18 settembre 2019
ore 18:16
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Francia. ARJEL: “Non tutte le loot boxes sono azzardo, pericolose se monetizzabili”

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Francia. ARJEL: “Non tutte le loot boxes sono azzardo, pericolose se monetizzabili”

L’ARJEL, il regolatore francese del gioco d’azzardo, ha rivelato che sta indagando sulle Loot Boxes perché “non tutte rientrano nella definizione di gioco d’azzardo”.

“Il concetto di loot boxes non è nuovo- ha dichiarato l’ARJEL- ma loro maggiore esposizione desta preoccupazione e occorre vigilare. Nelle loot boxes il giocatore non sa cosa compra e il risultato della sua acquisizione è governato dal caso, o più accuratamente da un generatore di numeri casuali. In assenza di controllo, non vi è alcuna garanzia che la distribuzione dei premi non sarà effettuata in base al comportamento del giocatore e allo sfruttamento dei suoi dati personali allo scopo di incitarlo a giocare di più manipolando la casualità della distribuzione”.

L’argomentazione dell’ARJEL si basa sul fatto che tutti “i bottini” contengono molti lotti e quindi sono diversi dal gioco d’azzardo, ma occorre fare delle distinzioni precise. “Se- prosegue il regolatore- tutte le loot boxes non possono essere descritti come giochi d’azzardo, non è lo stesso quando il lotto è monetizzabile. La legalità di questo tipo di gioco è discutibile quando è probabile che la partita venga venduta al di fuori della piattaforma di gioco e l’editore consente l’utilizzo di lotti acquistati altrove rispetto all’ambiente della sua piattaforma. In questo caso interviene l’ARJEL: per questo è in corso un certo numero di indagini”.

Inoltre, l’ARJEL ha proposto una riflessione comune dei regolatori europei sugli sviluppi e la regolamentazione del gioco d’azzardo online nel continente con particolare riferimento proprio alle loot boxes.

PressGiochi

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