22 Settembre 2020 - 14:04

Giochi d’azzardo e finanza. Lord Hill (Ue): “I prodotti finanziari non rientranti nella MiFID possono essere discliplinati dalle leggi sul gambling a discrezione degli Stati membri”

Il Commissario Jonathan Hopkin Hill respponsabile della Stabilità finanziaria, Servizi finanziari e Mercato dei capitali europeo ha risposto oggi all’interrogazione presentata dal polacco Janusz Korwin-Mikke (NI) in merito alla classificazione

19 Luglio 2016

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Il Commissario Jonathan Hopkin Hill respponsabile della Stabilità finanziaria, Servizi finanziari e Mercato dei capitali europeo ha risposto oggi all’interrogazione presentata dal polacco Janusz Korwin-Mikke (NI) in merito alla classificazione degli strumenti finanziari.

Sull’esempio della Polonia, l’europarlamentare NI aveva denunciato che in alcuni Stati Membri, gli strumenti finanziari non sono coperti dalle leggi che regolano l’organizzazione e la partecipazione alle attività di gioco d’azzardo, nonostante il fatto che il denaro pagato (ritorno) sugli investimenti a breve o a lungo termine non può essere previsto quando avviene la transazione iniziale. “Tale elemento di imprevedibilità – secondo il proponente – potrebbe indurre i regolatori nazionali del mercato del gioco d’azzardo a considerare tali attività come il gioco d’azzardo”.

 

Come ha spiegato Lord Hill rispondendo all’interrogazione: “I contratti a termine sono considerati come strumenti finanziari, se sono coperti dalla Direttiva MiFID che regola la fornitura di servizi di investimento per determinati strumenti finanziari. Gli Stati membri sono tenuti a recepire la Direttiva MiFID nel diritto nazionale. La fornitura di servizi di investimento in contratti a termine che rientrano nel campo di applicazione della direttiva MiFID deve, quindi, essere disciplinata dal diritto nazionale di recepimento. La legge nazionale che recepisce non può limitare la portata della direttiva MiFID, introducendo esenzioni dal campo di applicazione al di là di quelle previste dalla direttiva stessa.

Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti finanziari che non sono soggetti a specifica regolamentazione comunitaria, gli Stati membri possono regolarli attraverso le leggi sul gioco, se considerano tali attività come rientranti tra i giochi d’azzardo;

ma non sono obbligati a farlo dalla normativa UE.

La Direttiva MiFID si applica a tutte le imprese di investimento comunitarie.

La fornitura di servizi di investimento da parte di imprese di paesi terzi non è armonizzata a livello europeo ed è soggetta alla legislazione nazionale. Le imprese di investimento di Paesi terzi autorizzati a fornire servizi di investimento in uno Stato membro non beneficiano della libera prestazione dei servizi di investimento in tutta l’UE.
Secondo la direttiva  MiFID, le imprese di investimento che forniscono servizi di investimento in strumenti finanziari sono tenuti ad agire nel migliore interesse del cliente e a fornire ai clienti informazioni appropriate su strumenti finanziari, compresi avvertendoli di eventuali rischi connessi con gli strumenti. Gli Stati membri sono liberi di fare qualsiasi attività di gioco d’azzardo all’interno del loro territorio soggetti a requisiti nazionali, in conformità con i principi generali che regolano la libera circolazione nel mercato interno. Essi possono anche applicare sanzioni se i requisiti nazionali non vengono soddisfatti.

 

PressGiochi