10 Luglio 2026 - 19:52

Gioco legale, D’Angeli: “Serve una narrazione più chiara delle tutele introdotte a protezione dei giocatori”

Nel corso del convegno “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”, la dr.ssa Laura D’Angeli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una corretta lettura dei dati relativi al gioco e,

10 Giugno 2026

Nel corso del convegno “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”, la dr.ssa Laura D’Angeli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una corretta lettura dei dati relativi al gioco e, soprattutto, sulla scarsa conoscenza delle misure di tutela introdotte negli ultimi anni dal legislatore. Secondo D’Angeli, il dibattito pubblico tende a concentrarsi quasi esclusivamente sui rischi connessi al gioco, trascurando il percorso normativo che ha progressivamente rafforzato gli strumenti di protezione dei consumatori, dando vita a quello che ha definito un vero e proprio “sistema di tutele crescenti”.

“Quando si affronta il tema del gioco è importante partire dai dati e utilizzare una terminologia corretta. I numeri – ha detto D’Angeli – ci aiutano a comprendere la dimensione reale del fenomeno e a evitare letture superficiali. Gli studi disponibili mostrano che il gioco rappresenta un fenomeno di massa nel nostro Paese. Secondo le rilevazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, circa 20 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Se allarghiamo l’analisi al mondo dei videogiochi e degli eSport, emerge in maniera evidente come il gioco, nelle sue diverse forme, sia una componente rilevante delle abitudini e della cultura del nostro Paese.

Questo non significa ignorare i rischi. Al contrario, significa comprenderli e affrontarli sulla base di dati oggettivi. Gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità e del CNR mostrano infatti che la grande maggioranza dei giocatori rientra nelle categorie dei giocatori sociali o abituali, mentre una quota più limitata presenta livelli di rischio o problematicità che richiedono attenzione e interventi mirati.

È importante ricordare che la prevenzione non si concentra sul giocatore che ha già sviluppato una patologia, ma su quei soggetti che iniziano a manifestare indicatori di vulnerabilità. L’obiettivo è impedire che un giocatore a basso rischio possa evolvere verso comportamenti problematici. Proprio per questo motivo ritengo che negli ultimi anni si sia sviluppato in Italia un vero e proprio sistema di tutele crescenti. Ed è una storia che, a mio avviso, viene raccontata troppo poco.

Dal 2012 in poi il legislatore ha progressivamente introdotto misure sempre più incisive per la protezione del giocatore. Si è partiti con le prime disposizioni in materia di gioco responsabile e tutela della salute, per poi arrivare a una regolamentazione sempre più articolata della comunicazione commerciale, della pubblicità e degli strumenti di prevenzione.

Un passaggio fondamentale è stato rappresentato dalle limitazioni introdotte alla pubblicità e successivamente dal Decreto Dignità del 2018, che ha vietato ogni forma di pubblicità e comunicazione commerciale diretta e indiretta relativa al gioco con vincita in denaro. Si è trattato di una svolta molto significativa nel panorama europeo.

A questo si sono aggiunti ulteriori strumenti di controllo e tutela, come l’introduzione della tessera sanitaria per l’accesso agli apparecchi da gioco e il progressivo rafforzamento dei meccanismi di verifica dell’identità e di protezione dei minori.

Con il decreto di riordino del gioco online del 2024 questo percorso è stato ulteriormente rafforzato. Sono state introdotte nuove misure che consentono al giocatore di impostare limiti di spesa, di tempo, di perdita e di ricarica, oltre a strumenti di autoesclusione e di controllo trasversale che operano sull’intero sistema.

Il vero tema oggi è che queste misure sono poco conosciute. Se ne parla molto raramente e spesso non vengono raccontate né spiegate adeguatamente. Eppure rappresentano uno degli elementi più importanti della regolamentazione italiana.

Quando si discute di gioco, infatti, si tende a concentrarsi quasi esclusivamente sugli aspetti problematici e sui rischi, che certamente esistono e non devono essere sottovalutati. Manca però una narrazione equilibrata che evidenzi anche il percorso normativo costruito negli anni per tutelare il consumatore. Credo che sia importante raccontare meglio questo sistema di protezione, perché solo conoscendo gli strumenti disponibili il giocatore può utilizzarli in modo consapevole e le istituzioni possono valutarne l’efficacia. La storia della regolamentazione italiana è, in larga parte, la storia di un progressivo rafforzamento delle tutele. Ed è una storia che merita di essere conosciuta e raccontata con maggiore attenzione.”

PressGiochi

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