24 Settembre 2020 - 03:10

Giochi. Binetti (Ap): “Riordino comparto giochi obiettivo fallito”

“Per quanto possa apparire poco serio in un momento così delicato, c’è qualcuno che sta scommettendo sul futuro del Paese giocandosi la data delle elezioni, il tipo di legge con

06 Dicembre 2016

Print Friendly, PDF & Email

“Per quanto possa apparire poco serio in un momento così delicato, c’è qualcuno che sta scommettendo sul futuro del Paese giocandosi la data delle elezioni, il tipo di legge con cui si andrà a votare, la potenziale forma di governo: un monocolore Cinquestelle o una grande coalizione, i ritorni di fiamma tra amici-nemici, insomma tutto sta passando dal clima severo dei Palazzi, all’aggressione mediatica della stampa, per approdare poi nelle sale scommesse. Lì non conto chi vincerà le elezioni, ma quanto ho scommesso e che possibilità ho di vincere. Perché ormai oltre al GrattaeVinci e alla macchinette di nuovo e vecchio tipo, l’attenzione dei giocatori è concentrata sul capitolo scommesse. E non stupisce che emergano le proposte più peregrine accanto ad una valutazione più ponderata delle soluzioni possibili. Ma come ha detto qualcuno più è prevedibile il risultato e minori sono le possibilità di vincere qualcosa di significativo.  Si vince tanto solo se si crea un effetto sorpresa, qualcosa di inedito a cui gli altri non hanno pensato”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “Uno degli obiettivi incompiuti di questa legislatura resterà comunque il famoso riordino del comparto del gioco. Il governo ha rimandato questa partita di giorno in giorno, non ha voluto accogliere le proposte venute dal Parlamento sotto forma di ddl e si è trastullato di volta in volta con opzioni che lui stesso ha regolarmente bocciato davanti al sollevamento di scudi dei signori dell’azzardo. E ora corre il rischio di essere fuori tempo massimo senza aver preso nessuna decisione per tutelare i giocatori a rischio. Il rischio di non decidere mieterà molte altre vittime, che non potranno rifarsi su di un governo dimissionario, Ma se ne possono ricordare al momento di accordare o meno la fiducia a chi questa fiducia, almeno in questo campo, non ha saputo meritarla. Peccato! Perché avrebbe potuto essere un bell’obiettivo di cui andare fieri, invece resterà uno dei tanti luoghi comuni di cui si parla, si parla, ma si ha ben chiaro di non volersi mettere contro una delle più potente lobby italiane. E ora la Lobby scommette sulla fine del governo, sulla rottamazione di questo o quel protagonista di questa stagione politica. Insomma il governo in fatto di giochi si è limitato a produrre un bel buco nell’acqua. Ci risparmi allora il rischio proliferazione delle nuove macchinette in attesa di essere collocate. Non le vogliamo e ce ne ricorderemo”.

PressGiochi