26 Settembre 2020 - 23:08

Filippone (FNGP): “Contratto di rete di imprese, la nuova opportunità per i gestori del gioco”

Per tutelare la filiera del gioco pubblico e ridurre il problema del gioco patologico, occorre definire giuridicamente il gestore affidandogli un ruolo nella filiera, nell’applicazione della legalità e nella riqualificazione

19 Marzo 2015

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Per tutelare la filiera del gioco pubblico e ridurre il problema del gioco patologico, occorre definire giuridicamente il gestore affidandogli un ruolo nella filiera, nell’applicazione della legalità e nella riqualificazione della rete di vendita. Inoltre bisogna far entrare in vigore il decreto delle Awp3. Una riduzione dell’offerta è un vantaggio per l’intero settore che deve essere attuato con un nuovo contingentamento, riducendo le vlt. Queste – dichiara Ezio Filippone, presidente della Federazione Nazionale Gioco Pubblico – le proposte nate nelle diverse assemblee della federazione.

“La delega fiscale – spiega Filippone – deve definire giuridicamente il gestore, riconoscere il suo ruolo ovvero quello di presidio del territorio e della legalità e di applicazione delle nuove tecnologie. La filiera del gioco ha una storia importante e sbarazzarsi di questo soggetto della filiera non è assolutamente giusto, anzi occorre rimetterlo al centro della scena. Un errore è stato fatto non considerarlo nella riforma del 2002, poi si è cercato di recuperare dando loro l’albo degli operatori, infine la legge di Stabilità ha chiesto i 500milioni alla filiera. I concessionari, ormai in crisi, hanno riversato il carico di questa tassa sui gestori, ma al gestore non si possono chiedere solo tasse negandogli poi un ruolo giuridico. Il gestore viene da una tradizione di 50 anni di lavoro e questo non può essere ignorato.

Il governo ha mostrato sensibilità in questo senso speriamo che dalle parole si passi ai fatti. C’è un decreto pronto per l’entrata in vigore delle Awp3 e si attendeva di farlo confluire nella delega fiscale, oggi il legislatore non ne tiene conto proponendo delle ‘mini vlt’.

Il decreto sulle awp3 redatto dai Monopoli è il frutto di un lungo percorso, corredato da studi cui ha dato la sua collaborazione la Guardia di finanza, per garantire la maggiore sicurezza della macchine, la tutela della legalità, dei minori, sono stati imposti ai gestori nuovi investimenti.

Le vlt leggere costeranno nuovi investimenti ai concessionari per 2 milioni e mezzo che non sarebbe possibile ammortizzare negli anni che rimangono alla fine della concessione. Le vlt sono machine più aggressive e se vogliamo intervenire sul settore per tutelare il giocatore è una contraddizione portare le macchine di azzardo nei bar e negli esercizi pubblici!

 

Ai gestori va dato un ruolo diverso, più moderno, più attuale. La nostra proposta – continua il presidente della FNGP – è quella di applicare uno strumento moderno che è il contratto di rete di imprese che darebbe loro una grande opportunità. È un istituto giuridico di collaborazione e cooperazione tra imprenditori, un accordo con cui più imprese attraverso un programma comune, si impegnano a collaborare per la crescita della capacità innovativa e la crescita della competitività. L’impresa accede e migliora tramite la rete, le proprie capacità di innovazione; la rete incrementa la capacità concorrenziale sia singola che di rete stessa sui mercati di riferimento .

La rete può precedere la collaborazione informe ad ambiti predeterminati attinenti l’esercizio delle proprie imprese, lo scambio di informazioni o prestazione di natura industriale, commerciale, tecnica. Lo scopo perseguito dalla rete è di accrescere individualmente e collettivamente la capacità innovativa e la competitività sul mercato dei prodotti o dei servizi offerti al mercato da ciascun partecipante.

Nel caso di specie, l’obiettivo che verrà condiviso da tutti i gestori sarà quello di affermare un nuovo ruolo come garanti della legalità e una loro funzione tipica (presidi del territorio) attraverso il monitoraggio e il controllo del rispetto dei principi di legalità, il riscontro alle istanze che perverranno dalla società civile rispetto al gioco, oltre alla funzione storica dei raccoglitori, ricerca di nuove tecnologie e nuovi modelli di business, partecipazione comune a bandi di gara, nuovi modelli di gestione del territorio in collaborazione con i concessionari. Il tutto secondo elevati standard caratterizzati da capillarità ed omogeneità dei servizi offerti.

Il programma di rete potrebbe prevedere per i gestori lo svolgimento di alcune attività finalizzate, per esempio, a riqualificare la rete attraverso corsi di formazione per verificare la corretta applicazione delle norme sul gioco (regolarità del funzionamento degli apparecchi, divieto di giochi per i minori, prevenzione sui problemi di ludopatia).

Tale contratto si distingue dalle altre forme di integrazione imprenditoriale quali l’Associazione temporanea di imprese e il consorzio.

La rete – conclude Filippone – invece è una forma di aggregazione meno invasiva, dove non è richiesta l’unificazione di unaparte del proprio business. In altre parole, le imprese aderenti alla rete possono continuare a svolgere il loro business in autonomia, essendo la rete solo un’opportunità per migliorare la propria performance economica; realizzare degli obiettivi che nessuna impresa da sola sarebbe in grado di realizzare.

PressGiochi