Il senatore filippino Francis “Chiz” Escudero ha presentato un disegno di legge che mira a vietare la pubblicità e le sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo su televisione, radio, stampa, piattaforme
Il senatore filippino Francis “Chiz” Escudero ha presentato un disegno di legge che mira a vietare la pubblicità e le sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo su televisione, radio, stampa, piattaforme online e social media. L’iniziativa arriva a pochi mesi dalla decisione della Philippine Amusement and Gaming Corporation (PAGCOR) di sostituire le tradizionali campagne sul gioco responsabile con messaggi dedicati alla promozione della National Problem Gambling Helpline, il servizio nazionale di assistenza per i giocatori problematici.
Nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento, Escudero ha dichiarato: “È arrivato il momento di regolamentare l’industria del gioco d’azzardo nello stesso modo in cui abbiamo regolamentato il tabacco due decenni fa.”
La proposta, denominata Gambling Advertising Prohibition Act, punta a eliminare gran parte delle attività promozionali del settore al di fuori di ambienti controllati e riservati ai maggiorenni. In particolare, il testo prevede il divieto di:
Il provvedimento si ispira al Tobacco Regulation Act del 2003, prevedendo un periodo transitorio di un anno per consentire la conclusione dei contratti pubblicitari già in essere. Durante tale periodo, tuttavia, non potranno essere stipulati nuovi accordi di sponsorizzazione o promozione.
In caso di violazione delle nuove disposizioni, il disegno di legge introduce sanzioni che comprendono:
PAGCOR promuove la helpline nazionale
All’inizio del 2026, la PAGCOR aveva già ordinato agli operatori autorizzati di sostituire le campagne sul gioco responsabile con materiali informativi dedicati alla nuova National Problem Gambling Helpline.
L’autorità di regolamentazione ha inoltre precisato che tali materiali non necessitano dell’approvazione preventiva dell’Ad Standards Council, poiché sarà la stessa PAGCOR a rilasciare un certificato di esenzione. L’ente ha avvertito che il mancato rispetto della direttiva potrà comportare sanzioni regolatorie, pur senza specificarne nel dettaglio la natura.
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