblighi dichiarativi e impositivi, in assenza di un regime fiscale chiaro per chi ne fa una fonte di guadagno continuativa;
per moltiplicare i profitti ed eludere le contromisure dei bookmaker, che limitano o chiudono i conti dei giocatori sistematicamente vincenti, si diffonde, inoltre, la pratica del multiaccount, consistente nell’apertura e nella gestione di una pluralità di conti di gioco intestati a familiari o a terzi compiacenti: una condotta che, oltre a violare i regolamenti di gioco, presta il fianco proprio a quei fenomeni di intestazione fittizia e di impiego di prestanome che la disciplina antiriciclaggio e il decreto legislativo n. 41 del 2024 mirano a prevenire, e che può alimentare situazioni di dipendenza dal gioco,
si chiede di sapere:
quali misure il Ministro in indirizzo abbia adottato o intenda adottare per contrastare questi fenomeni di riciclaggio e di evasione fiscale;
se i sistemi di ricarica basati su carte nominative, wallet interni o strumenti analoghi gestiti dai concessionari dei giochi o da soggetti collegati siano stati autorizzati o ritenuti conformi alla normativa vigente, anche antiriciclaggio, e in base a quali valutazioni e quali iniziative, anche di carattere normativo e di intesa con l’ADM e con la UIF, intenda assumere per garantire la piena tracciabilità dei flussi di ricarica dei conti di gioco ed evitare fenomeni elusivi, distorsioni concorrenziali e rischi di riciclaggio nel settore del gioco pubblico;
se non ritenga opportuno provvedere, nelle more dell’adozione di un’apposita disciplina sul settore, al blocco delle piattaforme di mercato predittivo non autorizzate dall’ADM sulla base della sostanziale violazione della normativa vigente sui servizi finanziari, sui derivati e sul gioco d’azzardo;
quali misure intenda adottare per contrastare l’utilizzo distorto e a fini di evasione fiscale di strumenti come il matched betting e il surebet, valutando l’opportunità di definire un quadro fiscale chiaro per chi ne fa un’attività abituale e di rafforzare i controlli sugli operatori privi di concessione e quali iniziative intenda assumere, anche d’intesa con l’ADM, per contrastare il fenomeno del multiaccount e l’intestazione fittizia dei conti di gioco a familiari o terzi, e per rafforzare gli strumenti di adeguata verifica della clientela e le tutele a presidio del gioco responsabile.
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