01 Ottobre 2020 - 03:32

Fiasco (Cons. Antiusura): “Nel business del gambling anche lo Stato e i concessionari giocano d’azzardo”

“Il legame tra gioco d’azzardo e usura è sempre più ampio. Lo Stato sta intervenendo sul mercato degli apparecchi da gioco ma mentre sembra che spariranno dai bar numerose slot

13 Maggio 2015

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“Il legame tra gioco d’azzardo e usura è sempre più ampio. Lo Stato sta intervenendo sul mercato degli apparecchi da gioco ma mentre sembra che spariranno dai bar numerose slot machine, verranno immesse sul mercato apparecchi più sofisticati studiati per incentivare l’azzardo che non è un vero gioco. Pensare che solo lo scorso anno abbiamo superato i 90 miliardi di raccolta”. E’ quanto ha dichiarato Mon. Alberto d’Urso dell’Arcidiocesi di Bari presente alla trasmissione Siamo noi di Tv2000 che oggi si occupa della questione dell’usura e delle sue connessioni con il gioco d’azzardo.

 

Ad intervenire anche Maurizio Fiasco della Consulta nazionale antiusura: “Si è creato un effetto perverso sulla raccolta del gioco d’azzardo e sugli utili delle stesse aziende concessionarie che sono sovra indebitate. Quando il gioco estende sempre di più il suo mercato si deve ridurre il margine del ricarico sul gioco. Ad esempio sul bingo online si può scommettere anche un cent. Per incentivare il gioco e il numero delle giocate le aziende creano un’illusione di una remunerazione del giocatore anche per somme irrisorie. Il giocatore attuale gioca tanto, perde ma vince anche spesso. Si riduce così il margine di introiti per i concessionari e per lo Stato a vantaggio dei derivati finanziari in un sistema in cui tutti gli attori coinvolti giocano e azzardano.

La cura al Gap non viene attuata in maniera vera e seria; se lo Stato immetto nel SSN 250mln di euro per curare il gap, se vuole risolvere il problema deve intervenire anche sulla riduzione dell’offerta, altrimenti non ha senso”.

PressGiochi