21 Ottobre 2020 - 09:53

Fiasco: “Lo Stato deve prendere atto delle dimensioni del fenomeno Gap”

“Lo Stato italiano nel passato ha sempre visto con diffidenza il comportamento del gioco d’azzardo. Nel tempo c’è stato un cambiamento normativo che ha portato alla produzione di un doppio

26 Giugno 2015

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“Lo Stato italiano nel passato ha sempre visto con diffidenza il comportamento del gioco d’azzardo. Nel tempo c’è stato un cambiamento normativo che ha portato alla produzione di un doppio messaggio in materia. Da un lato il totale divieto al gioco come disvalore etico, dall’altro – per produrre entrate fiscali – si è introdotto il processo autorizzatorio.

Il lavoro di chi contrasta il gioco viene così svalutato, l’eccesso dell’offerta produce un messaggio fortemente diseducativo”. Interviene così Maurizio Fiasco sociologo specializzato nel gioco d’azzardo patologico nel convegno organizzato dal Ceis San Crispino di Viterbo in occasione della Giornata mondiale contro il consumo di droghe.

“Ad un certo punto nel ‘900 – ha continuato Fisco ripercorrendo la storia della diffusione dei giochi offerti dallo Stato – si passa però da giochi a bassa frequenza con prodotti come il Totocalcio che promettevano grandi premi, a giochi ad altissima frequenza dove saltano tutti i parametri spazio-tempo. Si può giocare 24 ore su 24 e anche all’interno delle mura domestiche, per non parlare del fatto che si possa giocare ovunque persino negli uffici postali. In questo passaggio si costruisce una macchina fondata sull’induzione di larghe masse alla dipendenza da gioco d’azzardo. Un gioco costruito in tutti i suoi aspetti combinando varie discipline e strumenti all’arruolamento dei consumatori. Per questo modello è importante estendere continuamente l’uso e la diffusione dei giochi e lo si è fatto attraverso la frequenza delle vincite, più basse.

Questo fenomeno ha trasformato un Paese con una bassa frequenza al gioco in un Paese ad alta frequenza. Pensare che inizialmente il Mef di fronte ai pochi ricavi erariali dai nuovi giochi ha introdotto modifiche con le quali accrescere l’interesse dei consumatori e l’appeal, aumentando la frequenza delle vincite. Questo nel tempo ha portato una riduzione anche delle percentuali per lo Stato, se prima erano intorno al 20% oggi arriviamo anche all’8%. Si riduce quindi la quota trattenuta, sia per lo Stato che per le concessionarie. Tutto questo per aumentare le dimensioni del processo. Ad un certo punto la riduzione del margine relativo ha portato alla riduzione dei ricavi per tutti. Al crescere della raccolta lorda si riducono i ricavi per tutti. Questo era facilmente prevedibile.

Oggi giocano tanto le donne quanto gli uomini, sia giovani che adulti. Con il gioco offerto ovunque ma come è possibile vietare il gioco ai minori?

Tanto più che le concessionarie – paradossalmente in rosso- trasferiscono le loro sedi altrove, pensiamo a Lottomatica che paga le sue imposte dirette in Inghilterra.

I concessionari per mantenere il mercato hanno preso prestiti giocano anch’essi un gioco d’azzardo che coinvolge banche, investitori e consumatori.

La Delega fiscale, nella sua bozza, regolamenta tutti i giochi, dai biliardini al casinò di Saint Vincent, statalizzando tutto. Questo è assurdo.

L’aspetto paradossale della istituzionalizzazione è che si supera il divieto sancito dal codice penale attraverso l’introduzione dell’abilità fisica e mentale del giocatore in attività in cui è presente anche l’alea.

Il primo passo per uscire da una patologia è riconoscerla e chi deve intervenire da un punto di vista legislativo non può smentire l’azione dell’operatore e terapeuta che cura la patologia diffondendo un doppio messaggio del gioco. Serve riconoscere la patologia e programmare una via d’uscita con una offerta terapeutica proporzionale alla dimensione enorme che questo problema ha. Il gioco ormai è una componente strutturale del debito pubblico e credo che ci sia una ragione se il nostro Paese, dopo la Grecia, è quello con più alta recessione. Il Italia il consumo di gioco è il doppio che in Germania. Il legislatore deve prender atto di questa dimensione del gioco ed intervenire nella maniera corretta.

PressGiochi