26 Settembre 2020 - 00:53

Fiasco: “Per contrastare il Gap, autorizzare limitate forme di gioco, quelle che si è in grado di controllare, ed escludere tutte le altre”

L’ammontare dell’investimento finanziario sul gioco d’azzardo patologico – non ancora confermato – sembra imponente. Se pensiamo che sono stati proposti 200 milioni più 50 per il gap e che per

30 Giugno 2015

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L’ammontare dell’investimento finanziario sul gioco d’azzardo patologico – non ancora confermato – sembra imponente. Se pensiamo che sono stati proposti 200 milioni più 50 per il gap e che per la non autosufficienza, per la sla, per l’alzheimer, che colpisce la metà degli italiani anziani oltre i 90 anni, l’investimento si aggira intorno ai 400 mln dobbiamo ammettere che è un intervento importante, ma manca la ratio di questo investimento e la ratio sta nel contenimento della diffusione delle forme patologiche e del gioco tout court perche ci sono delle proporzioni definite. Più aumenta il consumo di gioco più si allargano le cerchie delle forme problematiche di giochi, patologiche e croniche, c’è una proporzione tra le varie fasce. Quindi viene paventato un investimento per le ludopatie senza intervenire sul contenimento del consumo del gioco. Si deve ristrutturare l’offerta con una riduzione del tempo dell’esposizione e dell’offerta. Questa è la prima cosa che andrebbe fatta.

Lo dichiara in un’intervista rilasciata a PressGiochi il sociologo Maurizio Fiasco, consulente della Consulta nazionale antiusura e presidente di Alea da tempo impegnato sul fronte del gioco d’azzardo patologico.

 

Enti locali e divieti di gioco…

Sulla questione degli enti locali bisogna esser chiari. Nel 2001 è stata approvata una modifica della costituzione (Leg. Cost. n. 3/2001, ndr) che ha introdotto il principio di sussidiarietà sia verticale che orizzontale ovvero sulle materie proprie delle autonomie locali e regionali come le condizioni famigliari, le politiche di welfare, le politiche per la tutela della salute, di distribuzione delle funzioni delle città, per l’assetto urbano, di sicurezza urbana che sono state devolute alle Regioni e attraverso le Regioni agli enti locali. Un provvedimento centralizzato che vada oltre il quadro costituzionale è in radice illegittimo.

 

Tutela della salute alle Regioni, ma l’aspetto dell’ordine pubblico è di esclusiva competenza statale…

Ok. La questione dell’ordine pubblico è un monopolio dello stato, allora mi chiedo se si possa dare in appalto la funzione di ordine pubblico, ovvero lo Stato deve predisporre un apparato per la sicurezza pubblica perché non può servirsi di polizie private. In tal caso, o il mandato dell’amministrazione finanziaria che regola i giochi è un mandato di ordine pubblico, e allora il compito deve essere assunto direttamente dall’amministrazione, o altrimenti non può essere dato in appalto ai privati perché se è una funzione di ordine pubblico lo Stato che ne ha il monopolio lo deve esercitare con i suoi strumenti, non può delegare altri a farlo.

Lo Stato eserciti direttamente il controllo dell’offerta del gioco se veramente si tratta di una questione di ordine pubblico, gestione diretta del gioco come avveniva prima. Bisogna uscire dall’ipocrisia. Anche il controllo delle installazioni, deve essere svolto da pubblici ufficiali e non da ispettori della Siae, per esempio. Se si tratta esclusivamente di un problema di ordine pubblico si torni al paradigma originario, autorizzarne limitate forme, quelle che si è in grado di controllare ed escludere tutte le altre.

 

Per quanto riguarda la pubblicità, quanto influisce nella diffusione del Gap, in particolare quella delle scommesse sportive trasmessa durante gli eventi?

C’è un’informazione manipolata e strumentalizzata e c’è una pubblicità esplicita e occulta che influisce in maniera determinante, ma l’aspetto paradossale è che la scommessa influisce sull’esito dell’evento su cui si deve scommettere, non è un derivato. Tutte le inchieste che si stanno realizzando anche in ambito internazionale dimostrano che la possibilità di scommettere su un evento determina un’alterazione del comparto del gioco agonistico.

 

Cristina Doganini – PressGiochi