08 Marzo 2026 - 08:43

Francia. ANJ: nonostante i divieti, nel 2025 4 giovani su 10 hanno giocato d’azzardo

L’Association de recherche et prévention sur les excès des jeux (ARPEJ), con il sostegno dell’Autorité nationale des jeux (ANJ), ha condotto la seconda indagine ENJEU-Mineurs su un campione di 5.000

18 Febbraio 2026

L’Association de recherche et prévention sur les excès des jeux (ARPEJ), con il sostegno dell’Autorité nationale des jeux (ANJ), ha condotto la seconda indagine ENJEU-Mineurs su un campione di 5.000 giovani tra i 15 e i 17 anni, con l’obiettivo di misurare — nonostante il divieto legale di vendita — la pratica del gioco d’azzardo tra i minorenni. L’indagine rivela che nel 2025 oltre 4 giovani su 10 giocano (42,6%), con un aumento di 7,8 punti rispetto allo studio del 2021. L’inchiesta evidenzia inoltre il ruolo centrale della famiglia nel facilitare l’accesso al gioco e l’influenza dell’esposizione alla pubblicità.

Il 42,6% dei giovani intervistati dichiara di aver giocato almeno una volta a giochi d’azzardo negli ultimi dodici mesi, quasi 8 punti in più rispetto al 2021 (34,8%). La pratica è più diffusa tra i ragazzi (45,5%) che tra le ragazze (39,6%). Il 34,3% gioca con i Gratta&Vinci (contro il 27,3% nel 2021). Il 20,0% pratica i giochi di estrazione/lotterie (contro il 16,9% nel 2021), mentre l’11,4% pratica le scommesse sportive (contro il 9,9% nel 2021).

L’aumento è trainato soprattutto dai giovani che giocano esclusivamente ai gratta e vinci, acquistati per lo più dai genitori nei punti vendita.

Il gioco esclusivamente online cresce più moderatamente (dal 3,9% al 5,5%), così come le pratiche miste tra fisico e digitale (dal 13,5% al 14,9%).

Per la prima volta è stato valutato anche l’atteggiamento dei 15-17enni verso il gioco d’azzardo: due terzi dei giovani hanno una percezione negativa (67,4%), con una percentuale più alta tra le ragazze (70,2%) rispetto ai ragazzi (64,8%). Ritengono, ad esempio, che “il gioco è come una droga”, “è pericoloso per la vita familiare” e che “ci sono troppe occasioni per giocare”.

Frequenza e spesa in aumento – Nel 2025 l’intensità del gioco cresce sia in termini di frequenza sia di spesa. La quota di giovani che giocano settimanalmente passa dall’8,9% al 12,1%, mentre quelli che giocano da una a tre volte al mese aumentano dal 10,8% al 14,2%.

Anche le spese dichiarate sono in forte aumento: la spesa mediana per l’attività di gioco preferita passa da 6 a 10 euro. Cresce inoltre la quota di chi spende di più: il 17,2% dichiara di spendere tra 15 e 20 euro (contro il 12,5% nel 2021) e il 19,7% più di 20 euro (contro il 9,6% nel 2021).

Un accesso al gioco ampiamente facilitato dai genitori – L’indagine mostra il ruolo determinante dei genitori nell’accesso dei minori al gioco d’azzardo. Nel 2025, il 65,0% dei giovani giocatori afferma di aver giocato in punti vendita grazie ai genitori. Inoltre il 36,9% gioca sul conto online dei genitori con il loro consenso mentre il 26,4% ha creato un proprio conto con l’aiuto dei genitori.

In generale, un terzo dei giovani accede direttamente ai giochi d’azzardo, mentre quasi due terzi lo fanno tramite l’entourage.

Le attività online vietate in Francia — come slot machine online e scommesse su competizioni e-sport — sono spesso praticate tramite i conti dei genitori, con o senza autorizzazione.

Secondo un recente studio qualitativo, molti genitori percepiscono il gioco d’azzardo come un’attività ludica e ne sottovalutano gli effetti sui minori, tranne i genitori che presentano essi stessi comportamenti di gioco problematico.

Forte esposizione alla pubblicità, nonostante un calo – Quasi 8 giovani su 10 (78,8%) dichiarano di essere stati esposti a pubblicità sul gioco d’azzardo. La percentuale sale all’85,1% tra i giocatori (contro il 74,2% tra i non giocatori). Tra i giocatori esposti, i principali canali sono media tradizionali (50,2%), social network (43,8%), punti vendita (39,6%).

I contenuti degli influencer rappresentano una fonte significativa: 3 giovani giocatori su 10 vi sono esposti.

Il 63,6% dei 15-17enni dichiara di aver visto messaggi di prevenzione negli ultimi tre mesi, percentuale che sale a quasi tre quarti tra i giocatori.

Comportamenti problematici preoccupanti – Per identificare i minori con problemi legati al gioco, l’indagine utilizza l’Indice canadese del gioco eccessivo (ICJE). Nel complesso, il 10,5% dei giovani presenta pratiche problematiche, di cui il 5,4% comportamenti di gioco eccessivo. I ragazzi risultano più colpiti delle ragazze. Sebbene la quota di giocatori problematici sia leggermente diminuita rispetto al 2021, il dato resta preoccupante. I danni dichiarati dai giovani giocatori sono in aumento, soprattutto in termini di stress, disturbi del ritmo di vita e variazioni dell’umore.

 

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