25 Settembre 2020 - 06:11

Gioco d’azzardo e usura. In Lazio e Campania il 10% dei soggetti a rischio Gap finisce nella rete dell’usura

“Anche la ludopatia tra le cause della crisi imprenditoriale: le nuove frontiere dell’usura”. E’ il titolo della tavola rotonda che si è svolta il 26 luglio presso l’Auditorium della Giunta

29 Luglio 2016

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“Anche la ludopatia tra le cause della crisi imprenditoriale: le nuove frontiere dell’usura”. E’ il titolo della tavola rotonda che si è svolta il 26 luglio presso l’Auditorium della Giunta Regionale della Campania a Napoli. I lavori, dopo i saluti del prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, sono stati introdotti dal commissario antiracket ed antiusura Santi Giuffrè.

Il gioco d’azzardo patologico è causa di notevole disagio sociale e di interferenza della criminalità organizzata, anche nella fase di gestione dell’accesso all’usura. Nel corso dell’incontro è stata presentato uno studio conoscitivo sui danni sociali provocati dai fenomeni dell’estorsione e dell’usura e sulla gravità dei loro riflessi. L’attività di analisi è stata focalizzata sulla verifica dell’incidenza del fenomeno con particolare riferimento alle popolazioni di Lazio e Campania.

Ai lavori sono intervenuti anche il commissario di Governo al settore sanitario della regione Campania Polimeni, il procuratore aggiunto presso il tribunale di Napoli Luigi Frunzio, il procuratore presso il tribunale di Benevento Giovanni Conzo ed esperti della materia e del settore sanitario.

 

LO STUDIO – Lo studio volto ad indagare la relazione tra Gioco d’Azzardo Patologico ed Usura, in due regioni del centro Italia, Lazio e Campania.

Dalla somministrazione del questionario è emerso come, potendo fornire risposte multiple, e quindi con una percentuale complessiva superiore al 100%, su un dato assoluto riferito a 941 soggetti trattati in diagnosi GAP nelle regioni Lazio e Campania dal 2014 al maggio 2016, solamente il 3,36% afferma di non aver mai avuto problemi finanziari conseguenti al gioco d’azzardo.

Il 43,60% del campione riferisce omessi e ritardati pagamenti, il 40,53% ha fatto ricorso a prestiti in famiglia mentre il 34,29% ha fatto ricorso a prestiti legali. Il dato relativo ai piccoli furti è pari al 9,84% e quello riferito al ricorso al prestito illegale costituisce l’9,10% del campione. Un momento successivo della ricerca ha spostato il fulcro d’interesse sulla correlazione tra soggetti considerati a rischio usura, tra quelli in trattamento GAP nella regione Lazio e nella regione Campania la cui percentuale complessiva del 21,57% (per un numero di 203) è di poco superiore al 20,93% pari al numero di soggetti dediti a piccoli furti (93) e che fanno ricorso a prestiti illegali (86), e quelli che si sono dichiarati effettivamente vittime di usura, pari a 18, ovvero l’1,91%.

In sintesi il 10% per cento dei soggetti a rischio finisce poi per essere vittima dell’usura, percentuale che, dalle risultanze della statistica, parrebbe avvicinarsi al segmento inferiore della forbice media nazionale, dove il dato oscilla dall’ 1,57% fino al 3,9%.

Di particolare importanza per la ricerca è il dato relativo alle professioni dei soggetti usurati, laddove il 17,64% è riconducibile ad imprenditori e commercianti ed altri, a fronte del 41,18% di dipendenti, al 23,53% di disoccupati e al 17,65% di liberi professionisti. Da ultimo, a conclusione dell’analisi, il dato del 3,40% sul complessivo di 941 soggetti GAP, che ha confessato la partecipazione ad attività criminali per risolvere problemi relativi al gioco, quasi il doppio dei soggetti che si sono dichiarati vittime di usura.

 

Regione Campania – Relativamente ai problemi economici rappresentati per la Regione Campania, la percentuale maggiore, pari al 46,77% è rappresentata dai prestiti in famiglia (dato assoluto=319 pazienti), mentre il 39,88% è costituito da omessi o ritardati pagamenti (272 pazienti).

20 pazienti GAP, pari all’1,71%, hanno dichiarato di non aver avuto alcun problema economico . Il 26,69% (182 pazienti) ha dichiarato di essere stato costretto a vendere beni familiari, mentre il 32,55% (222 pazienti) ha dichiarato di aver di aver fatto ricorso a prestiti legali e l’1,03% (7 pazienti) ha venduto propri beni immobili.

La percentuale complessiva (22,14%) degli 82 pazienti che hanno commesso piccoli furti e dei 69 che hanno fatto ricorso a prestiti illegali, supera sensibilmente il 18,94% riferito al dato aggregato tra la regione Lazio e la regione Campania. I pazienti a rischio usura in Campania sono 133, pari al 19,50% del totale (a fronte del 21,57% del dato combinato tra la regione Lazio e la regione Campania) con 12 pazienti che si dichiarano vittime di usura (1,75% a fronte dell’1,91% del dato aggregato).

Anche nella sola regione Campania, quindi, il 10% circa del complesso dei pazienti a rischio diviene vittima di usura. L’ultimo dato, relativo alla partecipazione ad attività criminali, vede 11 pazienti coinvolti, pari all’1,61% del campione, a fronte del 3,40% del dato nazionale (anche se nella regione Campania il dato appare speculare a quelli dei soggetti a rischio usura, con una stima del 91,67% di potenziali usurati che diventano vittime, ovvero 11 su 12).

 

Imprenditori, ludopatia ed usura – Il dato assoluto di imprenditori (facendo rientrare in tale definizione anche i commercianti e i liberi professionisti) vittime di usura, sul dato statistico nazionale dei giocatori d’azzardo è del 0,25% su 2.000.000 di giocatori potenzialmente a rischio, pari a 5.000 commercianti a rischio in Italia.

Dai risultati della ricerca in Lazio e Campania il numero dei commercianti a rischio sulla popolazione GAP è di 22 soggetti a fronte di 465 da attenzionarsi sull’intero numero dei giocatori “potenzialmente problematici”.

Appare evidente, anche con espresso riferimento alle argomentazioni rese nel primo capitolo della presente relazione, che il dato relativo a queste categorie induce a riflettere in considerazione del fatto che, sulla base dell’incidenza causa effetto, non è possibile escludere che commercianti ed imprenditori, per poter continuare a far fronte alle spese connesse con l’imprenditoria, una volta esperito ogni tentativo utile nel circuito finanziario locale, ricorrono alla “scorciatoia del gioco” che, in un rateo percentuale statisticamente sensibile finisce con il renderli soggetti a rischio usura se non addirittura usurati.

PressGiochi