11 Marzo 2026 - 11:50

Gatti (Sapar): “Preoccupazione per il decreto di riordino del gioco fisico, manca dialogo con l’Amministrazione”

Nel corso dell’evento ospitato nella Sala della Lupa alla Camera dei Deputati, dal titolo “Le nuove regole del gioco. Tra riordino e nuovi bandi”, promosso dal gruppo parlamentare LCD, Francesco

24 Febbraio 2026

Nel corso dell’evento ospitato nella Sala della Lupa alla Camera dei Deputati, dal titolo “Le nuove regole del gioco. Tra riordino e nuovi bandi”, promosso dal gruppo parlamentare LCD, Francesco Gatti, componente del tavolo tecnico Sapar, ha acceso i riflettori sulla trasformazione strutturale del comparto e sulle preoccupazioni legate al riordino del gioco fisico. Un intervento che ha messo al centro il tema dell’equilibrio competitivo, della tutela delle piccole e medie imprese e della necessità di un confronto reale con le istituzioni.

“Oggi è stato ricordato un dato molto significativo: circa il 70% della raccolta non proviene più dalle cosiddette macchine da gioco di tipo B, ma da altri prodotti, come le scommesse – anche istantanee – il gioco online e, più in generale, l’offerta digitale. Questo è un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione del settore.

Il panorama che abbiamo davanti è profondamente cambiato. L’assetto del comparto, l’organizzazione delle imprese e l’impatto sui territori e sui lavoratori sono mutati radicalmente. Oggi il gioco fisico non rappresenta più il centro del sistema come in passato, anche perché una parte consistente dell’offerta è ormai accessibile attraverso canali diversi dalle sale tradizionali.

Il nostro obiettivo, come imprese del settore, è continuare a lavorare con serietà e impegno, nonostante le difficoltà. Tuttavia, il confronto con la politica, che sarebbe fondamentale in questa fase, purtroppo è mancato.

Le nostre preoccupazioni non nascono oggi, ma si sono acuite nel tempo. Da un lato assistiamo a un progressivo ridimensionamento del comparto fisico, con tagli e interventi restrittivi che hanno inciso in modo significativo sui diritti legati alle macchine da gioco. Dall’altro lato, alcune grandi società internazionali hanno scelto di concentrare altrove i propri investimenti, creando ulteriori squilibri nel mercato.

Noi operatori, molti dei quali sono imprenditori italiani, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro. Siamo abituati a operare nel rispetto delle regole, come gestori e concessionari, ma abbiamo bisogno di certezze normative e di condizioni che consentano di investire.

Le indiscrezioni sul riordino del gioco fisico ci preoccupano: se l’accesso ai bandi dovesse favorire società in grado di ricorrere a grandi fondi di investimento, il rischio è che le regole vengano di fatto calibrate sulle grandi imprese. Noi siamo piccole e medie imprese, ma rappresentiamo una parte numericamente rilevante del settore e abbiamo il diritto di continuare a svolgere questa attività.

Chiediamo quindi alla politica se vi sia un’attenzione concreta verso le PMI italiane. Siamo aziende italiane e chiediamo di essere ascoltate. Non è possibile pensare a un riordino di un settore così importante senza il coinvolgimento delle parti sociali.

È prassi che le norme non si scrivano soltanto in Parlamento, ma anche negli uffici amministrativi. Tuttavia, fino ad oggi non siamo riusciti ad avere un dialogo costruttivo con l’amministrazione competente. Le scelte relative al riordino di un comparto tanto rilevante ricadono direttamente sulle imprese e sulla vita delle persone che vi lavorano.

Ci auguriamo che la riforma possa essere migliorata attraverso un confronto vero, perché solo il dialogo può garantire equilibrio, tutela dei lavoratori e sostenibilità per le imprese.”

 

PressGiochi