La nostra analisi sui dati relativi al gioco pubblico italiano nel 2024 si conclude con il capitolo dedicato ai “Giochi di Abilità”, una sorta di calderone che contiene innumerevoli tipologie
La nostra analisi sui dati relativi al gioco pubblico italiano nel 2024 si conclude con il capitolo dedicato ai “Giochi di Abilità”, una sorta di calderone che contiene innumerevoli tipologie di giochi: dalle slot ai tipici casino games, dal poker a tutti gli altri giochi di carte, dai più vari skill games ai crash games.
In effetti, in uno scenario così eterogeneo, sarebbe quantomeno opportuno fare una distinzione per famiglie di prodotti – come del resto era stato fatto nel 2022, quando vennero scorporati almeno il poker cash e il poker a torneo – potendo costituire un utilissimo orientamento a livello commerciale per gli addetti ai lavori, così come per chi si occupa di gioco patologico per avere un profilo più dettagliato dei giocatori.
Comunque sia, ci troviamo di fronte alla categoria di giochi di gran lunga preferita degli utenti, grazie a un market share del 45,8%, con una raccolta totale di 72.143 milioni di euro; invece, rispetto al totale del canale online, vanta un 78,3%.
Payout elevati e forte competizione tra concessionari
La percentuale di restituzione, però, è altissima, avvicinandosi al 96%. Nove regioni sono sotto media, col punto di minima toccato dal Molise (95,26%) e le altre undici al di sopra, col picco massimo del 96,1% della Val d’Aosta.
Siamo dunque ben oltre i limiti minimi previsti da ADM, 80% per i giochi di abilità e giochi di carte organizzati in forma di torneo, 90% per tutti gli altri. E questo è, probabilmente, l’effetto della grande concorrenza che tutt’ora c’è sul mercato: a quanto pare, visti gli elevatissimi volumi di raccolta, i concessionari possono permettersi di arrivare a livelli così alti di payout (bonus compresi), pur subendo anche una tassazione del 22% sul GGR.

Rispetto al 2022, quando la sommatoria delle voci “Giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo e giochi di sorte a quota fissa”, “poker cash” e “poker a torneo” fu di 57.148,88 milioni di euro, la raccolta è aumentata praticamente di un quarto (+26,24%), mentre la percentuale media di vincita si è leggermente ridotta (dal 96,17% al 95,88%).
Giocato e spesa procapite: Sud oltre la media
Per quanto concerne il calcolo procapite (considerando la popolazione maggiorenne di ciascuna regione al 31/12/2024), Calabria, Sicilia, Campania e Puglia vanno ben oltre la media nazionale del giocato, pari a € 1.510,30, e della spesa effettiva, pari a € 62,30.
Ora, pur tenendo presente quanta differenza ci sia – in tutti i casi – fra il giocato e la spesa effettiva, non si può chiudere gli occhi di fronte al fatto che questa tipologia di giochi sia quella che induca maggiormente alla ripetitività dell’azione e, quindi, comporti un rischio molto più elevato rispetto ad altri giochi di caduta nel gioco patologico.

Dati in euro
PressGiochi
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