È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 marzo 2026, n. 90, che disciplina organizzazione, funzionamento e composizione della nuova Consulta permanente
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 marzo 2026, n. 90, che disciplina organizzazione, funzionamento e composizione della nuova Consulta permanente dei giochi pubblici ammessi in Italia. Il provvedimento, pubblicato sulla G.U. n. 117 del 22 maggio 2026, entrerà in vigore il prossimo 6 giugno.
La Consulta, prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo n. 41/2024 sul riordino del settore dei giochi, sarà istituita presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli con l’obiettivo di monitorare l’andamento delle attività di gioco pubblico e favorire il confronto tra istituzioni, territori, operatori e rappresentanti dei consumatori.
Secondo quanto stabilito dal regolamento, la Consulta sarà presieduta da un dirigente di prima fascia del Ministero dell’Economia e delle Finanze e composta da altri 14 membri designati da ministeri, enti pubblici, regioni, comuni, associazioni dei concessionari e associazioni di categoria.
Nel dettaglio, faranno parte dell’organismo rappresentanti del Ministero della Salute, dell’ADM, della Guardia di Finanza, delle politiche giovanili, della Conferenza delle Regioni, dell’ANCI, del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, oltre a esponenti delle associazioni dei concessionari del gioco pubblico e degli esercenti.
I componenti saranno nominati con decreto del MEF e resteranno in carica per tre anni. La Consulta potrà inoltre invitare alle proprie sedute enti di ricerca, università, fondazioni, società specializzate e associazioni rappresentative di interessi diffusi, nonché istituire gruppi di lavoro e commissioni tematiche.
Il regolamento disciplina anche il funzionamento operativo dell’organismo: le riunioni potranno svolgersi anche in videoconferenza, sarà necessario il quorum del 50% più uno dei componenti per la validità delle sedute e le deliberazioni saranno approvate a maggioranza semplice.
Prevista inoltre una relazione annuale sulle attività svolte da trasmettere al Ministro dell’Economia e delle Finanze, insieme a una relazione conclusiva tre mesi prima della scadenza del mandato.
Il decreto specifica infine che ai componenti della Consulta non spetteranno compensi, gettoni di presenza o rimborsi spese e che tutte le attività saranno svolte senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
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