28 Settembre 2020 - 10:00

Friuli Venezia Giulia. L’Ass. Telesca “Il problema del gioco non si ferma alle macchinette, ma si estende sulla rete”

Beccalossi. Al via seconda fase della campagna contro il gap, 100.000 opuscoli anche in cinese Smaniotto (AND): “Fondamentale che i campioni dello sport non facciano pubblicità all’azzardo” Nel consiglio Regionale

16 Febbraio 2017

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Beccalossi. Al via seconda fase della campagna contro il gap, 100.000 opuscoli anche in cinese

Smaniotto (AND): “Fondamentale che i campioni dello sport non facciano pubblicità all’azzardo”

Nel consiglio Regionale del Friuli, mentre proseguono i lavori del Comitato Ristretto in cerca di un testo unico sul gioco, continua il dibattito sull’argomento. Tra le diverse forze politiche sembra esserci un certo accordo nel voler condannare in particolare i rischi legati al gioco online.
“Il gioco online è l’aspetto che mi preoccupa di più – commenta l’assessore Maria Sandra Telesca– perché sul web abbiamo le mani legate ed è il luogo in cui anche i ragazzi, viceversa tutelati nel caso delle slot (vietate fino a 18 anni) possono con relativa semplicità venire in contatto con il gioco. Fino a tre, quattro anni fa il gioco non era considerato nemmeno un problema. Ora i servizi per le dipendenze si stanno attrezzando. Ricordo bene che i referenti dei servizi mi raccontarono di essere preoccupati per le dinamiche del gioco d’azzardo. Eravamo proprio nel momento in cui il fenomeno era lì, lì per esplodere. I numeri oggi certificano che purtroppo la crescita c’è stata”.
“Quanto a noi- prosegue l’assessore Talesca- attendiamo di vedere cosa uscirà dal comitato ristretto, consapevoli però che il problema non si ferma alle macchinette, ma come detto si estende sulla rete e oltre confine”.
Tra le proposte nel Comitato oltre ai due pdl di Andrea Ussai (M5S) e Mara Piccin quella di Roberto Novelli (Fi) che propone l’utilizzo di introdurre l’utilizzo obbligatorio del codice fiscale per l’accesso a ogni tipo di gioco.
“In questo modo – ha commentato Novelli – faremmo diventare tracciabile il gioco con più di una conseguenza positiva. Su tutte la scoperta dell’evasione fiscale, che c’è, basti pensare a quante persone giocano migliaia di euro al mese a fronte di risicate dichiarazioni dei redditi. Ciò non sarebbe più possibile. In molti rinuncerebbero alla ‘partita’ e gli irriducibili invece incapperebbero nel rischio di essere scoperti dal fisco. All’uso del codice fiscale dovrebbe accoppiare anche l’oscuramento dei siti internet dedicati al gioco. Almeno di quelli con server sul territorio italiano perché lì davvero non c’è alcuna forma di controllo ed è il luogo dove i nostri ragazzi rischiano oggi maggiormente di cadere nella trappola”.
PressGiochi