Di Fonzo (Flutter SEA): “L’intelligenza artificiale deve generare valore per il mercato e per le persone”
Ha preso il via oggi a Roma la quinta edizione di Futures, l’evento ideato da Sisal e oggi promosso da Flutter SEA che, insieme a Snai e PokerStars, continua ad alimentare la riflessione sul ruolo dell’innovazione e sui suoi impatti sulla competitività delle imprese e del Paese. Ospitato presso Palazzo Rondinini, l’appuntamento di quest’anno, intitolato “Innovare l’impresa: futuri possibili tra responsabilità e trasformazione”, pone al centro il tema di un’innovazione intesa non solo come sviluppo di nuove tecnologie o processi, ma come capacità di ridefinire il modo in cui un’impresa crea valore economico, sociale e ambientale.
L’incontro, moderato dalla giornalista Rai Barbara Carfagna, vede la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui Paolo Taticchi, Professore di Strategia e Sostenibilità Aziendale e Co-Direttore dell’UCL Centre for Sustainable Business dell’University College London, e Federico Ferrazza, direttore di Italian Tech e di Green & Blue di Repubblica. La quinta edizione di Futures rappresenta inoltre l’occasione per presentare il primo Positive Impact Report di Flutter SEA, il bilancio di sostenibilità 2025 che illustra gli impegni, i risultati raggiunti e gli obiettivi del Gruppo nel percorso verso la creazione di valore sostenibile e di lungo periodo.
Ad aprire i lavori è stato Roberto Di Fonzo, CEO di Flutter SEA, che ha illustrato l’evoluzione e l’ambizione della nuova regione SEA, sottolineando come innovazione, sostenibilità e capacità di integrare competenze ed esperienze diverse rappresentino i pilastri della strategia di crescita del Gruppo. A seguire, è intervenuto Paolo Taticchi, Professore di Strategy & Sustainability presso la University College London School of Management, che ha approfondito il tema dell’evoluzione dei modelli d’impresa alla luce delle trasformazioni tecnologiche, dell’intelligenza artificiale, dei nuovi equilibri geopolitici e del ruolo sempre più strategico della sostenibilità come leva di competitività.
“Viviamo in un contesto di cambiamento accelerato e di nuove sfide sociali, in cui innovazione e sostenibilità devono procedere insieme e guidare un’unica traiettoria di sviluppo. In questo scenario, le imprese hanno la responsabilità di contribuire concretamente alla competitività dei sistemi in cui operano. Flutter SEA sta affrontando la sua evoluzione integrando questi elementi nella propria strategia di lungo periodo, per guidare crescita e leadership dei brand e dei mercati in cui opera e contribuire alla trasformazione del settore”, ha dichiarato il CEO di Flutter SEA.
“Oggi – ha proseguito – l’innovazione deve essere intesa non solo come adozione di nuove tecnologie, ma soprattutto come il ruolo che le imprese possono svolgere nella costruzione del futuro. Tecnologie come l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il modo in cui le aziende operano, competono e creano valore. La grande sfida è trasformarle in un vantaggio per la collettività, migliorando la qualità dell’offerta e creando nuove opportunità per le nostre organizzazioni.
Noi di Flutter stiamo lavorando per diffondere una vera cultura dell’innovazione. Lo facciamo attraverso programmi dedicati all’intelligenza artificiale, che offrono alle nostre persone gli strumenti per gestire l’innovazione in modo responsabile e consapevole, ma anche con iniziative di imprenditorialità interna, che abbiamo recentemente lanciato. Sono progetti che consentono ai nostri collaboratori di sviluppare idee, trasformarle in soluzioni concrete e generare un impatto reale.
Per noi l’innovazione significa affrontare le grandi sfide tecnologiche e digitali con l’obiettivo di creare valore: valore per il mercato, per le persone e per l’intera organizzazione. È proprio in questo contesto che si inserisce l’iniziativa Futures, attraverso la quale rifletteremo sul rapporto tra sostenibilità e innovazione, cercando di capire come questi due elementi possano influenzare il modo in cui le aziende creano valore. Mi auguro che questo momento di confronto rappresenti un’occasione di scambio di idee, di ispirazione e di crescita per costruire insieme il futuro. Perché il futuro non è qualcosa che semplicemente accade, ma qualcosa che siamo noi a creare attraverso le nostre scelte, il coraggio di innovare e il valore che riusciamo a generare per tutti” ha concluso Di Fonzo.
Ad aprire il confronto è stato Paolo Taticchi, professore di Strategia e Sostenibilità Aziendale presso University College London, che ha evidenziato come la trasformazione sia già in atto. «Oggi si stima che nelle aziende di tutto il mondo siano attivi oltre un miliardo di agenti di intelligenza artificiale. Se confrontiamo questo dato con la popolazione dei cosiddetti “colletti bianchi”, che conta circa un miliardo e mezzo di persone, capiamo che il modo di fare impresa è già profondamente cambiato. L’AI fa notizia, ma il vero tema dei processi industriali riguarda i robot che operano nelle aziende e il modo in cui stanno trasformando i processi produttivi e il processo decisionale.»
Sul rapporto tra innovazione e sostenibilità si è soffermato Federico Ferrazza, direttore di Italian Tech e Green&Blue, sottolineando come il percorso intrapreso dalle imprese non sia destinato a fermarsi. «Le aziende conoscono bene le potenzialità delle politiche di sostenibilità ambientale e continuano a investire in questa direzione. Si tratta di un percorso ormai avviato che non può essere invertito. Se oggi nel dibattito pubblico se ne parla meno, gli eventi internazionali, come le guerre, ci ricordano comunque quanto sia importante continuare a investire sulla sostenibilità.
Non credo che l’intelligenza artificiale sia una tecnologia rivoluzionaria in senso assoluto. È certamente una tecnologia destinata ad avere un impatto enorme sulla società, perché modifica il nostro rapporto con il tempo, come è avvenuto nelle grandi trasformazioni della storia. Ci permette di svolgere molte attività in modo più semplice e accelera processi già esistenti, ma non cambia la natura delle nostre attività. Cambierà sicuramente il modo in cui le aziende cresceranno; resta da capire se il sistema economico nel suo complesso riuscirà a trasformare questa evoluzione in un vantaggio diffuso.»
Dal punto di vista delle imprese è intervenuta Camilla Falladori, Chief Strategy Officer di Flutter SEA, che ha spiegato come l’intelligenza artificiale rappresenti un’opportunità da cogliere solo attraverso una governance consapevole e un forte investimento sulle persone.
«Per un’azienda che opera in un settore fortemente regolamentato come il nostro, il quadro normativo è fondamentale. L’intelligenza artificiale offre numerose applicazioni, dallo sviluppo software alle customer operations, fino al supporto delle decisioni del cliente, ma per noi il tema più importante resta quello della sostenibilità e del gioco responsabile.
Uno dei progetti di cui siamo più orgogliosi è una soluzione sviluppata internamente che ci aiuta a essere sempre più proattivi nella tutela dei giocatori, rafforzando gli strumenti di gioco responsabile. L’intelligenza artificiale sembra una tecnologia semplice da utilizzare, ma in realtà non lo è. Non basta adottarla: la vera differenza la fa la qualità dell’adozione. Per questo lavoriamo su tre aspetti fondamentali: competenze, adozione e misurazione.
Sul fronte delle competenze abbiamo visto che l’efficacia si raggiunge quando la formazione è costruita sui singoli ruoli aziendali, aiutando le persone a comprendere come l’intelligenza artificiale possa supportare concretamente il loro lavoro. Allo stesso tempo promuoviamo una cultura dell’innovazione attraverso programmi dedicati che stimolano consapevolezza e sperimentazione. Lo scorso anno abbiamo formato circa 1.200 persone; quest’anno l’obiettivo è arrivare a 2.000, perché riteniamo fondamentale che tutti comprendano realmente cosa sia l’intelligenza artificiale e come utilizzarla in modo efficace.
Parallelamente lavoriamo sull’accesso agli strumenti e sulla misurazione dei risultati. Le aziende hanno bisogno di dati concreti: per questo stiamo passando dalla valutazione dei singoli casi d’uso alla misurazione dell’impatto complessivo dell’intelligenza artificiale sul contesto aziendale, compresi gli effetti in termini di sostenibilità.»
Secondo Falladori, accanto agli investimenti tecnologici è indispensabile che anche il quadro regolatorio evolva con rapidità. «La regolamentazione europea rappresenta un elemento di fiducia, perché per attrarre capitali, competenze e investimenti serve un quadro normativo chiaro. Rispetto agli Stati Uniti possiamo offrire proprio questo: maggiore fiducia. Quello che invece ci manca, rispetto ad altri Paesi come la Cina, è la velocità. Serve una regolamentazione abilitante, semplice e capace di accompagnare il mercato, non di rincorrerlo. E servono tavoli che sappiano davvero comprendere l’impatto dell’intelligenza artificiale, non limitandosi al confronto teorico, ma sviluppando collaborazioni e progetti concreti.»

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