NAPOLI – Il gioco minorile con vincita in denaro è un fenomeno complesso, che affonda le sue radici in dinamiche culturali, familiari e sociali, oltre che in una diffusa scarsa
NAPOLI – Il gioco minorile con vincita in denaro è un fenomeno complesso, che affonda le sue radici in dinamiche culturali, familiari e sociali, oltre che in una diffusa scarsa percezione del rischio da parte dei più giovani. È questo il quadro tracciato dal dott. Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervenuto al convegno ospitato all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
“Il fenomeno del gioco minorile nasce dalla consapevolezza del rischio da parte del minore, che è sicuramente a conoscenza del divieto ma lo vive come un’esperienza iniziatica ed emulativa, spesso legata al desiderio di sentirsi più grande”, ha spiegato Lollobrigida.
Secondo il direttore ADM, un ruolo rilevante è svolto anche dal contesto familiare e sociale: “C’è una componente di familiarità: se il ragazzo vede il padre che fa scommesse online, può arrivare a farle insieme a lui. Per questo sono fondamentali sia il ruolo delle famiglie che quello del gruppo dei pari”.
Un altro elemento di influenza arriva, ha sottolineato, dal mondo digitale e in particolare dai videogiochi: “L’abitudine al gioco nasce anche dalla cultura dei videogiochi, attraverso i quali il minore si abitua progressivamente a spendere denaro. Questo rappresenta un primo avvicinamento al gioco d’azzardo, e il passaggio successivo diventa quasi automatico”.
Lollobrigida ha evidenziato inoltre come il fenomeno non sia circoscritto a specifiche fasce sociali: “Il gioco minorile riguarda tutte le classi sociali, senza distinzioni particolari”. Tra le forme più diffuse tra i giovani, ha aggiunto, spiccano le scommesse sportive: “Il gioco più fruito dai minori è sicuramente quello legato al calcio, lo sport più seguito”.
Sul piano delle politiche di contrasto, il direttore ADM ha indicato la formazione come asse centrale di intervento: “Non credo si possa fare formazione solo a livello familiare, ma è fondamentale intervenire soprattutto nelle scuole e prevedere campagne di sensibilizzazione”. Un ruolo chiave, ha aggiunto, spetta anche agli operatori del settore: “Serve formazione a tutti i livelli, non solo per i titolari dei punti vendita ma per tutto il personale, perché devono essere consapevoli dei livelli di rischio, soprattutto quando è coinvolto un minore”.
Accanto alla prevenzione, Lollobrigida ha richiamato anche l’attività di controllo sul territorio: “Come Agenzia svolgiamo controlli continui: lo scorso anno abbiamo effettuato oltre 30mila verifiche sui punti vendita. Il controllo repressivo è importante perché garantisce il rispetto delle regole da parte degli operatori”.
Un capitolo a parte riguarda il gioco online illegale, che secondo ADM rappresenta una delle sfide più complesse: “È difficile da contrastare non solo in Italia ma a livello globale, vista la volatilità del mezzo. Si fatica a fare passi avanti significativi”.
In conclusione, Lollobrigida ha ribadito la centralità della prevenzione: “La cosa più importante, secondo me e secondo l’Agenzia, è la formazione: degli operatori e della scuola. Siamo tutti sullo stesso fronte e pronti a lavorare su attività formative che aiutino a far conoscere i rischi, soprattutto ai minori”.
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