I deputati Bonelli, Zanella, Borrelli, Dori, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti e Zaratti ai Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato alla Camera la mozione n. 1-00581 con la quale chiedono
I deputati Bonelli, Zanella, Borrelli, Dori, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti e Zaratti ai Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato alla Camera la mozione n. 1-00581 con la quale chiedono al Governo di intervenire sul fenomeno del gioco d’azzardo attraverso una serie di misure volte a rafforzare la prevenzione della ludopatia, aumentare la trasparenza del settore, tutelare la salute pubblica e rivedere l’attuale assetto normativo e fiscale del comparto.
Nella premessa della mozione, i firmatari evidenziano come il mercato del gioco d’azzardo in Italia continui a espandersi a ritmi sostenuti, fino a rappresentare circa il 7,3% del prodotto interno lordo. Vengono richiamati i dati contenuti nella quarta edizione del “Libro nero sull’azzardo”, secondo cui nel 2025 la raccolta complessiva del settore ha raggiunto il record di 165,34 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.
La mozione sottolinea inoltre che, a fronte di tali volumi, le perdite nette dei giocatori sono state stimate in 21,88 miliardi di euro, una somma pari al 2% del reddito complessivo degli italiani e che sale al 4% per le fasce economicamente più deboli. Secondo i dati citati, ogni cittadino maggiorenne avrebbe speso mediamente 3.284 euro in attività di gioco nel corso del 2025.
Particolare attenzione viene dedicata all’espansione del gioco online, che nel 2025 ha superato per la prima volta i 100,88 miliardi di euro di raccolta, con un incremento del 9,5% rispetto al 2024 e del 221% rispetto al 2018. I giocatori attivi sul canale digitale sarebbero circa 4,8 milioni, mentre i conti gioco attivi avrebbero raggiunto quota 15 milioni.
Nella premessa si richiamano inoltre le criticità derivanti dalla frammentazione normativa che caratterizza il settore, la mancata attuazione di una disciplina uniforme sul territorio nazionale in materia di distanze dai luoghi sensibili e orari di esercizio, il mancato completamento della riforma prevista dalla delega fiscale e le preoccupazioni legate all’impatto sanitario e sociale del gioco patologico, nonché ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel comparto.
Secondo i dati riportati nel testo, tra il 2010 e il 2024 sarebbero stati censiti 147 clan operanti o interessati al settore del gioco in 16 regioni italiane, mentre numerosi studi citati dai proponenti evidenzierebbero la correlazione tra la crescita dell’offerta di gioco, in particolare online, e l’aumento dei fenomeni di dipendenza, con conseguenze sul reddito delle famiglie, sulla salute pubblica e sui costi sostenuti dal sistema sanitario e sociale.
Alla luce di queste considerazioni, la mozione impegna il Governo:
1) ad assumere iniziative volte a definire un quadro normativo omogeneo a livello nazionale salvaguardando, al contempo, la possibilità per regioni ed enti locali di intervenire con normative e regolamenti sull’offerta del gioco nel proprio territorio;
2) ad adottare iniziative normative per ripristinare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo senza deroghe, al fine di evitare che l’offerta e gli operatori del gioco d’azzardo siano presenti, in qualsiasi forma, sui media, anche mettendo fine all’uso di testimonial e alla pubblicità pervasiva durante gli eventi sportivi;
3) ad adottare iniziative normative per introdurre una tassazione sugli extraprofitti delle aziende del settore (cosiddetta Windfall Tax) e destinare il relativo gettito al Fondo nazionale per le dipendenze patologiche, alla sanità pubblica e a tutte le istituzioni preposte e/o coinvolte nelle attività di contrasto alla ludopatia;
4) a respingere qualsiasi richiesta da parte degli enti territoriali di compartecipazione al gettito delle Slot e delle Vlt, che avrebbe il solo effetto di pregiudicare l’indipendenza delle istituzioni regionali e locali rispetto al dilagante fenomeno e di creare un conflitto tra l’esigenza di tutelare il diritto alla salute dei cittadini e il bisogno di aumentare le entrate, tanto più laddove la situazione economico finanziaria delle istituzioni è più grave;
5) a garantire il diritto all’accesso ai dati sulla diffusione del gioco d’azzardo nel nostro Paese e a conferire maggiore trasparenza alla diffusione dei dati disaggregati a livello comunale, al fine di conoscere l’evoluzione del settore, intervenire in maniera più puntuale sull’offerta sul territorio e valutare l’efficacia dei provvedimenti promossi dagli enti locali;
6) ad adottare iniziative per ricostituire presso il Ministero della salute l’Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo al fine di scongiurare l’istituzione, al suo posto, di una Consulta permanente dei giochi pubblici presso il Ministero dell’economia, con la presenza dei rappresentanti della filiera dell’azzardo, che rappresenterebbe un deciso passo indietro rispetto a una conquista che sembrava acquisita;
7) ad assumere iniziative normative volte a prevedere la redazione annuale di un bilancio sociale dell’azzardo, da sottoporre al Parlamento, che misuri i costi reali a carico dello Stato, con particolare riferimento a quelli sanitari, sociali, giudiziari e di contrasto all’illegalità.
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