Il contrasto al gioco illegale e alle infiltrazioni della criminalità organizzata richiede strumenti normativi efficaci, cooperazione internazionale e una forte azione sul piano patrimoniale. Lo ha dichiarato il Sostituto procuratore
Il contrasto al gioco illegale e alle infiltrazioni della criminalità organizzata richiede strumenti normativi efficaci, cooperazione internazionale e una forte azione sul piano patrimoniale. Lo ha dichiarato il Sostituto procuratore Santina Lionetti intervenendo agli Stati Generali ADM dedicati al settore giochi.
“Attualmente lavoro presso il Ministero della Giustizia occupandomi di cooperazione giudiziaria internazionale, un ambito che è strettamente connesso al contrasto del gioco illegale. Oggi il dato tecnologico corre molto velocemente e spesso il diritto fatica a stare al passo, ma voglio essere positiva: gli strumenti ci sono e abbiamo anche forze altamente specializzate in campo”, ha affermato Lionetti, citando il lavoro svolto da ADM, Guardia di Finanza e magistratura. Secondo il magistrato, il contrasto ai fenomeni criminali legati al gioco non può essere affrontato solo a livello nazionale: “È indispensabile rafforzare la cooperazione sovranazionale, sia sul piano normativo sia attraverso strumenti operativi condivisi. Non possiamo più ragionare entro confini esclusivamente nazionali”.
Lionetti ha poi evidenziato il forte interesse della criminalità organizzata verso il comparto del gioco e delle scommesse. “Parlare oggi di gioco illegale significa, in molti casi, parlare di criminalità organizzata, che ha trovato in questo settore una fonte di guadagno enorme. In particolare, il comparto è spesso utilizzato per attività di riciclaggio e questo rende fondamentale l’azione repressiva e investigativa”.
Nel suo intervento ha inoltre sottolineato come la soluzione non possa essere il divieto generalizzato del gioco: “La risposta non è chiudere tutto o eliminare il gioco. La vera forma di contrasto è rappresentata dal gioco legale, regolato e sottoposto a controlli rigorosi”.
Il sostituto procuratore ha ricordato anche il ruolo della giurisprudenza nel contrasto alle attività illegali: “La Corte di Cassazione si è espressa più volte confermando la compatibilità tra il reato di esercizio abusivo delle attività di gioco e scommesse e l’associazione mafiosa. Gli strumenti repressivi esistono”.
Infine, Lionetti ha posto l’accento sull’importanza delle misure patrimoniali: “Se il gioco illegale produce enormi profitti economici, allora la risposta deve essere quella di colpire i patrimoni illeciti attraverso sequestri e confische. È su questo terreno che si gioca una parte decisiva della lotta alla criminalità, sia a livello nazionale sia internazionale”.






