10 Luglio 2026 - 17:07

Gallino (Agcom): “L’85% dei prediction markets riguarda lo sport: il confine con le scommesse è sempre più sottile”

Nel corso del convegno “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”, Davide Gallino, dirigente dell’Ufficio Vigilanza e Sanzioni Servizi Media della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha posto l’attenzione

10 Giugno 2026

Nel corso del convegno “Gioco legale: dati, regole e responsabilità dell’informazione”, Davide Gallino, dirigente dell’Ufficio Vigilanza e Sanzioni Servizi Media della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha posto l’attenzione sull’evoluzione della comunicazione legata al gioco, soffermandosi in particolare sulla crescita della promozione del gioco illegale attraverso i social network, sull’utilizzo dei siti informativi con estensione .news e sul fenomeno emergente dei prediction markets.

“Quando si parla di comunicazione del gioco, c’è un grande convitato di pietra che spesso viene trascurato: il gioco illegale. Nella nostra attività di vigilanza registriamo un aumento costante delle comunicazioni provenienti da operatori non autorizzati. Sui social assistiamo a una vera e propria proliferazione di account, avatar e profili, talvolta realizzati con strumenti di intelligenza artificiale, che hanno l’obiettivo di attirare giocatori verso piattaforme illegali. Molto spesso il percorso è sempre lo stesso: si parte da piattaforme come Instagram per poi indirizzare gli utenti verso canali Telegram o altri ambienti ritenuti più difficili da controllare.

È un fenomeno che cresce rapidamente e che richiede una capacità sempre maggiore, sia da parte delle autorità sia da parte dei giornalisti e dei cittadini, di riconoscere le differenze tra gioco legale e gioco illegale. Non sempre, infatti, chi utilizza questi servizi è consapevole di trovarsi al di fuori del perimetro regolamentato. Il nostro obiettivo è restringere progressivamente gli spazi del gioco illegale, perché si tratta di attività che operano fuori dalle regole, spesso attraverso soggetti difficili da individuare, con flussi economici che finiscono all’estero e che sfuggono a ogni forma di controllo e tutela.”

“Un altro tema riguarda l’utilizzo dei siti informativi. Nelle linee guida adottate dopo il Decreto Dignità era stata prevista la possibilità per gli operatori autorizzati di comparire all’interno di siti di informazione attraverso il semplice richiamo del marchio associato al nome della testata.

Da qui è nato il fenomeno di numerosi siti con estensione .news, che formalmente si presentano come siti informativi ma che, in alcuni casi, ospitano una presenza molto significativa di contenuti e riferimenti riconducibili al gioco.

Il risultato è che oggi, soprattutto durante gli eventi sportivi, assistiamo a una concentrazione molto elevata di messaggi, marchi, richiami commerciali e contenuti collegati alle scommesse. Non si tratta soltanto dei loghi sulle maglie delle squadre, ma anche dei pannelli a bordo campo, delle sovraimpressioni televisive, dei contenuti editoriali e degli approfondimenti che accompagnano le partite. Si è creato un livello di affollamento comunicativo che merita una riflessione, non per ragioni moralistiche, ma per una questione di equilibrio e di corretta gestione dei messaggi rivolti al pubblico.”

“Un tema emergente che stiamo osservando con attenzione è quello dei prediction markets. La domanda è semplice: siamo di fronte a strumenti finanziari o a una nuova forma di scommessa? Se guardiamo ai dati disponibili, emerge che circa l’85% delle operazioni effettuate sulle principali piattaforme riguarda eventi sportivi. Questo significa che, al di là delle molteplici possibilità offerte da questi strumenti, la componente sportiva rimane nettamente prevalente.

Esiste poi un secondo aspetto rilevante: la possibilità di rivendere la propria posizione prima della conclusione dell’evento. È una caratteristica che avvicina questi strumenti ai mercati finanziari, ma che non elimina le criticità. Il problema principale riguarda infatti l’informazione. I prediction markets si fondano sull’idea che la cosiddetta ‘saggezza della folla’ sia in grado di prevedere correttamente gli eventi. Tuttavia, questi mercati possono essere caratterizzati da una liquidità limitata e da una forte volatilità.

In contesti di questo tipo il valore delle posizioni può essere influenzato da pochi operatori e, soprattutto, da soggetti che dispongono di informazioni privilegiate non disponibili agli altri partecipanti. Il rischio di fenomeni assimilabili all’insider trading è quindi concreto. In questi mercati non si scommette sul valore di un bene reale, ma sul verificarsi di eventi futuri, e chi possiede informazioni riservate può influenzare in modo significativo l’andamento delle quotazioni e delle previsioni.

Per questo motivo tutte le autorità di regolazione stanno osservando con attenzione il fenomeno. Si tratta di un nuovo attore che si sta affacciando sul mercato e sul quale il dibattito regolatorio è ancora aperto.”

PressGiochi

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