Nel corso del convegno “Giocare da grandi”, organizzato nell’ambito dell’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG, è intervenuta anche Laura D’Angeli, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra rischio, generazioni
Nel corso del convegno “Giocare da grandi”, organizzato nell’ambito dell’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG, è intervenuta anche Laura D’Angeli, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra rischio, generazioni e trasformazione digitale. Il suo contributo ha ampliato l’analisi emersa dalla ricerca, soffermandosi in particolare sulla scarsa propensione al rischio non solo degli italiani, ma più in generale degli europei, soprattutto se confrontati con il modello statunitense.
“Gli italiani, così come molti europei, mostrano una limitata propensione al rischio, soprattutto se paragonati agli statunitensi”, ha osservato D’Angeli, sottolineando come questa tendenza si inserisca in un contesto culturale più ampio.
L’attenzione si è poi spostata sulla trasformazione dell’intrattenimento e del gaming: “Anche nel settore dei giochi abbiamo ormai superato la distinzione tra mondo fisico e digitale. L’intrattenimento è sempre più ibrido e questo riguarda anche il gaming. I giovani sono immersi in una realtà completamente diversa e non si pongono nemmeno il problema se stiano partecipando a un evento digitale o reale. E se non si è consapevoli dell’evento che si sta vivendo, non si è neppure in grado di valutare i rischi che si possono correre”.
D’Angeli ha quindi richiamato l’attenzione sul tema della consapevolezza nelle attività online: “Quando si svolge un’attività come l’e-commerce basta un clic per acquistare o effettuare un’operazione. La consapevolezza arriva dopo, magari quando si riceve l’estratto conto. Questo sfalsamento temporale rappresenta un problema, perché comporta una perdita di percezione immediata del rischio”.
Un intervento che ha messo in luce come la dimensione generazionale e l’evoluzione tecnologica incidano non solo sui comportamenti di consumo, ma anche sulla capacità di riconoscere e gestire il rischio in un contesto sempre più fluido tra reale e digitale.
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