27 Ottobre 2020 - 22:04

Foschini (SerT Ravenna): “Il timore è che con i giochi torni il rischio usura”

«Non siamo ancora in grado di dire quale direzione prenderà il gioco d’azzardo: se aumenterà, se giocheranno in meno ma puntando di più, se giocheranno più persone ma sperperando di

31 Maggio 2020

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«Non siamo ancora in grado di dire quale direzione prenderà il gioco d’azzardo: se aumenterà, se giocheranno in meno ma puntando di più, se giocheranno più persone ma sperperando di meno. Fatto sta che il rischio che i giocatori si affidino ancora più di prima all’usura, sia quella legale che quella illegale, esiste anche sul nostro territorio».

Vittorio Foschini, responsabile del Ser.T di Ravenna, non ha certezze rispetto a quanto accadrà quando torneranno a concretizzarsi tutte le possibilità che cerca chi soffre di ludopatie: «Fatto sta che i cosiddetti ‘cambia-soldi’, gli artigiani del mondo dell’usura che difficilmente sono in rete con le organizzazioni mafiose, quelli che ti anticipano i soldi e ne rivogliono indietro tra il 25% e il 300% in più, in questi mesi di limitazioni sono rimasti disoccupati. E in qualche modo torneranno a farsi sentire.

Quando tutto riaprirà, c’è davvero il pericolo che l’usura in senso lato torni in azione, anche sfruttando un fattore di non poco conto: il fatto che diverse persone, senza lavoro, disperate, annullate e annoiate, possano facilmente cadere nel vortice del gioco dopo una stretta come quella che abbiamo vissuto a causa del Covid, un percorso che, quando arriva al sovra indebitamento, è la goccia che fa traboccare il vaso verso pensieri suicidi».

 

Per il momento, sul servizio che Foschini coordina non c’è stato un impatto numerico diretto: «Prima dell’emergenza avevamo registrato un aumento degli accessi, mentre gli ultimi arrivi, oltre a essere pochi, presentano una sintomatologia lieve e debiti piccoli».

 

A far pensare in positivo, rispetto alla realtà locale, è anche il fatto che diverse sale e attività legate al gioco d’azzardo, per rispettare le normative sulle distanze dai luoghi sensibili, dalla città si sposteranno sulla via Emilia: «Vedremo che cosa succederà. Certo è che la realtà attuale, ovvero l’apparente arresto del gioco, è fittizia. Se è vero che qualcuno potrà avere organizzato poker illegali in casa con la scusa dei congiunti, è altrettanto vero che le bische clandestine che spesso si nascondono dietro i circoli sono rimaste a bocca asciutta. Ma riprenderanno. Staremo a vedere, consapevoli che al pari del gioco, in ogni caso, torneranno anche tutte le campagne e le azioni di sensibilizzazione e prevenzioni sulle quali, da anni, lavoriamo».

 

 

PressGiochi