24 Settembre 2020 - 20:18

Fiasco (Alea): “Dal gioco sono dipendenti i giocatori ma anche lo stesso monopolista”

“Lo scorso anno si sono consumati 88,2mld di euro nel gioco: il 12% dei consumi degli italiani. Crescono i consumi del gioco mentre tutti gli altri tipi di consumo calano”.

23 Giugno 2016

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“Lo scorso anno si sono consumati 88,2mld di euro nel gioco: il 12% dei consumi degli italiani. Crescono i consumi del gioco mentre tutti gli altri tipi di consumo calano”. Maurizio Fiasco, presidente di Alea ha preso parte quest’oggi alla giornata di lavori tenuta a Todi per discutere sul fenomeno del gioco patologico.

“Negli ultimi 4 anni – ha spiegato Fiasco – si è levata una forte disapprovazione sociale nei confronti del gioco, oltre 400 comuni hanno emanato regolamenti per contenere l’impatto del gioco e 15 regioni hanno emesso leggi regionali, tuttavia dal 2014 al 2015, nonostante gli interventi ed il riconoscimento della patologia il gioco cresce.

 

Si pone all’ordine del giorno l’esigenza di regolare l’esposizione al rischio del gioco e oggi nonostante tutte le normative locali vige ancora un doppio messaggio: l’entità che dovrebbe farsi carico del diritto alla salute dei giocatori è la stessa entità che pianifica un intervento di programmazione dell’offerta del gioco. C’è una situazione paradossale perché sono dipendenti non solo i giocatori ma lo stesso monopolista: si tratta di una addiction fiscale a causa dell’indebitamente che pesa sullo Stato.

 

Lo Stato è nell’ottavo anno di recessione e dovrebbe costruire una politica economica ma tuttavia cerca entrate, soldi, pochi maledetti e subito, pagando tassi di interesse esorbitanti: aumenta il consumo ma le entrate restano costanti perché il consumo di gioco è cambiato così l’offerta che diventa più attrattiva gratificando più il giocatore con premi irrisori e più frequenti. Questo non porta all’aumento delle entrate e degli stessi profitti.

Si tratta di un consumo continuo di denaro e tempo di vista che vede lo Stato arruolare continuamente giocatori per garantire i propri ricavi fiscali”.

PressGiochi