“Oggi presentiamo un documento di osservazioni, proposte ed emendamenti alle Linee guida diffuse dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativamente a un obbligo inserito nel decreto legislativo sul gioco online:
“Oggi presentiamo un documento di osservazioni, proposte ed emendamenti alle Linee guida diffuse dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativamente a un obbligo inserito nel decreto legislativo sul gioco online: quello di una comunicazione dissuasiva e di promozione del cosiddetto ‘gioco responsabile’, oltre al distanziamento dei loghi e delle immagini delle società concessionarie dagli eventi o dalle cause eventualmente sostenute finanziariamente.
Nel 2018 – ha dichiarato Maurizio Fiasco di Alea nel corso della conferenza stampa di presentazione del documento inviato ad AGCOM sulle nuove Linee guida contro la ludopatia – ci fu un precedente: di fronte al divieto assoluto di pubblicità introdotto con la legge di conversione del decreto Dignità, la stessa Agcom emanò un regolamento che, di fatto, modificava una legge dello Stato. Un vero mostro istituzionale, passato quasi inosservato anche perché il regolamento uscì in piena estate.
Già allora la Consulta delle fondazioni antiusura e varie espressioni del Terzo settore presentarono un documento molto chiaro. Tuttavia Agcom regolamentò la diffusione delle quotazioni e delle scommesse come mera esposizione di un’offerta commerciale, rendendola di fatto consentita. Il divieto di pubblicità, uscito dalla porta, rientrava dalla finestra.
Oggi ci troviamo di fronte a un nuovo documento e vorrei sottolineare un aspetto importante: tre componenti diverse si sono ritrovate in un elaborato che ha certamente un’ispirazione sociale e scientifica, ma che è soprattutto un testo tecnico. Non è una risposta generica: è una risposta puntuale, articolo per articolo e comma per comma, alle Linee guida emanate da Agcom.
Tre realtà con missioni differenti ma convergenti: il Forum delle associazioni familiari, che ha esposto le ragioni di cautela per evitare interferenze con le politiche di promozione della famiglia; l’associazione scientifica, che ha illustrato le ragioni del mondo sociosanitario sui rischi di una comunicazione ambigua; e il mondo dei consumatori, perché ci sono questioni che riguardano direttamente il Codice del consumo.
Abbiamo notificato per tempo il documento ad Agcom e chiesto un’audizione, che riteniamo doverosa. Non è una partita che può essere risolta solo tra l’Autorità e i concessionari del gioco. Ai gestori devono essere date indicazioni precise, ma queste indicazioni vanno discusse e condivise con portatori di interesse ben diversi dal fatturato delle scommesse o delle slot machine.
L’interesse pubblico, anche di rilievo costituzionale come quello rappresentato dalle associazioni familiari, è ben altra cosa rispetto al margine erariale o al profitto delle imprese del settore. Per questo bisogna evitare ambiguità nella terminologia, nelle immagini e negli impliciti comunicativi.
Gli impliciti significativi sono quelle parole e quelle formule che danno per scontata una convinzione e la trasferiscono implicitamente al destinatario. Per questo chiediamo un divieto assoluto di esposizione di loghi e immagini riconducibili alle industrie o alle società concessionarie, anche quando sostengono iniziative pubbliche o sociali.
Il punto centrale riguarda però il cosiddetto ‘gioco responsabile’. Si tratta di un paradigma definito nel 2004 a Reno, in Nevada, da tre clinici sostenuti anche da finanziamenti delle grandi imprese statunitensi del gioco d’azzardo. È un paradigma che pone la responsabilità in capo al consumatore, non alla persona nella sua integrità, ma al soggetto inteso come contraente di un rapporto commerciale.
Il problema di questo dispositivo semantico e pratico è che sposta il focus dalla costruzione del mercato — dall’offerta, dal marketing, dalla comunicazione e dalla diffusione capillare del gioco, oggi anche sul web — alle sole scelte individuali del consumatore.
È come spostare la responsabilità dell’inquinamento delle acciaierie di Taranto dai soggetti industriali ai cittadini che si ammalano. Certo, non tutti si ammalano allo stesso modo, ma questo non significa che il problema debba essere scaricato esclusivamente sui destinatari del rischio.
Il paradigma del ‘gioco responsabile’ compie la stessa operazione: afferma che il problema siano le tue scelte individuali e la tua incapacità di contenere il rischio. Ma chi conosce la comunicazione pubblicitaria sa bene che espressioni come ‘giocare responsabilmente’, analogamente al ‘bere responsabilmente’, finiscono per attenuare la percezione del pericolo, trasferire la responsabilità e accrescere la reputazione del soggetto economico che trae profitto da quel business. In definitiva, diventano una forma molto efficace di pubblicità.
Nel documento, – ha concluso Fiasco – sia dal lato delle associazioni dei consumatori, sia da quello del Forum delle associazioni familiari, sia dal lato degli esperti impegnati sul campo, questi rilievi vengono formulati in maniera molto precisa, anche nella forma tecnica di emendamenti. Ci auguriamo che queste indicazioni vengano accolte, in tutto o almeno in larga parte, dall’Autorità”.
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