15 ottobre 2019
ore 16:17
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Gambling & Enti locali: si rafforza la richiesta di una regolamentazione nazionale sul gioco pubblico

“L’incontro e il confronto sono sempre importanti e per gli operatori è indispensabile contare sulla possibilità di rivolgersi alle istituzioni in caso di necessità. Spesso le istituzioni emettono norme senza ascoltare l’industria spesso anche sbagliando, a volte basterebbe poco per trovare un punto di incontro e una soluzione ai problemi. Credo nella la comunicazione e sono convinto di aver apportato punti positivi a favore del settore”. Lo ha dichiarato Domenico Distante, presidente Sapar aprendo il convegno che si è tenuto oggi ad Enada Roma su Gambling & Enti locali, le buone pratiche del gioco responsabile, organizzato da PressGiochi e moderato da Marco Cerigioni. “Noi – ha proseguito Distante - non siamo le lobby, dobbiamo sempre più spesso dare
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Gambling & Enti locali: si rafforza la richiesta di una regolamentazione nazionale sul gioco pubblico

“L’incontro e il confronto sono sempre importanti e per gli operatori è indispensabile contare sulla possibilità di rivolgersi alle istituzioni in caso di necessità. Spesso le istituzioni emettono norme senza ascoltare l’industria anche sbagliando, a volte basterebbe poco per trovare un punto di incontro e una soluzione ai problemi. Credo  nella comunicazione e sono convinto di aver apportato punti positivi a favore del settore”.

Lo ha dichiarato Domenico Distante, presidente Sapar aprendo il convegno che si è tenuto oggi ad Enada Roma su Gambling & Enti locali, le buone pratiche del gioco responsabile, organizzato da PressGiochi e moderato da Marco Cerigioni.

“Noi – ha prodeguito Distante – non siamo le lobby, dobbiamo sempre più spesso dare informazioni basilari al mondo della politica. Il preu lo pagano i gestori che stanno sul territorio. I miei dipendenti non sono dipendenti di serie B, ma di serie A, svolgiamo un compito a favore dello Stato. Dobbiamo avere un ruolo riconosciuto e preciso”.

Presente all’evento la sindaca di Piergine Laterina Valdarno e rappresentante Anci Toscana, Simona Neri, che ha dichiarato: “Non è la prima volta che mi incontro con gli operatori del gioco. Tutte le iniziative che abbiamo realizzato in Toscana sono state discusse e approfondite in Regione presso la commissione sanità. Mi sono approcciata a questo problema perché dal punto di vista sociale questo è un problema serio.

Spesso i comuni non hanno le armi per affrontare temi complessi come il gioco. Da questa necessità è nata la voglia di creare una rete che permettesse di affrontare la questione. Abbiamo lavorato per formare il personale della pubblica amministrazione come Suap e polizia locale. Quello che noi non riusciamo a gestire è la oggettiva frammentazione della normativa. Ogni regione è organizzata diversamente e non c’è alcun riferimento certo. Non ci sono riferimenti sulle fasce orarie di apertura e chiusura del gioco e in Toscana stiamo cercando di regolare questo aspetto”.

 

“E’ evidente- ha affermato Domenico Faggiani (Coordinamento Anci gap) – che ci sia la necessità di un riordino di tutto il settore, con riqualificazione di tutta l’offerta di gioco e la necesità di affrontare in maniera adeguata il disturbo da gioco d’azzardo. Nel DEF il Governo ha previsto un collegato alla legge di riordino. Non è una novità, da tanto si prevede questo riordino. Sembra che tutti concordiamo sulla necessità di riordino. E’ il caso che si faccia veramente.

Ma non dobbiamo partire da zero, basta ripartire dal 7 settembre 2017 con l’intesa conclusa in conferenza unificata. Fissata una cornice nazionale che valga per tutti serve dare anche agli enti locali quegli strumenti per intervenire con una programmazione all’interno del proprio territorio. Molte questioni non possono trovare soluzione a livello locale come nel caso degli orari. Parlare di premialità per chi toglie le slot è un errore. Limitiamo tutta l’offerta. Dobbiamo partire dal ragionamento di rivedere tutta l’offerta e non solo di un tipo di gioco.

Non ritengo che il distanziometro risolve il problema. Anche sull’individuazione dei luoghi sensibili avrei qualche obiezione. Dobbiamo puntare sul contingentamento dell’offerta evitando il sovraffollamento di alcune zone ma facendo in modo che tutte le zone del territorio siano servite dal gioco”.

 

PressGiochi

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