Perquisizioni e sequestri alla Giochi del Titano nell’ambito di un’indagine congiunta della Procura di Ravenna e del Tribunale di San Marino su un presunto sistema di riciclaggio di denaro per
Perquisizioni e sequestri alla Giochi del Titano nell’ambito di un’indagine congiunta della Procura di Ravenna e del Tribunale di San Marino su un presunto sistema di riciclaggio di denaro per un valore complessivo di circa 7,5 milioni di euro. Sette le persone indagate, un imprenditore siciliano con la compagna e cinque esponenti della società sammarinese. Tra questi figura il direttore generale Salvatore Caronia, per il quale sarebbe stata disposta la misura degli arresti domiciliari, e il suo vice Angelo Muraccini.
Secondo l’ipotesi accusatoria, tra il 2019 e il 2026 l’imprenditore siciliano avrebbe utilizzato la Giochi del Titano per dissimulare la provenienza di somme che, secondo gli investigatori, sarebbero riconducibili a reati quali appropriazione indebita, evasione fiscale e truffa.
Il meccanismo ricostruito dagli inquirenti sarebbe partito da bonifici effettuati a favore di società ritenute cartiere, a fronte di fatture che gli investigatori considerano false. Il denaro, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato successivamente recuperato in contanti a Ciserano, in provincia di Bergamo, attraverso un cittadino albanese, per poi essere trasferito a San Marino.
Qui le somme sarebbero state giocate alle slot machine della Giochi del Titano e successivamente trasformate in assegni emessi dalla società come vincite di gioco, con il conseguente deposito degli importi presso istituti bancari. L’ipotesi investigativa farebbe leva anche sulle caratteristiche matematiche delle macchine da gioco, che restituiscono statisticamente una quota compresa tra il 92 e il 95% delle somme giocate. Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe previsto anche la collaborazione di alcuni dipendenti della società sammarinese, che avrebbero impedito ad altri clienti di utilizzare le medesime slot impiegate dagli indagati, consentendo così ai due di continuare a giocare e riscuotere le vincite.
Un ulteriore elemento dell’inchiesta emergerebbe dalle intercettazioni, nelle quali sarebbero state registrate, secondo l’accusa, pressioni esercitate dagli esponenti del casinò su funzionari della Banca Agricola Commerciale affinché non richiedessero agli indagati la documentazione relativa ai redditi. Una richiesta che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe potuto evidenziare una situazione economica non compatibile con il volume di gioco registrato. I redditi ufficialmente dichiarati dall’imprenditore sarebbero infatti compresi tra circa 5mila e 38mila euro.
Nell’arco di sette anni, secondo quanto ricostruito nell’indagine, sarebbero state tracciate operazioni per 7.493.421,67 euro. Dalle intercettazioni emergerebbero inoltre riferimenti ad accordi preventivi sugli assegni e a una presunta richiesta di una commissione del 20% per i servizi prestati, circostanza sulla quale gli investigatori stanno svolgendo gli opportuni accertamenti.
I Commissari della Legge hanno disposto il sequestro dei dispositivi informatici degli indagati e di dieci slot machine. L’acquisizione delle macchine e dei relativi sistemi informatici dovrà consentire di verificare anche un altro aspetto dell’inchiesta: se agli altri giocatori fosse effettivamente impedito l’accesso alle macchine oggetti delle indagini. Particolare attenzione sarà riservata alle schede madri e ai server delle slot. Le analisi tecniche dovranno infatti stabilire se vi siano state alterazioni del software o altri interventi sui sistemi di gioco tali da determinare vincite anomale o comunque matematicamente improbabili.
Sul caso è intervenuto anche il Congresso di Stato di San Marino, che ha espresso “piena fiducia nell’operato della Magistratura e nelle Autorità preposte agli accertamenti”. Il Governo ha sottolineato che il Cda della Giochi del Titano ha adottato le misure necessarie per garantire la massima collaborazione con gli organi inquirenti e la continuità aziendale, dichiarandosi inoltre disponibile ad assumere gli eventuali provvedimenti formali necessari a garantire l’operatività della struttura.
Nel pomeriggio è inoltre prevista una riunione del Consiglio direttivo dell’Ente di Stato dei Giochi, nel cui ordine del giorno il caso della Giochi del Titano potrebbe assumere un rilievo centrale.
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